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giovedì 28 maggio 2015

Chi è il mio bambino? Prova con un test!

"In ospedale era un angelo, adesso non smette di piangere... perchè?!". Spesso inizia così la storia di mamma: alla ricerca di risposte per situazioni in cui non sempre siamo preparate ad affrontare e di cui la soluzione non è immediata... sarebbe semplice, purtroppo ognuno deve scoprirlo da sè... ma c'è anche un test...


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Questa situazione di difficoltà spesso getta le mamme in un baratro di  ansia e turbamento spesso sommate alla stanchezza, al dolore del parto, al nuovo ritmo da prendere, alla mancanza di sonno e altri milioni di motivi giusti,  trasformandosi per una buona parte della donne in "baby blues" e che può perdurare per alcune settimane dopo il parto.
Quando è nata la mia BimbaGrande ho letto tutto quello che potevo, "Fate la nanna" di Estivill che mi aveva consigliato una mia amica come un metodo infallibile, poi "Fate la pappa", poi "Ricette di una neo-mamma" e mi sono arenata nel "Linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg. Ma quando è nato il piccoletto quest'ultimo è stato l'unico che sono tornata a guardare. 
Mi era rimasto in mente il punto in cui specificava che tutti i neonati sono diversi nel modo in cui mangiano, dormono e possono essere calmati. Chiamiamolo carattere o personalità, ma tra il terzo e il quinto giorno di vita, si diceva, che già si può capire che persona sarà.
Certamente non è solo il temperamento con cui nasce il bambino che lo "condanna" ad un comportamento nervoso o tranquillo per il resto della vita; infatti, l'educazione e l'ambiente in cui lo faremo vivere lo influenzerà in modo sempre più crescente (anche se non tutti gli studiosi sono d'accordo). Tuttavia nel primio periodo di vita le carateristiche innate giocano un ruolo dominante.
Secondo il libro della Hogg, che nasce dalla sua esperienza i bambini rientrano in cinque tipologie diverse: Il bambino angelico, quello da manuale, il bambino sensibile, vivace e scontroso.
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Ma come fare per capire che tipo è nostro figlio? Con un test ovviamente, che l'autrice consiglia di compilare non prima delle due settimane di vita del bambino (altrimenti rischieremo di mettere risposte a caso e soprattutto perchè diversi dei comportamenti riportati nelle domande ancora non saranno comparsi, dico io!) e da entrambi i genitori separatamente, questo perchè spesso i bambini tendono a rispondere in modo diverso in base a chi hanno di fronte e soprattutto perchè nel rispondere spesso proiettiamo parti di noi stessi sugli altri, alterando le risposte del test.
Quindi, una volta che entrambi i genitori hanno risposto a tutte le domande, è utile affinchè si confrontino e definiscano un'unica scelta alle varie domande e solo successivamente calcolino il punteggio e verifichino la descrizione che si adatta al bambino.

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Domande per  conoscere il bambino:
Per ognuna delle domande che seguono, sceglilete solo una risposta, quella migliore, ossia quella che meglio descrive il vostro bambino e non quello che vorreste che fosse.



1. Il mio bambino
 A. Piange raramente
 B. Piange solo quando ha fame, è stanco o troppo stimolato
 C. Piange senza motivo apparente
 D. Piange molto forte e se non intervengo subentra un pianto furibondo
 E. Piange molto spesso

2. Quando è ora di dormire, il mio bambino
 A. Se ne sta tranquillo nella sua culla, poi si appisola
 B. Di solito si addormenta facilmente nel giro di venti minuti
 C. Protesta un po', sembra che si addormenti ma poi si risveglia sempre
 D. E' molto agitato e spesso va tenuto in braccio
 E. Piange molto e non ama essere messo giù

3. Quando si sveglia al mattino il mio bambino
  A. Piange raramente: gioca tranquillo nella sua culla
  B. Fa i suoi versetti guardandosi intorno
  C. Chiede attenzione immediata o comincia a piangere
  D. Urla
  E. Piagnucola

4. Il mio bambino sorride
A. A tutto e tutti
B. Se stimolato
C. Se stimolato, ma a volte scoppia a piangere dopo
D. Molto e si fa sentire, producendo i suoni tipici rumorosi dei bambini
E. Solo se le circostanze sono favorevoli

5. Quando porto fuori il mio bambino
A. Si fa portare molto facilmente
B. Va bene purchè non sia un luogo tropop affollato
C. Protesta molto
D. Chiede molto la mia attenzione
E. Non ama essere manipolato troppo

6. Se si trova di fronte un estraneo che lo saluta in modo amichevole, il mio bambino
A. Sorride immediatamente
B. Dopo un po' di solito sorride prontamente
C. Sembra stia per piangere, a meno che la persona non riesca a distrarlo
D. Diventa molto eccitato
E. Non sorride quasi mai

7. Quando c'è molto rumore, ad esempio un cane che abbaia o una porta che sbatte, il mio bambino
A. Non si innervosisce mai
B. Se ne accorge ma non mostra segni di fastidio
C. Si spaventa visibilmente e spesso scoppia a piangere
D. Fa rumore anche lui
E. Scopppia a piangere

8. Al suo primo bagnetto, il mio bambino
A. Sembrava un pesciolino
B. Era un po' sorpreso dalla novità, ma l'ha apprezzata quasi subito
C. Era molto sensibile: tremava un po' e sembrava spaventato
D. Era impazzito: batteva le manine spruzzando l'acqua da tutte le parti
E. Non gli è piaciuto affatto, piangeva

9. Il linguaggio corporeo del mio bambino di solio è
A. Rilassato e attento
B. Perlopiù rilassato
C. Teso e molto reattivo agli stimoli esterni
D. Convulso: braccia e gambe si muovono di continuo
E. Rigido: braccia e gambe sono spesso piuttosto tese

10. Il mio bambino emette suoni rumorosi e aggressivi
A. Ogni tanto
B. Solo quando gioca ed è molto stimolato
C. Quasi mai
D. Spesso
E. Quando è arrabbiato

11. Quando gli cambio il pannolino, gli faccio il bagno o lo vesto, il mio bambino
A. E' sempre tranquillo
B. Va bene se faccio le cose lentamente e gli spiego cosa succede
C. Spesso a i capricci, come se non lo sopportasse
D. Si dimena e cerca di buttare giù tutto dal fasciatorio
E. Lo detesta 

12. Se lo espongo improvvisamente a un luce forte, come quella del sole o quella fluorescente, il mio bambino
A. E' tranquillo
B. A volte è un po' sorpreso
C. Sbatte eccessivamente le palpebre e cerca di distogliere il viso dalla luce
D. Diventa ipereccitato
E. E' infastidito

13. SE SI ALLATTA CON IL BIBERON--> QUANDO GLI DO' IL BIBERON
A. Poppa sempre bene, è attento e di solito mangia in venti minuti
B. E' un po' strano durante i periodi di crescita intensa ma di solito mangia senza problemi
C. Si muove molto e ci mette tanto a finire il biberon
D. Afferra con forza la bottiglia e tende a mangiare troppo
E. E' spesso capriccioso e ci mette tanto a mangiare

13. SE SI ALLATTA AL SENO--> QUANDO ALLATTO IL MIO BAMBINO, LUI
A. Si attacca immediatamente: è stato facile fin da primo giorno
B. Ci sono voluti un giorno o due per attaccarlo in modo giusto, ma ora va tutto bene
C. Ha sempre voglia di succhiare, ma si allontana e si avvicina al seno, come se avesse dimenticato come si fa
D. Mangia bene finchè lo tengo come vuole lui
E. E' infastidito e agitato, come se non avesse abbastanza latte

14. La frase che meglio  descrive la comunicazione tra me e il mio bambino è:
A. Mi fa sempre sapere con esattezza ciò di cui ha bisogno
B. Di solito è facile capire quali sono le sue necessità
C. Mi confonde: a volte piange anche con me
D. Manifesta con molta chiarezza cosa gli piace e cosa no
E. Generalmente  attira la mia attenzione con un pianto forte e rabbioso

15. Quando andiamo a una riunione di famiglia dove tutti vogliono tenerlo in braccio, il mio bambino
A. Si adatta molto facilmente
B. In quanche modo sceglie da chi andare
C. Piange facilmente se viene manipolato da troppe persone
D. Piange e sembra cercare di sottrarsi
E. Rifiuta chiunque tranne mamma e papà

16. Quando torniamo a casa dopo un'uscita, il mio bambino
A. Si riambienta subito e facilmente
B. Ci mette qualche minuto per acclilmatarsi
C. Di solito è molto irritabile
D. Spesso è soveccitato e difficile da calmare
E. Sembra arrabbiato e infelice

17. Il mio bambino
A. E' capace di divertirsi da solo a lungo guardando la prima cosa che capita, perfino le sponde della culla
B. E' capace di giocare da solo per circa 15 minuti
C. Ha difficoltà a divertirsi in un ambiente sconosciuto
D. Ha bisogno di essere molto stimolato per divertirsi 
E. Di solito non si diverte molto facilmente

18.Sembra che il mio bambino
A. Si senta sicuro nel suo lettino
B. Di solito preferisca il suo lettino
C. Si senta insicuro nel suo lettino
D. Si comporti aggressivamente, come se il lettino fosse una prigione
E. Si offenda se si mette nel lettino

19. La frase che descrive meglio il mio bambino è
A. Si sente a malapena che in casa c'è un bambino: è buono come un angelo
B. E' facile da trattare e prevedibile
C. E' un piccino molto delicato
E. Ho paura quando comincerà a gattonare, non lo terremo più
E. la sa lunga: sembra che sia già stato qui!

Per calcolare il punteggio scrivete quante volte avete risposto alle singole lettere, riportando nella tabella e successivamente controllando il profilo corrispondente :

A
B
C
D
E










 

Se le risposte prevalenti sono:
A -- Tipo Angelico
B -- Tipo da Manuale
C -- Tipo Sensibile
D -- Tipo Vivace
E -- Tipo Scontroso

Nelle descrizioni al POST SUCCESSIVO troverete qualcosa di vostro figlio anche in due profili, per questo si consiglia di leggerle tutte e di pensare al tipo di comportamento prevalente, ossia alle caratteristiche che meglio di adattano al bambino.
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Fonte: T. Hogg (2009). Il linguaggio segreto dei neonati. Mondadori

martedì 1 luglio 2014

Si può comunicare meglio con i nostri bambini?

Di recente ho letto un articolo interessante che riportava come una relazione forte tra genitori e figli renda questi ultimi più capaci di costruire relazioni stabili con i compagni e quindi di essere maggiormente socievoli.



Senza sapere questo in realtà ho sempre cercato con i miei bimbi di costruire una relazioni intensa. Con la Bimbagrande è più facile adesso che ha cinque anni, meno con il Piccoletto, forse per differenze di temperamento, genere o chissà...

Da diversi anni prima di dormire le chiedo cosa le è piaciuto della giornata e cosa invece no e le lo chiede a me... è il momento del bilancio della giornata, un contatto di condivisione che piace ad entrambe e in cui di tanto in tanto anche il Babbo entra.

In un articolo ho trovato alcune indicazioni che mi sono sembrate sensate e utili per questo le riporto e le condivido qui.


Essere disponibile per i vostri bambini:

Ci sono momenti in cui i nostri figli hanno più disponibilità di parlare - per esempio, al momento di coricarsi, prima di cena, in macchina, occasioni in cui sono più disponibili a parlare con noi, per questo è utile coglierle, ma come? Ecco alcuni Strumenti

  • Avvia la conversazione: permetti a tuo figli o di sappere che ti preoccupi per quello che sta succedendo nella sua vita. Per esempio, condividendo ciò che hai pensato su qualcosa a lui vicino, piuttosto che iniziare una conversazione con una domanda.
  • Trova il tempo ogni settimana per un'attività one-on-one con ogni bambino, evitando di programmare altre attività durante quel tempo. 
  • Prova a conoscere gli interessi di  tuo figlio - per esempio, la musica e le attività preferita -  mostrando interesse per lui, ma Vero interesse (i bambini sanno riconoscere meglio di noi l'autenticità!). 
  • Lascia che il tuo bambino sappia che stai ascoltando e questo gli accrescerà la su autostima e fiducia nelle sue capacità.
  • Quando si parla di problemi, interrompi quello che stai facendo e ascolta. 
  • Ascolta il suo punto di vista, anche se è difficile sentire. 
  • Lasciagli spazio affinchè completi il loro punto prima di rispondere. 
  • Ripeti quello che hai sentito dire da lui per garantire che li si capisce correttamente. 
  • Esprimi la tua opinione senza sovrastarli se non sei d'accordo; riconosci che va bene non essere sempre d'accordo, resistendo a discutere su chi ha ragione. Invece dico: "So che non sei d'accordo con me, ma questo è quello che penso." 
  • Concentrarsi sui sentimenti del bambino piuttosto che il proprio durante la conversazione. 
Ricorda: 

I bambini imparano imitando. Il più delle volte, seguiranno il tuo esempio nel modo di affrontare la rabbia, risolvere i problemi e lavorare attraverso sentimenti difficili, ma nel modo in cui  gli parli, non per che cosa gli dici!

I bambini imparano dalle proprie scelte. Finché le conseguenze non sono pericolosi. 


Rendetevi conto i vostri bambini possono mettervi alla prova voi dicendovi esattamente ciò che li disturba. Ascoltare con attenzione a quello che dicono, se li incoraggiate a parlare  possono condividere il resto della storia. 

Essere genitori è un lavoro faticoso, ma la ricompensa è grande!

Ascoltare e parlare è la chiave per una connessione tra voi ed i vostri figli. Ma la genitorialità è un lavoro duro e soprattutto con gli adolescenti può essere molto impegnativo, soprattutto quando i genitori hanno a che fare con molte altre pressioni (intere e esterne alla famiglia). Se si riscontrano problemi su un periodo di tempo prolungato, si potrebbe prendere in considerazione la consultazione con un professionista per scoprire come riuscire a mettersi in relazione. 


fonte: http://www.apa.org/helpcenter/communication-parents.aspx

venerdì 25 aprile 2014

rivalità tra fratelli

Con due figli adesso che stanno crescendo, nel tempo che passano insieme alternano momenti di gioco a momenti di rivalità e contendimento di oggetti e giochi.. immagino che se fossero due maschi la rivalità sarebbe molto più accesa e consumata su un piano soprattutto fisico.
L'altro giorno stavo parlando con un paio di ragazzi circa la rivalità e ho notato che uno dei ragazzi indossava un paio di scarpe Adidas e che mi è venuto in mente la famigerata controversia tra i fratelli Dassler.
Così, ho colto l'opportunità di parlare con questi giovani riguardo alla rivalità tra fratelli e all'importanza delle relazioni. 
Di sicuro, la maggior parte di noi non conoscono chi erano i fratelli Dassler , ma tutti conoscono la loro eredità: Adidas e Puma.

Sì, proprio i fondatori di Adidas e fratelli Pumawere, ed ecco la loro storia:

Nel il 1920, Adolf (Adi) e Rodolfo (Rudi) sono partner del Dassler Brothers Sports Shoe Company, un business gestito dalla lavanderia della loro madre a Herzogenaurach, in Germania. Adi era noto per la sua creatività e artigianalità e Rudi era il venditore. 

Il loro vero colpo di fortuna si realizzò quando un americano olimpico, il leggendario Jesse Owens, che indossava un paio di loro scarpe vinse quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi del 1936.
Nel momento in cui la maggior parte persone avrebbero celebrato la crescita della società, i Dassler trasformarono il loro successo in gelosia, amarezza ed iniziarono una faida familiare. 

Rudi fu coinvolto a combattere nella seconda guerra mondiale e fu catturato dalle forze alleate. I soldati americani sospettavano che fosse membro della Schutzstaffel o SS, e Rudi credette che suo fratello avesse avuto un ruolo nei suoi arresti. 
Mentre Rudi era lontano, Adi continuò a costruire il business di famiglia.

Nel 1948, i fratelli si separarono e svilupparono  proprie aziende. Adi chiamò il suo business "Adidas", una combinazione di "Adi" e "Das" (abbreviazione di Dassler). Rudi nominò la sua azienda "Puma". 

I fratelli costruirono fabbriche concorrenti sui lati opposti del fiume Aurach. Con entrambe le società che impiegano la maggior parte dei residenti, la città di Herzogenaurach divenne nota come "la città dei colli piegati", perché le persone sembravano stare a guardare quali scarpe altri indossavano per capire dove cadeva la loro fedeltà.
Rudi e Adi erano così coinvolti nella loro feroce concorrenza con non furono in grado di vedere la crescente potenza di Nike che si fece strada nel settore calzaturiero, per coincidenza ma adesso domina il settore delle calzature sportive.

Come genitori,  possiamo evitare che la storia si ripeta? Cosa possiamo fare per aiutare i nostri figli ad essere felici e giocare insieme, da piccoli, essere complici e sostenersi quando saranno grandi?

Questa è una delle tante grandi sfide che da genitori viviamo e su cui sicuramente possono pesare i modelli familiari ed i vissuti personali che se non elaborati verranno riproposti.

Ecco alcuni modi che si possono aiutare i bambini a valorizzare le loro differenze:

1. Insegnare e il modello di rispetto.
Insegnate ai figli a rispettare l'altro. Non lasciare che la loro vita sia una competizione, ma piuttosto una celebrazione della loro individualità.


2. Insegnare modi adeguati per risolvere il conflitto.
Se i bambini non imparano a comunicare correttamente, non saranno in grado di relazionarsi tra loro da soli. Se i nostri figli sono costantemente in lotta tra di loro, non lasciamoli continuare ad utilizzare lo stesso metodo non efficace per risolvere i conflitti. Intervenire e insegnare loro come integrare le loro differenze.


3. Premiare i comportamenti positivi... questo funziona sempre!
Anche se spesso è il comportamento negativo che attrae la nostra attenzione, ma dovrebbe essere il comportamento positivo a ricevere la nostra attenzione. I bambini hanno bisogno di essere ricompensati per aver fatto qualcosa di giusto. E' fondamentale prendersi del tempo per riconoscere quando il bambino fa qualcosa di buono. La ricompensa di fare qualcosa di buono durerà molto più a lungo di una punizione per aver fatto qualcosa di male.


4. E' utile concentrarsi sul comportamento, non sulla persona.
Ho sentito i genitori parlare di come "cattivo" il loro bambino in una data situazione. Mentre sarebbe molto più utile attribuire l'aspetto negativo sulla situazione o sul comportamento sbalgiato.

E' fondamentale non cadere nell'etichettare la persona invece che il comportamento.


5. Incoraggiare le attività che promuovono il lavoro di squadra e lo stare insieme.
Insegnate ai vostri figli a lavorare in modo cooperativo insieme. Aiutali a comunicare ed esprimere le proprie idee. Incoraggiarli all'accettazione del loro fratello o le idee della sorella; per come si suol dire, "due teste sono meglio di uno!"


Possiamo imparare molto dalla storia. Come genitori, siamo i primi che possono aiutare i bambini a sviluppare legami forti tra loro. 

Per fortuna sia Adidas e Puma sono ancora fiorenti, ma la loro esistenza è stata segnata dalla rabbia e dal dolore. 


Per saperne di più su Feud Dassler:
http://www.omgfacts.com/Sports/The-creators-of-Adidas-and-Puma-were-bro/2915 # 75r4kkwas88rhKbj.99
http://wax-wane.com/2012/06/11/adidas-and-puma-the-story-of-adolf ...

sabato 8 febbraio 2014

In giro per il Tirolo

La montagna per me e mio marito ha un fascino suo e ogni anno ci calamita, come una forza invisibile, ci attrae e noi non possiamo resisterle!

Dopo anni in cui abbiamo girato per tutte le Dolomiti e Alto Adige, l'anno scorso ci siamo decisi a scavalcare le Alpi per andare in Austria, dopo tra l'altro I prezzi per gli alloggi sono decisamente più economici...

Di solito le nostre vacanze con oltre 500 Km di strada per raggiungere la meta, non durano mai meno di due settimane, perchè altrimenti diventano una mattanza... per la lunghezza del percorso, per la miriade di cose necessarie da portare, per il tempo, dato che nella nostra solita fortuna almeno la metà dei giorni piove...

Cercando su internet abbiamo fissato un recidence in Otztal, a Solden, un paese situato a circa 30 km dal confine con l'Italia, a 70 km da Merano... se si passa per il Passo Rombo a 2500 mt di altitudine.

Ovviamente dopo che avevamo fissato, ci siamo resi conto che la strada non era esattamente lineare e che l'altitudine forse non era nemmeno tanto adatta ad un bambino di 18 mesi... ma con un po' di incoscienza ci siamo detti che avremmo provato comunque... in fondo l'altitudine era al limite e per evitare il male di montagna di solito è sufficiente non sostare a lungo e fare più pause durante il percorso... che comunque facciamo sempre: una per la colazione, una o due, forse anche tre per la pipì della BimbaGrande...

Così arrivato il fatidico giorno della partenza, incastrato in macchina una quantità di roba da far paura, rapinato un supermercato per gli spuntini lungo la strada... partiamo alle 5 del mattino per evitare il traffico di agosto e per far in modo da fare la maggior parte del percor

so quando I bambini dormono... di solito funziona...

La strada procede tranquilla e così anche il Passo Rombo, poco adatto a chi avesse le vertigini.. in certi punti la strada è veramente a picco sul precipizio, ma il paesaggio intorno è maestoso, sembra si stare in cima al mondo e tutto sommato la strada è tenuta bene, visto che si paga il transito!

Con il Recidence siamo cascati bene, era gestito da un ex campione del mondo e si trovava proprio nel centro del paese, vicino ad un supermercato, al parco giochi, ad una piscina dove avevamo l'accesso libero tutti i giorni grazie alla OTZtal Card compresa nel soggiorno che ci dava anche la possibilità di utilizzare gratuitamente tutti I mezzi pubblici, gli impianti di risalita, il noleggio di mountain Bike, all'accesso a parchi giochi a tema, parchi acquaatici e una meravigliosa zona termale Aqua Dome, dove c'erano addirittura tre piscine per I bambini... altro che le terme delle nostre parti!

Ovviamente le abbiamo fatte tutte! Abbiamo fatto percorsi a piedi anche di due ore con il Piccoletto nello zaino con papy e la BimbaGrande che al suo passo camminava spedita se nella meta ci poteva trovare le patatine fritte, il gelato e I tappeti elastici... da non credere cosa fa la giusta motivazione!!

I bambini potevano rimanere ore incantati dalle mucche che pascolavano libere lungo i sentieri, golosi dei mirtilli e lamponi, erano divertiti dal tirare I sassi nei ruscelli con l'acqua come neve, oppure a mangiare un pezzo enorme di torta supepannosa... e noi con loro... non scorderò mai gli occhioni della BimbaGrande quando guardano la caccona di una mucca, dopo un po' di silenzio chiese: “Mamma, peccè a loro casca in tera? Ma chi glielo pulisce il culino?!”.

In quei giorni siamo riusciti anche a fare un giro in mountain bike.. che ha del miracoloso considerando che io odio la bicicletta e sono già stanca dopo 100 mt di salita! Ma la magia di vedere le cose da un altro punto di vista mi ha trascinato in un'esperienza di sicuro faticosa, per me che non ero per niente preparata, ma molto gratificante, perchè con I bambini nel seggiolino dietro abbiamo fatto tanti km dentro e fuori il bosco, lungo ruscelli, laghi e paesi, che altrimenti non avremmo mai potuto vedere a piedi e in macchina... poi il ritorno, decisamente fantastico, in autobus con bici appresso e Piccoletto addormentato in baccio a me!

Questi 15 giorni sono volati e ci siamo ripromessi di ritornare quando i bambini saranno più grandi per vedere tutto quello che c'è sopra i 2000 e che abbiamo evitato per non sfidare troppo la sorte!

Se avete voglia anche voi di andare in questa meta, contattatemi pure e vi darò più dettagli!

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