Visualizzazione post con etichetta problemi psichiatrici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta problemi psichiatrici. Mostra tutti i post

venerdì 2 gennaio 2015

l'educazione musicale e riduzione dell'ansia





Quando ero piccola ero stonata... ora sono grande e quando canto le canzoncine per i miei bimbi rido e mi chiedo quando si accorgeranno che è meglio che cantino loro... ma non si può fare a meno della musica!
La musica da sempre accompagna gran parte dei momenti della nostra vita, belli o brutti che siano, riportandoci indietro nei ricordi, segnando centinaia di situazioni che, a volte, condizionando il nostro umore diventando un modo per evadere. Oltre a farci sorridere, piangere, scatenarci e generare in alcuni casi malinconia e nostalgia, la musica è sempre e comunque un’espressione di noi stessi e aiuta a formare la nostra personalità. È assodato che una canzone è capace di influenzare la nostra giornata e il nostro umore (www.dimensionemedica.com).
Alcuni studi avevano già evidenziato come la musica sia un utile supporto nella terapia della depressione e ipertensione in adulti.
Ma di recente l'University of Vermont College of Medicine (psichiatria infantile) ha scoperto che la formazione musicale potrebbe anche aiutare i bambini a migliorare la loro attenzione, a controllare le proprie emozioni e ridurre la loro ansia.

Infatti, sembra che lo studio di uno strumento musicale come il violino e il pianoforte più di altri strumenti musicali e la musica stessa, abbiano effetti neurologici importanti sulla corteccia celebrale, riducendo l'ansia, i comportamenti aggressivi e i problemi di controllo del comportamento in bambini con patologie legate a questi aspetti.

Hudziak sostiene che "il violino potrebbe aiutare nella battaglia quotidiana di bambino con disturbi psicologici anche meglio di un flacone di pillole". 

Quindi, considerando che non ci sono controindicazioni di nessun tipo, credo che sperimentare questa attività sarebbe utile a tutti i bambini anche quando questi saranno grandi!
---------------------------------------------------------------
fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2014/12/141223132546.htm
fonte immagine: http://dimensionemedica.com/musica-e-psiche/

mercoledì 22 ottobre 2014

E' possibile insegnare ai bambini la resilienza?

Spesso c'è la tendenza a idealizzare l'infanzia come un periodo spensierato, ma la gioventù da sola non offre alcuna protezione contro ferite emozionali ed i traumi che molti bambini possono vivere. Ai bambini può essere chiesto di affrontare i problemi che vanno dall'adattamento ad una nuova classe con compagni bulli fino ad abusi in casa. Questi elementi aggiunti alle incertezze che fanno parte della crescita, non fanno certo l'infanzia un periodo spensierato. Ma la capacità di prosperare nonostante queste difficoltà deriva dalle capacità di resilienza. Che viene definita come "La capacità di reagire in maniera positiva di fronte a difficoltà anche notevoli. La capacità di reazione positiva consiste nel non soccombere all’evento, ma reagire ad esso, affrontandolo in maniera tale che la vitalità interiore non ceda totalmente alla sofferenza o al dolore causato dall’evento negativo".



Questo, per capirsi, è quello che è stato rappresentato nel cartone animato con il Re Leone, in cui l'evento drammatico della morte del padre in un incidente, con il dovuto supporto sociale e una buona autostima di Simba, diventa un motivo di riscatto e rivincita.




Ci sono adulti che da bambini sono stati in grado di affrontare situazioni difficili e che riescono a mantenere nel tempo un buon equilibrio, mentre altri, che possono aver vissuto situazioni più lievi, e che successivamente manifestano psicopatologie.

Mi sono sempre chiesta dove sta la differenza e, dal momento che come genitore, non posso proteggere i miei bambini da ogni evento negativo, garantendo loro l'assenza di traumi, è fondamentale  poter conoscere come sviluppare la loro capacità di resilienza. Consapevole che anche in questo caso, non possiamo avere la stessa certezza sul risultato come nel caso di una ricetta per realizzare una torta... talvolta anche quelle non vengono bene anche se si eseguono le istruzioni alla perfezione... a me capita spesso!


Da una ricerca pubblicata dall'Associazione Psicologi Americani (APA) sembra che le capacità di resilienza possono essere apprese.

Costruire la resilienza, può aiutare i nostri figli a gestire lo stress e  i sentimenti di ansia e di incertezza posti dalla vita. Il dolore emotivo e la tristezza sono comuni quando abbiamo subito un grave trauma o perdita personale, o anche quando sentiamo parlare di perdita di qualcun altro o traumi.

Tutti noi possiamo sviluppare la resilienza, e possiamo aiutare i nostri bambini a svilupparla. Si tratta di comportamenti, pensieri e azioni che possono essere apprese nel corso del tempo. Di seguito riportato i suggerimenti che emergono dalla ricerca pubblicata dall'America Psychology Association (www.apa.org), per la costruzione della resilienza:

  • Effettuare i collegamenti 
Insegnate ai vostri figli a diventare buoni amici, sviluppando le capacità di empatia. Questo perchè, la capacità di costruire una forte rete sociale, è fondamentale per sostenere il vostro bambino nelle inevitabili delusioni e rafforza la resilienza ("non sono da solo a vivere questo"). A scuola, le insegnati possono porre attenzione affinchè nessun bambino venga isolato. 

  • Aiutate vostro figlio ad aiutare gli altri 
I bambini che possono sentirsi indifesi possono essere incoraggiati e rafforzati aiutando gli altri. Il coinvolgere un bambino in attività di volontariato adeguati all'età, o chiedere l'assistenza te stesso con un compito che lui o lei può padroneggiare. A scuola, brainstorming con i bambini circa modi in cui possono aiutare gli altri.


  • Mantenere una routine quotidiana 
Attenersi a una routine può essere confortante per i bambini, soprattutto i bambini più piccoli che hanno bisogno di una struttura  stabile nella loro vita (nanna, pappa, gioco). 


  • Prenditi una pausa 
Come ho appena detto, è importante attenersi a routine,  ma se questa è troppo rigida, può diventare controproducente. Per questo, la ricerca insiste affinchè si insegni ai nostri figli a concentrarsi su qualcosa oltre ciò che li preoccupa. Essere consapevoli su ciò da cui è preoccupato il nostro bambino (sia che si tratti di notizie, Internet o conversazioni ascoltate), e assicurarsi che il bambino prenda una pausa da queste cose se lo inquietano. Questa pausa è fondamentale anche in quanto il  costruire, nel tempo non strutturato, dei momenti non strutturati permette ai bambini di essere creativi, partendo proprio dalla noia!


  • Insegnate ai vostri figli la cura di sé 
Diventate un buon esempio,  insegnando al vostro bambino l'importanza di prendersi il tempo per mangiare correttamente, di svolgere esercizio fisico e riposo, ossia far loro veder che anche noi ci prendiamo cura di noi con aspetti piacevoli della vita. Assicurarsi che il bambino abbia il tempo di divertirsi, e fare in modo che non abbia programmato ogni momento della sua vita senza "tempi morti" per rilassarsi. Questo aiuterà il vostro bambino mantenere un equilibrio nei periodi di stress.


  • Spostarsi verso  obiettivi ragionevoli
Insegnate ai vostri figli a fissare obiettivi ragionevoli e poi a muoversi verso di loro con un passo alla volta. E una volta che il piccolo ha fatto questo elogiatelo. Questo gli permetterà di concentrarsi su quello che ha compiuto, piuttosto che su ciò che non è stato fatto, e può aiutarlo a costruire la resilienza di andare avanti nel fronte alle sfide. 

  • Coltiva un auto-giudizio positivo 
Aiutate vostro figlio a ricordare che lui o lei ha gestito con successo le difficoltà in passato e poi aiutarlo a capire che queste sfide del passato aiutano a costruire la forza per gestire le sfide future. Aiuta il tuo bambino ad imparare a fidarsi di se stesso per risolvere i problemi e prendere decisioni appropriate. Insegnate ai vostri figli a vedere l'umorismo nella vita, e la capacità di ridere di se stessi. A scuola, aiutano i bambini vedono come i loro risultati individuali contribuiscono al benessere della classe nel suo insieme.


  • Mantenere le cose in prospettiva e mantenere una visione di speranza 
Anche quando il bambino si trova ad affrontare eventi molto dolorosi, aiutarlo a guardare la situazione in un contesto più ampio e mantenere una prospettiva a lungo termine. Anche se il vostro bambino può essere troppo piccolo per prendere in considerazione una visione a lungo termine per conto suo, aiutarlo a vedere che c'è un futuro al di là della situazione attuale e che il futuro può essere buono. Una visione ottimistica e positiva permette al bimbo di vedere le cose buone della vita e andare avanti anche nei momenti più difficili. A scuola, utilizzare la storia per dimostrare che la vita si muove anche dopo eventi traumatici.

Quindi buon lavoro genitori attenti e scrupolosi!
---------------------------------------------------------------------------
per chi volesse approfondire: www.apa.org

domenica 2 marzo 2014

L'esposizione a problemi comuni familiari nell'infanzia e nella prima adolescenza influenza lo sviluppo cerebrale

L'esposizione a problemi comuni familiari nell'infanzia e nella prima adolescenza influenza lo sviluppo cerebrale

foto estratta da pinterest 
Da psicoterapeuta familiare convinta mi hanno molto colpito i risultati di una ricerca che analizzava gli effetti nocivi sullo sviluppo del cervello sui bambini e adolescenti... spesso come genitori non pensiamo che i nostri comportamenti possano influenzare lo svilupo psichico e fisico dei nostri figli, invece, nel bene e nel male abbiamo una grande responsabilità che occorre usare con attenzione.

Una nuova ricerca ha rivelato che l'esposizione a problemi comuni familiari durante l'infanzia e la prima adolescenza influenza lo sviluppo del cervello, che potrebbe portare a problemi di natura psichiatrica nella vita futura...

Di sicuro non sono per tenere sotto una campane di vetro i bambini che comunque vivono in un mondo dove i conflitti esistono, ma sicuramente quando questi bambini sono ancora piccoli, non hanno gli strumenti sufficientemente strutturati di comprensione ed elaborazione, quindi è necessario fare molta attenzione... penso ai genitori separati, che possono esprimere rabbia, tensioni e dolore anche di fonte ai figli, che ne risentono!

Uno studio condotto dal dottor Nicholas Walsh, docente di psicologia dello sviluppo presso l'Università di East Anglia (UEA), utilizzando la tecnologia di imaging cerebrale, per analizzare gli adolescenti di età compresa tra 17-19, ha riscontrato che, coloro che hanno sperimentato difficoltà familiari da lieve a moderato nel periodo compreso tra la nascita e gli 11 anni, avevano sviluppato un cervelletto più piccolo, ossia l'area del cervello associata con l'apprendimento di abilità, regolazione dello stress e del controllo senso-motorio. Inoltre, i ricercatori suggeriscono che un cervelletto piccolo può essere un indicatore di rischio di malattie psichiatriche in età più avanzate.


Questo risultato sembra eclatante e stacca con gli studi precedenti, che si sono concentrati prevalentemente sugli effetti di gravi trascuratezze, abusi e maltrattamenti nell'infanzia sullo sviluppo del cervello.

Mentre questa ricerca ha voluto evidenziare come anche l'esposizione a forme più comuni, ma relativamente croniche, di problemi familiari abbia un effetto decisamente negativo anche su soggetti apparentemente sani.

Nell'indagine si consideravano come "lievi e moderati problemi familiari" la tensione tra i genitori, l'abuso fisico o emotivo, la mancanza di affetto o di comunicazione tra i membri della famiglia, e gli eventi che hanno avuto un impatto concreto sulla vita familiare quotidiana e potrebbero aver portato a problemi di salute o di scuola.

Dr Walsh, dalla Scuola di Psicologia della UEA, ha dichiarato: "Questi risultati sono importanti perché l'esposizione alle avversità nell'infanzia e nell'adolescenza è il maggiore fattore di rischio per la malattia psichiatricache si potrebbe manifestare in periodi successivi. Negli stati Uniti, le malattie psichiatriche sono un problema di salute pubblica enorme e nel mondo sono la principale causa di disabilità, per questo la ricerca assume una grande importanza.

"Abbiamo dimostrato che l'esposizione durante l'infanzia e la prima adolescenza ha anche da lieve a moderata difficoltà familiari e non solo alle gravi forme di abuso, abbandono e maltrattamenti, possono influire sul cervello del bambino e dell'adolescente in via di sviluppo. Abbiamo inoltre evidenziato come un cervelletto più piccolo può essere un indicatore della salute mentale. Di conseguenza, ridurre l'esposizione ad ambienti sociali negative durante primi anni di vita può aumentare sviluppo tipico del cervello e ridurre i conseguenti rischi per la salute mentale in età adulta.

"Questo studio ci aiuta a capire i meccanismi del cervello che l'esposizione a problemi nella prime fasi di vita porta a problemi psichiatrici più tardi", ha detto il dottor Walsh."E 'avanza non solo la nostra comprensione di come l'ambiente psicosociale generale influisce sullo sviluppo del cervello, ma anche suggerisce collegamenti tra regioni specifiche del cervello e dei singoli fattori psicosociali ".


Giornale di riferimento :
  1. . Nicholas D. Walsh, Tim Dalgleish, Michael V. Lombardo, Valerie J. Dunn, Anne-Laura Van Harmelen, Maria Ban, Ian M. Goodyer generali e specifici effetti delle prime fasi di vita avversità psicosociali sul adolescente volume della materia grigia . NeuroImage: Clinica , 2014; 4: 308

Potrebbe interessarti anche....