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venerdì 27 marzo 2015

Una cameretta per due

Con la voglia di primavera si risveglia anche la mia creatività sommersa in questo inverno da impegni, influenze e corsi...
Infatti, quando il sole ha cominciato ad illuminare la lunga parete bianca dove appoggia la testata dei letti, nella camera dei miei bambini, che, da qualche mese, condividono la stessa stanza, mi è venuta l'idea che non potevo proprio ignorare!
"Perchè non ravvivarla?". 
Il problema successivo è stato: "quale colore?"; infatti, la BimbaGrande, in piena età del Rosa, mi supplicava di farla tutta di quel colore... mentre il Piccoletto ripeteva "Biola"... Che fare? L'idea di avere un coffettino a forma di camera non mi piaceva...
Così: "Le righe! Con quelle accontento tutti!".
In due pomeriggi, un rotolino di adesivo per il muro, un secchio vernire per muri color bianco, due barattolini di colore per il muro (rosso e azzurro) e un costo limitato, mi sono addentrata nell'impresa!
Il risultato non è male, le righe danno alla stanza un effetto caldo e pieno! 
La fatica più grande è stata quella di misurare in modo preciso le righe e  mettere le scotch su di esse, ma poi dipingere  con il rullo è rapido!


Nemmeno a dirlo che i bimbi erano molto felici... ognuno dormiva vicino al proprio colore.


giovedì 24 luglio 2014

Arte terapia









Sin dai tempi più antichi l’arteterapia veniva praticata in tutti i popoli. Spontaneamente esisteva anche una forma di arteterapia per i bambini. L’arteterapia rivolta ai bambini è una terapia che, basandosi su attività plastiche, dinamiche e pittoriche tipiche delle varie forme d’arte (pittura, teatro, scultura, musica) regola l’equilibrio emozionale e contribuisce al benessere pico-fisico del bambino.




A quali bambini si rivolge l’arteterapia?


I bambini, che danno istintivamente libero sfogo alle loro emozioni, vivono l’arte in maniera spontanea e giocosa, senza porsi troppe domande e godendone appieno.


L’arteterapia indubbiamente fa bene a tutti. Sono gli adulti che forse se ne dimenticano. In particolare è soprattutto utile in quei casi di disturbi comportamentali che sono, in forza del loro stesso esistere, un nodo emotivo da sciogliere. Ciò accade, ad esempio, nei bambini autistici, nei bambini che presentano problematiche legate al linguaggio, nei bimbi iperattivi o nei casi di bullismo, nei bambini down, o bimbi che hanno subito dei traumi e che presentano psicosi oppure ossessioni. L’arteterapeuta professionista è colui che ha saputo fare delle sue capacità e sensibilità artistiche ed educative una professione praticamente medica. Egli è quella persona che, usando metodi adeguati, riesce ad essere il regista e, insieme con il piccolo paziente, l’osservatore finale del risultato ottenuto attraverso l’applicazione dell’arteterapia per i bambini.






L’azione dell’arteterapia sui bambini: le fasi



La prima fase del percorso dell'arteterapia per bambini è quella dell’ascolto e dell’osservazione. In questa fase, un bravo arteterapeuta ascolta i genitori e osserva i comportamenti del piccolo, cercando di capire quale può essere il campo di intervento più adeguato, se più o meno statico o in movimento, se con altri strumenti o con il solo uso del proprio corpo. La seconda fase è quella diinterpretazione psicologica del tutto scaturita dai dati avuti, e la raccolta del materiale più adeguato e la preparazione di un approccio ottimale con le varie tecniche di arteterapia scelte per il paziente.

Si osservano, nella terza fase, i risultati ottenuti, analizzando le immagini che ne sono scaturite, in modo fenomenologico e comportamentale, riflettendo sull’eventuale ripetersi di temi ricorrenti, per decodificarli e commentarli insieme con il bambino. Infine diventa importante saper proporre alternative possibili a quelle riscontrate, riflettere e discutere insieme sui progressi e fallimenti. Una regolare supervisione permette di raggiungere un insieme di risultati da valutare, discutere, al fine di proporre interventi ad hoc da realizzare.


Arteterapia su misura per tutti i bambini

l’arteterapia è un'esperienza completa e che coinvolge tutti i sensi. Attraverso l’arteterapia, ibambini riescono a collegare i loro lati emotivi con la logica del pensiero che alla loro età hanno a disposizione. Utilizzando la creatività i terapeuti sono pertanto in grado di incoraggiare i piccoli adesprimere le loro emozioni, racchiudendole nell’espressione artistica che, in ultima analisi, origina un senso di appagamento e di scoperta di sé.

Fonte immagini: Pinterest.com
fonte articolo: http://www.nuoveartiterapie.net/

sabato 1 marzo 2014

La farfalla torna bruco

La primavera non si vede ancora la farfalla torna bruco.
Visto che il tempo non migliora e i pomeriggi in casa si moltiplicano.. la mia creatività dirompe.. o rompe?!
Vi ricordate la farfalla? Ha guardato fuori e ha pensato che forse è meglio ritornare bruco... ed ecco come ha fatto...
Bastano questi "attrezzi" che di sicuro non mancano nella vostra casa:



Si ritagliano due striscioline della stessa larghezza e lunghezza (larghe se volete un bruco grande, più strette se ne volete uno più piccolo) io mi sono regolata su cm. 1,5 mentre la lunghezza è quela di un foglio A4.

Poi, una volta ritagliate, si spillano le estremità ad angolo retto e si comincia a piegare la strisciolina che sta sotto, mantenedo l'angolo retto.


Quando le strisce sono finite si spilla l'estremità e ci possiamo appiccicare anche con la colla o di nuova con la spillatrice la facciana del bruco.


Ognuno di noi tre (Io, BimbaGrande e Piccoletto) ne ha fatto uno secondo il suo stile...la cosa simpatica è che questi bruchi SALTANO se si pigia con un dito... e si sono messi a mangiare tutta la mia piantina!

Non crederete come si divertiranno i bambini a farli saltare in casa!!

venerdì 28 febbraio 2014

sviluppare la creatività: laboratorio per genitori e figli

Ho sempre pensato che le maestre dell' asilo fossero selezionate nche in base alla creatività e oggi, quandoa


sono andata a riprendere il Piccoletto a scuola, ne ho avuto le prove! 


In un post di qualche giorno fa evidenziavo l'importanza di stimolare la creatività e di imparare a giocare con giochi ed oggetti non strutturati... Per questo vi propongo un quasi laboratorio di creatività (venuto direttamente dall'asilo del Piccoletto) che andrà bene sia a bambini piccoli di due anni, sia per quelli più grandi.. Alle mamme un po' meno se avete bimbi un po' maldestri... Ma se provate di sicuro passerete un pomeriggio divertente



lavoratorio creativo 





laboratorio creativo 

Una spendida Farfalla che colora questa primavera che stenta ad arrivare
Riassumento ecco tutti i semplici passaggi 




lavoratorio creativo 



Ecco cosa serve

Una molletta per i panni
Uno fazzoletto di carta bianco o scottex
Acquerelli o pennarelli 


Potete usare sia i pennarelli che gli acquerelli che secondo me vanno molto meglio dal momento che riescono a coprire una maggiore superficie e tollerano meglio la carta che assorbe con i pennarelli la punta scorre peggio.





Come vedete il Piccoletto si è messo all'opera ... immaginate cosa potrà venire fuori!



.... Ecco qua, riconoscete che cosa può essere? 

Si riconosce tra i fiori


p.s. scusate la formattazione ma oggi il pc si sta ribellando... anche lui vuol essere creativo forse?

giovedì 13 febbraio 2014

Come si insegna la creatività ai bambini?

Fonte: www.pinterest.com

E' da sola... talvolta capita che la BimbaGrande con i suoi 4 anni e mezzo quando comincia a giocare da sola è così assorta nei suoi pensieri e nei suoi gesti che anche a chiamarla non risponde.. “Cosa le passa per la testa mentre è immersa nei giochi della sua solitudine?!…E’ giusto lasciarla tutta solo in questo strano mondo?!” Mi chiedo guardandola...
Credo che per i nostri bambini non ci sia niente di più serio e coinvolgente del gioco... il bambino è l'artista del suo gioco in cui trasforma e reinventa la sua realtà, già da tre ani la rappresenta in modo simbolico, creandosi un modo immaginario fatto di sogni, desideri e fantasticherie ed in cui le emozione e le paure sono nascoste.
Ma è da queste esperienze che nasce la creatività, che non è la stravaganza, ma la capacità fondamentale di capire che cosa accade intorno a noi ed accogliere le novità, affrontare le esperienze e le sfide della vita.

Per questo, è fondamentale stimolare i bambini già da piccoli se vogliamo che da grandi possano essere capaci di produrre molte idee, di accettare i propri errori, di essere più consapevoli dei problemi, avere una buona abilità analitica e sintetica, avere elasticità di pensiero e saper meglio centrare le questioni.
Infatti, una persona creativa è curiosa, sognatrice, tenace, riesce a gestire meglio la paura di sbagliare, è più determinata a raggiungere i suoi obiettivi ed è più preparata ad esperimere le sue abilità...
Fonte: www.pinterest.com

Quindi la domanda che nasce è “come si fa ad educare alla creatività?”
La psicologia viene in nostro aiuto definendo che nonostante ci sia un sostanziale ignoranza sulla natura del talento creativo, è stato riconosciuto che alcune condizioni ambientali possono scoraggiarlo o, al contrario, favorirlo (L.L. Thurstone). Infatti considerando che la creatività può essere intesa come:
  • Un atteggiamento ossia una particolare modalità di rapportarsi alla realtà esterna e iteriore e di interagire con essa. Infatti, l'atteggiamento creativo è descritto come apertura verso l'esperienza, accettazione del rischio, spririto di avventura, predilezione per la complessità.
  • Una potenzialità dell'individuo in cui il pensiero è caratterizzato da fluidità, flessibilità e originalità.
  • Secondo alcune ricerche recenti (Antonietti A. e Pizzingrili P. 2009) è anche una sequenza di processi a cui è fondamentale l'addestramento, infatti la soluzione creativa ad un problema risiede nel considerare il problema stesso da un differente punto di vista, in modo che possano emergere nuove relazioni.
Rispetto al passato, in cui la creatività era vista anche come una marginalità sociale (i creativi erano quelli “strani” a margini, artisti stravaganti, poeti...), attualmente si rivaluta la funzione positiva ed adattiva della creatività riletta come la possibilità di ogni persona di maturare uno sviluppo integrale delle proprie potenzialità per  garantirsi un maggior successo in una varietà di situazioni.

Stimolare la creatività può essere realizzato attraverso programmi didattici specifici che possono essere attuati per lo più in contesti scolastici (vedi il P.S.C.I. – Piano di Sviluppo della Creatività Infantile), in cui sono definite procedure specifiche ed esercizi volti a stimolare attitudini e stili di pensiero normalmente poco usate. Inoltre I programmi sono realizzati da personale specificatamente addestrato, in grado di incoraggiare la libera espessione, la sponateità e l'iniziativa personale, in modo da sollecitare l'autonomia del bambino.
Questo tipo di attività diventa difficile da realizzare da un povero genitore che certo non può seguire un programma del genere, ma questo non è l'unico modo! Infatti, partendo da questa consapevolezza e soprattutto dall'osservare i giochi dei nostri bambini, possiamo aiutarli ad essere creativi lasciandoli sperimentare, senza disperarsi se si sporcano con la terra o si bagnano.... ovviamente creando le condizioni affinchè questo non diventi un problema per loro stessi o per la casa... se vuol fare la pista da sci con il rotolo di carta igienica per le scale o se apre l'acqua del bidet per vedere l'acqua che cade, facciamo in modo che non rincarti tutta la casa o la inondi.. quindi come primo passo servono solo vestiti comodi e qualche lavatrice in più!
Poi, qualche compromesso ci può aiutare, con gli anni che ci distanziano dalla loro età ci possiamo giocare dando loro delle alternative: invece di fermarli subito con un “no” quando vuole travasare un secchio d'acqua sul parquet, possiamo proporre l'alternativa “Ti va di travasare in una pentolina la pasta o i pop corn?”, oppure se non vogliamo limitarlo stiamo insieme in bagno, magari dentro la doccia, in modo che l'acqua non scorra a fiumi dentro casa!

Rimanendo in questo ambito, mi ha colpito moltissimo un'indagine in cui si “misurava” la creatività (indice di elaborazione creativa) delle diverse generazioni ed in cui è stato rilevato che quella dei nostri bambini è considerevolmente ridotta rispetto a quella dei loro nonni: i bambini di oggi secondo la ricerca di Peter Gray hanno perso la capacità di esprimere la propria emotività, hanno minore immaginazione e umorismo.
Sembra che i bambini di oggi siano molto meno creativi e la causa probabilmente è complessa e variegata, ma può essere rintracciata principalmente in due elementi:
  1. Innegabile il coinvolgimento degli adulti... pensando di farli del bene impediamo loro di annoiarsi, di giocare da soli senza la presenza degli adulti... nelle feste dei bambini c'è sempre un animatore, I gonfiabili, un'attività proposta per gli invitati.
  2. I loro nonni non avevano giocattoli, quindi dovevano inventarli... un bastone diventava una spada, una granata una macchina volante, il fango delle deliziose tortine... I miei bambini hanno un armadio pieno di giochi... se il Piccoletto vuole una spada basta apra l'armadio, se la BimbaGrande vuole fare i dolcetti per le sue bamboli ha la macchina per le caramelle...
Quindi come uscire da questa situazione e regalare ai nostri bambini la creatività?
C'è un post di Alicia Bayer scritto diversi anni fa e tradotto da poco in italiano (che potete trovare qui) in cui la giornalista con un grido appassionato afferma che spesso le mamme sono più attente alla competività, alla superiorità impegnandoli senza tregua  in attività sportive, scolastiche ecc. piuttosto che attente a lasciare ai bambini spazio per l'ozio e il gioco libero.
Fonte: www.pinterest.com
Quindi seguendo le indicazioni del post, in realtà dovremmo “impegnarci meno” nell'organizzare le giornate dei bambini e lasciarli crescere più liberi e spontanei, seguendo i loro tempi, lasciandoli giocare all'aperto, offrendo loro gioco meno strutturati.
Tutto questo potrà risultare molto più proficuo se riusciamo anche a farli sentire più sostenuti nelle esperienze che fanno e valorizzati per i risultati che raggiungono, sia che facciano un areoplanino con la carta, sia che costruiscano una nave in miniatura dentro la bottiglia in due nanosecondi... ancora meglio se facessimo queste attività insieme.. seguendoli invece di guidarli…. Basterebbero solo 30 minuti al giorno per aiutarlo a diventare una persona curiosa e libera!

  
Per approfondire:
Antonietti A. e Pizzingrilli P. (2009) Come sviluppare la creatività nei bambini: le indicazioni di un programma di ricerca. Synergies Europe n. 4 pp. 151-166.

Vegetti Finzi S. e Battistin A.M. (2010) A piccoli passi. Mondadori. Milano


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