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venerdì 31 agosto 2018

Chiudi gli occhi

Ce l'ho fatta! 


Ho scritto un libro, ho raccontato una storia che potrebbe essere la mia o quella di milioni di donne che diventano mamme ed entrano in una dimensione molto spesso complessa, faticosa e bellissima che quasi mai è come l'abbiamo immaginata.
In questa storia c'è una donna che diventa mamma di una bambina nata prematura e deve affrontare la terapia intensiva, un nuovo rapporto di coppia e difficoltà nel riorganizzare la sua vita che non è più quella di prima.



Un caro amico che ha letto il mio romanzo scrive:

"La scrittura sensibile, delicata e trasparente di Claudia Chiti ci conduce nell'universo di questa giovane donna, "incastrata tra vite diverse", senza che il lettore avverta la benché minima incertezza. Emily è troppo viva e vera per essere sentita soltanto come il personaggio di un romanzo. Emily è semplicemente una donna e una madre che ha lottato per essere entrambe".

Per chi ne volesse un assaggio può leggere l'incipit qui.

sabato 19 luglio 2014

Perchè la Peppa Pig piace tanto ai bambini?

Quando vedo i miei bambini ipnotizzati davanti alla Peppa Pig gli posso passare davanti con una torta al cioccolato con doppio strato di panna, ma non se ne accorgono minimamente...



Ogni volta mi chiedo "Ma che c'ha la Peppa per piacergli tanto?".
Navigando nel web, sembra che questa domanda se la siano fatta in molti dandosi le risposte più creative... la peppa contiene messaggi subliminali, messaggi mafiosi e massoni identificati nella struttura e nella sigla... mah!
Di sicuro la musica piace ai bambini e su 5 minuti di puntata ben 30 secondi sono costituiti dalla siglia, i colori sono prevalentemente primari, brillanti e uniformi... definiti... attirano... e le puntate sono strutturate in modo da essere molto comprensibili con storie rassicuranti. Inoltre, a livello visivo i disegni con cui si realizza il cartone animato sono bidimensionali e stilizzati... quasi quelli che potrebbe fare un bambino.
Infine, le storie presuppongono la possibilità di una forte identificazione, su cui si insinua l'elaborazione inconscia. 


"La ricetta è semplice: abbandonare la satira corrosiva del passato in favore di una fuga in un mondo rassicurante. Se per i bambini Peppa Pig rappresenta il dizionario che contiene l’abc delle cose, per i grandi è una sorta di paradiso artificiale nel quale, per fare solo qualche esempio, si riesce a trovare parcheggio con la macchina, non ci sono code (ci si trovi dal dentista, in una biblioteca, o al supermercato), e i nonni sono sempre ben contenti di occuparsi dei nipotini. Certo ci sono anche motivi di continuità rispetto alla tradizione. 

I personaggi di Peppa Pig sono animali umanizzati, esattamente nella migliore tradizione Disney. Ma rispetto agli animali antropomorfi dei vecchi cartoni animati, qui ogni personaggio conserva almeno il suo verso originale. Peppa e la sua famiglia sono maiali e quindi spesso, tra un discorso e l’altro, grugniscono. Questo consente a chi guarda (e ascolta) di retrocedere in una dimensione pre-verbale, fortemente ipnotica, inconsciamente affabulatoria. Peppa Pig è un canto gregoriano postmoderno che, nel farsi rito della famiglia contemporanea, predica il ritorno all’essenziale" (http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/libri/ricci-e-capricci-libri-peppa-pig-ansiolitici/681869.shtml).


martedì 1 luglio 2014

Si può comunicare meglio con i nostri bambini?

Di recente ho letto un articolo interessante che riportava come una relazione forte tra genitori e figli renda questi ultimi più capaci di costruire relazioni stabili con i compagni e quindi di essere maggiormente socievoli.



Senza sapere questo in realtà ho sempre cercato con i miei bimbi di costruire una relazioni intensa. Con la Bimbagrande è più facile adesso che ha cinque anni, meno con il Piccoletto, forse per differenze di temperamento, genere o chissà...

Da diversi anni prima di dormire le chiedo cosa le è piaciuto della giornata e cosa invece no e le lo chiede a me... è il momento del bilancio della giornata, un contatto di condivisione che piace ad entrambe e in cui di tanto in tanto anche il Babbo entra.

In un articolo ho trovato alcune indicazioni che mi sono sembrate sensate e utili per questo le riporto e le condivido qui.


Essere disponibile per i vostri bambini:

Ci sono momenti in cui i nostri figli hanno più disponibilità di parlare - per esempio, al momento di coricarsi, prima di cena, in macchina, occasioni in cui sono più disponibili a parlare con noi, per questo è utile coglierle, ma come? Ecco alcuni Strumenti

  • Avvia la conversazione: permetti a tuo figli o di sappere che ti preoccupi per quello che sta succedendo nella sua vita. Per esempio, condividendo ciò che hai pensato su qualcosa a lui vicino, piuttosto che iniziare una conversazione con una domanda.
  • Trova il tempo ogni settimana per un'attività one-on-one con ogni bambino, evitando di programmare altre attività durante quel tempo. 
  • Prova a conoscere gli interessi di  tuo figlio - per esempio, la musica e le attività preferita -  mostrando interesse per lui, ma Vero interesse (i bambini sanno riconoscere meglio di noi l'autenticità!). 
  • Lascia che il tuo bambino sappia che stai ascoltando e questo gli accrescerà la su autostima e fiducia nelle sue capacità.
  • Quando si parla di problemi, interrompi quello che stai facendo e ascolta. 
  • Ascolta il suo punto di vista, anche se è difficile sentire. 
  • Lasciagli spazio affinchè completi il loro punto prima di rispondere. 
  • Ripeti quello che hai sentito dire da lui per garantire che li si capisce correttamente. 
  • Esprimi la tua opinione senza sovrastarli se non sei d'accordo; riconosci che va bene non essere sempre d'accordo, resistendo a discutere su chi ha ragione. Invece dico: "So che non sei d'accordo con me, ma questo è quello che penso." 
  • Concentrarsi sui sentimenti del bambino piuttosto che il proprio durante la conversazione. 
Ricorda: 

I bambini imparano imitando. Il più delle volte, seguiranno il tuo esempio nel modo di affrontare la rabbia, risolvere i problemi e lavorare attraverso sentimenti difficili, ma nel modo in cui  gli parli, non per che cosa gli dici!

I bambini imparano dalle proprie scelte. Finché le conseguenze non sono pericolosi. 


Rendetevi conto i vostri bambini possono mettervi alla prova voi dicendovi esattamente ciò che li disturba. Ascoltare con attenzione a quello che dicono, se li incoraggiate a parlare  possono condividere il resto della storia. 

Essere genitori è un lavoro faticoso, ma la ricompensa è grande!

Ascoltare e parlare è la chiave per una connessione tra voi ed i vostri figli. Ma la genitorialità è un lavoro duro e soprattutto con gli adolescenti può essere molto impegnativo, soprattutto quando i genitori hanno a che fare con molte altre pressioni (intere e esterne alla famiglia). Se si riscontrano problemi su un periodo di tempo prolungato, si potrebbe prendere in considerazione la consultazione con un professionista per scoprire come riuscire a mettersi in relazione. 


fonte: http://www.apa.org/helpcenter/communication-parents.aspx

martedì 20 maggio 2014

Mamma ma te da grande che cosa vuoi fare?

 Una sera ci siamo date la buonanotte... e prima di spengere la luce mi chiama e mi chiede:
- Mamma ma te da grande che cosa vuoi fare? - come fosse la cosa più naturale di questo mondo.
- ...Piccoletta, io sono già grande, ho un lavoro...- le rispondo senza pensarci troppo.
- Mamma no! Da più più grande, che cosa vuoi fare?! - Insiste.
A quel punto mi sono fermata, ho spento la luce e mi sono accovacciata accanto a lei... "ha ragione..." mi sono detta!! E ho cominciato a riflettere..." sono grande ma ho ancora i miei sogni, desideri da inseguire...".
E lei in quel momento mi ha risvegliato da un lungo letargo mentale in cui da quando sono diventata mamma e ho un lavoro mi sono assopita senza accorgermente, presa dalla vorticosa e frenetica quotidianità in cui si parte di mattina per fermarsi stremati solo la sera... ma "io dove sono finita.." ... "cosa posso trasmettere ai miei bambini se divento solo una scatola vuota?!"... mi sono detta.
Spesso sento anche le mie amiche che piano piano rinunciano pezzo per pezzo a se stesse, perdendosi in una vita in cui poi non si riesce a capire a chi appartiene...
Proprio per questo la sera dopo, prima di spengere la luce...le ho detto:
- Io voglio scrivere! - orgogliosa e con il tono che si ha quando si sogna a occhi aperti... dimensione a cui non ero più abituata.

Per questo, dedico a lei, la mia piccola grande bambina questo... perchè è proprio vero quando si dice che i bambini sono piccoli, hanno manine piccole, piedini piccoli, ma idee grandi!


Grazie.

lunedì 19 maggio 2014

Gioco-finzione prepara bambini per il mondo reale


 www.pinterest.com

"Non vai a giocare finché non hai finito i compiti!" Quante volte me lo sono sentito dire da mia mamma quando andavo a scuola e che supplizio diventavano i compiti a quel punto.. La nuova ricerca suggerisce, però, che il gioco immaginativo in realtà aumenta il successo scolastico dei bambini.... quindi cari genitori se i vostri figli sanno leggere questo post siete fregati!
Ma che così il gioco di finzione?
"Il gioco simbolico è quel gioco in cui un oggetto viene usato come se fosse un altro, una persona si comporta come se fosse un’altra, e il tempo e il luogo presenti (qui e ora) vengono trattati come un altrimenti e altrove. Ma che cos’è esattamente il simbolo e come nasce? Per spiegarmi meglio
prenderò ad esempio un altro gioco tipico dei bambini di 2-3 anni: il gioco del cavaliere.
È facile incontrare un bambino che a cavallo di un bastone galoppa per la casa, fingendo di essere un cavaliere che combatte contro un drago. In questo gioco il bambino utilizza un bastone come se fosse un cavallo. Nella sua testa non fa altro che separare il bastone (oggetto-significante) dal significato che gli dà (cavallo) e utilizza quest’ultimo come più gli piace. L’idea del cavallo prende il posto del bastone, o meglio utilizza il simbolo cavallo per trasformare il bastone". (http://www.tdmagazine.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF24/Giochi_simb.pdf)


I bambini amano naturalmente giocare di finzione.


Gli studi hanno dimostrato come gioco fantasioso può essere utilizzato per preparare i bambini alla scuola. Infatti, in una serie di studi, (Singer e Singer 1992, 2001), ha testato su un gruppo genitori addestrati, insegnanti e assistenti domiciliari  alcuni giochi di finzione i quali comprendeva lezioni sui numeri, colori, forme, vocabolario, e la lettura. Questi ricercatori hanno scoperto che i bambini che giocano con i loro caregivers con questi strumenti fantasiosi avevano migliori punteggi relativi alle competenze di problem solving, rispetto a un gruppo di controllo di bambino in cui i caregivers non insegnavano queste abilità di gioco. 

Giocare è anche un bene per i genitori ed insegnanti, perché è maggiormente coinvolgente ed i bambini questo lo avvertono subito.

www.pinterest.com

Questa ricerca è stata portata avanti su una percentuale significativa di bambini americani, in particolare i bambini provenienti da famiglie a basso reddito, inseriti alla scuola dell'infanzia. Utilizzando specifici programmi è stato visto che i genitori e altri operatori sanitari erano maggiormente in grado di migliorare la prontezza di apprendimento scolastico dei bambini, infatti, coinvolgendo i genitori e figli nelle tecniche di intervento precoce generalmente piuttosto difficile (afferma la ricerca). Il gioco immaginativo è un tipo di intervento piacevole sia per genitori che per i figli, soprattutto perchè è più facile da insegnare rispetto ad alcuni altri interventi, ed è molto più efficace nel preparare i bambini per la scuola.
In alcuni stati negli USA, è stato inserito il programma anche creato e distribuito attraverso un video-based, dal titolo "Imparare attraverso il gioco per Readiness School." Questo programma di video-based è rivolto a genitori e altri operatori sanitari per la fascia d'età 3-5 anni i bambini in giochi di apprendimento intrinsecamente motivanti che producono risultati misurabili in competenze chiave come ad esempio una maggiore vocabolario.

Per approfondire:
  • Cantante, DG & Singer, JL (a cura di) (2001). Manuale dei bambini e dei media. Sage Publications.
  • American Psychological Association, 28 mag 2003

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prossimo post: "Mamma ma te da grande che cosa farai?!"

mercoledì 14 maggio 2014

Il disegno della casa


Il disegno della casa ha un importante contenuto emotivo, infatti rappresenta il modo di vivere del bambino, i rapporti con i genitori, il ruolo nella famiglia e come si sta preparando ad affrontare il mondo esterno.

La casa, molto frequente nei disegni dei bambini, è già presente spesso anche negli scarabocchi dei più piccoli; infatti fina da subito il bambino esprime il desiderio di vivere sotto un “tetto sicuro” al riparo dai pericoli dell'”esterno”.

Alcuni studi hanno associato la casa al volto materno: il tetto rapresenterebbe la capigliatura, le finestre gli occhi, la porta la bocca... si tratta di un'antropormofizzazione in cui risulta ancora una volta come il bambinio proietti nel disegno i propri vissuti e le proprie percezioni.


fonte: pinterest


Anche il disegno della casa assume nel corso dello sviluppo particolari ed elementi sempre nuovi legati all'evoluzione cognitiva dei piccoletti.

A 4 -5 anni il disegno presenta tratti semplici ed essenziali, ma comunque significativi, mentre a 6 anni si arricchisce ma non perde la struttura di base del periodo precedente... può essere grande, piccola, il tratto sicuro e incerto...col camino che fuma...

A 7 anni la casa viene inserita in un ambiente più ricco di elementi: il sole, animali, alberi, nuvole... ma è possibile anche che non ci sia tutto questo e si possa trova un disegno essenziale e scarno... rappresenta la proiezione di sé del bambino che quindi non sempre corrisponde all'età cronologica.

Inoltre, come ho scritto per gli altri disegni, anche in questo caso di tratta di “guardare” stati momentanei... la mia BimbaGrande un giorno disegna figure grandi, con la testa grande, la settimana dopo dopo che eravamo tornati da una situazione in cui lei mi era rimasta appiccicata tutto il tempo, le figure umane avevano la testa piccola, tutti ammassati da un lato del foglio...



Andiamo ad analizzare i vari elementi del disegno:



  1. Casa Grande: Può essere l'espressione di allegria e accoglienza, c'è tanto posto quindi predispone all'accoglienza; Spesso il bambino che disegna case grandi è allegro, spontaneo, immediato e capace di amicizia.
  2. Casa Piccola: significa raccoglimento e intimità, che permettono di rifugiarsi nei momenti di stanchezza, può essere indice di un carattere introverso e timido in cui ha costante bisogno di conferme da parte degli altri per affrontare le relazioni con i coetanei. La famiglia per lui ha una funzione di riparo e rifugio... un bambino che disegna una casa piccola ha bisogno di incoraggiamento per superare la timidezza.
  3. Casa disegnata come un castello: indica un bambino forte, che lancia messaggi di potenza, ricchezza e fantasia. E' tipico in chi gli piace fantasticare, giocare con la fantasia e nei suoi racconti inserisce sempre elementi di invenzione e avventura. Di carattere generoso ma potrebbe avere delle difficoltà nel rendimento scolastico perchè è facilmente distraibile.
  4. Porte e finestre chiuse. Se nella visione di alcuni ricercatori le finestre e le porte sono gli occhi e la bocca, il disegno di queste chiuse potrebbe indicare la difficoltà ad uscire del rifugio protettivo.. potrebbero sentirsi prigionieri e condizionati da situazioni conflittuali., ma anche senso di abbandono o all'opposto situazioni di iperprotezione dei genitori. Spesso si tratta di bambini che hanno difficoltà ad esprimere i loro sentimenti e socializzano con fatica.
  5. Casa disegnata in prospettiva. Di solito è un segnale di disagio e di instabilità emotiva, il bambino potrebbe vivere sentimenti di inferiorità, condizionamenti educativi che sfociano in ansia e sfiducia nelle proprie capacità. Inoltre se la casa tende ad allargarsi verso il tetto esprime la tendenza ad essere molto critico con se stesso e alo stesso tempo malinconico. SE invece la casa allarga verso il basso esprime sentimenti di inferiorità, rigidità e ansia.
  6. Comignolo senza fumo: può rappresentare una casa in cui il rapporto comunicativo è spento ed in cui il bambino probabilemte ha bisogno di un rapporto emotivo più gratificante.


  1. Antenna della TV: posta sul tetto rappresenta l'attenzione che il bambino ha per le cose che accadono intorno a lui, ha lo stesso valore delle orecchie nella figura umana: esprime vigilanza, attenzione e solezia.


  1. Porta: è l'espressione del modo di entrare in contatto con l'ambiente. Se chiusa e senza maniglia indica una certa prudenza, timidezza e difficoltà di relazione. Se la maniglia è visibile il bambino è disponibile ed estroverso. Serrature e chiavistelli mettono in luce sensi di colpa, paure di entrare in contatto e di essere giudicati. Due porte su due lati della medesima casa fanno pensare ad un conflitto tra i genitori, che può essere reale o il timore di una separazione tra i genitori.


  1. Finestre: rappresentano la possibilità del bambino di guardare verso l'ambiente esterno. Quindi danno delle informazioni relative al modo di comunicare filtrato dai condizionamenti, dalle regole e dalle modalità passate dalla famiglia. Finestre aperte o spalancate indicatno l'aperture verso l'ambiente esterno, senza timore di giudizi altrui. Finestre chiuse denotano cautela nelle relazioni. Assenza di finestre, soprattutto dopo i 6 anni, può indicare la paura del bambino ad affrontare la realtà probabilmente per un'educazione iperprotettiva che lo rende molto fragile. Finestre molto grandi indicano un carattere “per i grandi spazi” dove investire grande energia. Quando le finestre sono addobbate da tendine o fiori, siamo di fronte ad un bambino sensibile, tenero, timido e timoroso, con il bisogno di “fare bella figura”.


  1. Recinto intorno alla casa: può indicare la sensazione di isolamento del bambino.


  1. Alberi intorno alla casa: sono l'espressione del bisogno di maggiore affetto, protezione e sicurezza da parte della famiglia, per potersi esprimere con maggior sicurezza all'esterno di essa.




fonte: pinterest
  1. Strada vicino alla casa: questo è un elemento molto importante su cui fare attenzione e che soprattutto nei primi anni delle scuole elementari compare con grande frequenza nonostante le difficoltà nel disegnarne la prospettiva. Essa rappresenta la possibilità di uscire dal nucleo familiare per andare verso il “mondo”. Può essere tortuosa (carattere che non si accontenta, orgoglioso con un'inteligenza selettiva), strada lineare che va verso il basso (bambino aperto e disponibile), strada che biforca ( paura delle scelte e paura di staccarsi dagli affetti sicuri), strada che che curva e poi va verso l'alto (bambini che temono il giudizio degli altri, che preferiscono crearsi degli alibi per evitare il confronto, sono ragazzi autonomi capaci di buone relazioni), strada che termina in modo brusco (carattere selettivo ed introverso che è poco coinvolto dal rapporto con gli altri).

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prossimo post: Giocare di finzione prepare i bambini al mondo reale e migliora il rendimento scolastico

mercoledì 30 aprile 2014

famiglie..

In un guizzo di voglia di lettura, mi sono comprata Anna Karenina di Tolstoj... sperando di aver un "po'" di tempo per leggerlo e soprattutto finirlo (sono più di 1000 pagine) considerando che da quando è nato il Piccoletto non sono ancora riescita a leggere solo articoli per lavoro ma sono riuscita a finire un libro di narrativa...
Ma questo libro mi ha colpito fin dalla prima pagina e sono sempre più convinta che nei grandi autori si aprono finestre inaspettate.



Inoltre, leggere un libro ha un duplice aspetto positivo:
- Prendersi uno spazio per se stessi, facendo capire ai bambini che anche gli adulti hanno bisogni propri e non roteano soltanto intorno ai loro giochi e ai loro capricci (.. bello ma sempre possibile?)
- Si dà l'esempio, non possiamo aspettarci che i bambini, anche piccoli, possano diventare interessati ai libri se non ne abbiamo letto nemmeno uno negli ultimi 10 anni... i bambini capiscono cosa ci interessa davvero... 
Sono rimasta colpita che mentre tentavo di leggere il 'malloppo' la BimbaGrande mi faceva un sacco di domande e mi si è accoccolata vicino e dopo qualche giorno l'ho scoperta a "leggere un libro" al piccoletto... considerando che non sa leggere e non ha nemmeno 5 anni la cosa mi ha fatto ridere, ma allo stesso tempo mi ha colpito vedendo come noi genitori passiamo spesso in modo involontario tanti elementi che costruiscono la personalità e gli interessi dei bambini.

venerdì 25 aprile 2014

rivalità tra fratelli

Con due figli adesso che stanno crescendo, nel tempo che passano insieme alternano momenti di gioco a momenti di rivalità e contendimento di oggetti e giochi.. immagino che se fossero due maschi la rivalità sarebbe molto più accesa e consumata su un piano soprattutto fisico.
L'altro giorno stavo parlando con un paio di ragazzi circa la rivalità e ho notato che uno dei ragazzi indossava un paio di scarpe Adidas e che mi è venuto in mente la famigerata controversia tra i fratelli Dassler.
Così, ho colto l'opportunità di parlare con questi giovani riguardo alla rivalità tra fratelli e all'importanza delle relazioni. 
Di sicuro, la maggior parte di noi non conoscono chi erano i fratelli Dassler , ma tutti conoscono la loro eredità: Adidas e Puma.

Sì, proprio i fondatori di Adidas e fratelli Pumawere, ed ecco la loro storia:

Nel il 1920, Adolf (Adi) e Rodolfo (Rudi) sono partner del Dassler Brothers Sports Shoe Company, un business gestito dalla lavanderia della loro madre a Herzogenaurach, in Germania. Adi era noto per la sua creatività e artigianalità e Rudi era il venditore. 

Il loro vero colpo di fortuna si realizzò quando un americano olimpico, il leggendario Jesse Owens, che indossava un paio di loro scarpe vinse quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi del 1936.
Nel momento in cui la maggior parte persone avrebbero celebrato la crescita della società, i Dassler trasformarono il loro successo in gelosia, amarezza ed iniziarono una faida familiare. 

Rudi fu coinvolto a combattere nella seconda guerra mondiale e fu catturato dalle forze alleate. I soldati americani sospettavano che fosse membro della Schutzstaffel o SS, e Rudi credette che suo fratello avesse avuto un ruolo nei suoi arresti. 
Mentre Rudi era lontano, Adi continuò a costruire il business di famiglia.

Nel 1948, i fratelli si separarono e svilupparono  proprie aziende. Adi chiamò il suo business "Adidas", una combinazione di "Adi" e "Das" (abbreviazione di Dassler). Rudi nominò la sua azienda "Puma". 

I fratelli costruirono fabbriche concorrenti sui lati opposti del fiume Aurach. Con entrambe le società che impiegano la maggior parte dei residenti, la città di Herzogenaurach divenne nota come "la città dei colli piegati", perché le persone sembravano stare a guardare quali scarpe altri indossavano per capire dove cadeva la loro fedeltà.
Rudi e Adi erano così coinvolti nella loro feroce concorrenza con non furono in grado di vedere la crescente potenza di Nike che si fece strada nel settore calzaturiero, per coincidenza ma adesso domina il settore delle calzature sportive.

Come genitori,  possiamo evitare che la storia si ripeta? Cosa possiamo fare per aiutare i nostri figli ad essere felici e giocare insieme, da piccoli, essere complici e sostenersi quando saranno grandi?

Questa è una delle tante grandi sfide che da genitori viviamo e su cui sicuramente possono pesare i modelli familiari ed i vissuti personali che se non elaborati verranno riproposti.

Ecco alcuni modi che si possono aiutare i bambini a valorizzare le loro differenze:

1. Insegnare e il modello di rispetto.
Insegnate ai figli a rispettare l'altro. Non lasciare che la loro vita sia una competizione, ma piuttosto una celebrazione della loro individualità.


2. Insegnare modi adeguati per risolvere il conflitto.
Se i bambini non imparano a comunicare correttamente, non saranno in grado di relazionarsi tra loro da soli. Se i nostri figli sono costantemente in lotta tra di loro, non lasciamoli continuare ad utilizzare lo stesso metodo non efficace per risolvere i conflitti. Intervenire e insegnare loro come integrare le loro differenze.


3. Premiare i comportamenti positivi... questo funziona sempre!
Anche se spesso è il comportamento negativo che attrae la nostra attenzione, ma dovrebbe essere il comportamento positivo a ricevere la nostra attenzione. I bambini hanno bisogno di essere ricompensati per aver fatto qualcosa di giusto. E' fondamentale prendersi del tempo per riconoscere quando il bambino fa qualcosa di buono. La ricompensa di fare qualcosa di buono durerà molto più a lungo di una punizione per aver fatto qualcosa di male.


4. E' utile concentrarsi sul comportamento, non sulla persona.
Ho sentito i genitori parlare di come "cattivo" il loro bambino in una data situazione. Mentre sarebbe molto più utile attribuire l'aspetto negativo sulla situazione o sul comportamento sbalgiato.

E' fondamentale non cadere nell'etichettare la persona invece che il comportamento.


5. Incoraggiare le attività che promuovono il lavoro di squadra e lo stare insieme.
Insegnate ai vostri figli a lavorare in modo cooperativo insieme. Aiutali a comunicare ed esprimere le proprie idee. Incoraggiarli all'accettazione del loro fratello o le idee della sorella; per come si suol dire, "due teste sono meglio di uno!"


Possiamo imparare molto dalla storia. Come genitori, siamo i primi che possono aiutare i bambini a sviluppare legami forti tra loro. 

Per fortuna sia Adidas e Puma sono ancora fiorenti, ma la loro esistenza è stata segnata dalla rabbia e dal dolore. 


Per saperne di più su Feud Dassler:
http://www.omgfacts.com/Sports/The-creators-of-Adidas-and-Puma-were-bro/2915 # 75r4kkwas88rhKbj.99
http://wax-wane.com/2012/06/11/adidas-and-puma-the-story-of-adolf ...

mercoledì 9 aprile 2014

Quando iniziare ad usare il vasino?

Il Piccoletto ha due anni, porta il pannolino e non dorme senza ciuccio se non quando è arrabbiato e ci vuole fare un “dispetto”... la stagione calda si avvicina.. sono consapevole che a settembre, quando avrà alla Scuola dell'infanzia dovrà usare il vasino, ma mi chiedo quale sia il momento giusto per cominciare a insegnargli a fare cacca e pipì senza pannolino... e soprattutto se c'è un modo che renda il tutto più facile...
In passato l'educazione al vasino veniva intrapresa molto precocemente, di solito coincideva con i primi passi del bambino, talvolta anche prima e le mie nonne di sicuro non si facevano tutte le domande che mi sto facendo io.
Oggi indubbiamente c'è più attenzione nei confronti dei bambini e verso queste tappe importanti di crescita, consapevoli che questi elementi avranno riflessi non solo sulla sua salute, ma anche sul suo carattere e sui suoi comportamenti.
Oggi si tende a iniziare l'uso del vasino tra i 18 mesi e i due anni, ossia quando il bambino è in grado di controllare gli sfinteri ed ha un uso del linguaggio e della comprensione più sviluppato. Così è possibile seguire i ritmi spontanei di maturazione che ovviamente non sono uguali per tutti!

Quindi, la domanda su quale sia il momento giusto torna ancora più impellente!

In un libro che avevo comprato con la BimbaGrande, avevo trovato un'idea che mi sembrava geniale: “Un modo per capire se è il momento giusto per il nostro piccoletto è regalargli un vasino, anche molto prima, e usarlo come gioco... finchè non avrà capito spontaneamente a cosa serve e comincerà ad usarlo. In questo modo si rispetterà i suoi ritmi senza rischiare di anticipare troppo oppure aspettare oltre tempo”...
Ci sono addirittura vasino con l'iPad (mia nonna sarebbe inorridita!!).

C'ho provato... ma dopo un anno di “gioco” ancora lei non ne voleva proprio sapere di metterci il suo sederino a “lasciarci le sue cose”... così abbandonai l'idea di assoluta spontaneità molto Montessoriana per ripiegare in una dimensione fai da te di “accompagnamento giocoso” premiando ogni prima gocciolina coraggiosa che si presentava nel deserto del vasino e devo dire che questo è stato un elemento molto più utile di ogni altro tentativo con lei.

Probabilmente integrando i due metodi il risultato è stato più rapido perchè nel giro di una settimana la BimbaGrande ha imparato a usare il vasino e nei mesi successivi capitava di rado che si facesse la pipì addosso.
Ovviamente le andava ricordato di andare in bagno prima di uscire, prima di dormire... e quando gioca, perchè poteva capitare che fosse talmente presa dal gioco che si dimenticasse della pipì... e poi soprattutto quando eravamo fuori casa in cui mancano i piccoli grandi riferimenti di cui “ci si può fidare”.
Inoltre, ci sono tanti libri che possono facilitare l'avvicinamento e la comprensione dell'uso del vasino...


Poter vivere in modo tranquillo e giocoso questo momento, ha importanti ripercussioni sulla strutturazione della personalità e sulle caratteristiche che il bambino manifesterà da adulto, quindi è fondamentale evitare comportamenti ansiosi o rimproveri eccessivi... Freud insegna....
Per poter far questo in tutta pace è utile iniziare quando si ha un po' di tempo da dedicare al bambino e alle lavatrici...

venerdì 21 marzo 2014

Ero una brava mamma prima di avere figli

Ero una brava mamma prima di avere figli

Guida pratica per sopravvivere al primo anno di vita del bambino

“Allora, all’incirca funziona così:
un giorno non siete mamme, e il giorno
dopo — più o meno all’improvviso — sì.

La vostra vita è cambiata. Prima di avere un figlio vi spalmavate il pancione di olio di mandorle, giravate per vetrine osservando graziosi completini da neonato, tagliavate la verdura cruda a julienne per far piacere al vostro compagno. Ora di Julien nella vostra vita ce n'è uno solo, ed è il re dei lemuri del cartone animatoMadagascar. Adesso, per far piacere al vostro compagno, nei giorni buoni buttate sul fuoco 4 salti in padella, altrimenti gli urlate di arrangiarsi con una scatoletta di tonno. Per risparmiare tempo non tagliate più le unghie, le mangiate. Le giornate di shopping sono un lontano ricordo".

Avete voglia di uscire dalle solite letture sulla maternità e la gravidanza tutte piene di fiocchini e cuoricini?! ... dal momento che la realtà di genitori è fatta di pannolini da cambiare, nasi moccicosi, patacche continue sui vestitini rosa o celesti che le nonne regalano copiosi?! Questo libro è la lettura che fa per voi!
Io lo comprai per caso ma l'ho letto molto divertita. Lo chiamavo il libro da puppata, dato che i capitoli sono prevalentemente brevi, scorrono bene e hanno per titolo il nome dei bambini.
Inoltre, al di la dell'ironia con cui l'autrice (mamma adesso di tre bambini) affronta tematiche che come neo genitori ci troviamo a fare i conti, ci offre anche spunti di approfondimento e indicazioni di cui all'inizio ero "affamata".
Buona lettura!

venerdì 14 marzo 2014

Un compleanno fai da te

Un compleanno fai da te www.pinterest.com
Da quando sono entrata a far parte del mondo dei "genitori" sono stata proiettata, via via che, soprattutto la BimbaGrande sta crescendo, nel "favoloso mondo dei compleanni", di cui come figlia non avevo nessuna esperienza, se non da adulta o quasi...
Si comincia a festeggiare in modo "grandioso" i compleanni dei bambini già da quando hanno uno o due anni... per poi arrivare a cinque o sei ancora più organizzati e strutturati... chissà quando festeggeranno i fatidici 18 anni cosa si potrà fare!!
Questo favoloso mondo (di cui anch'io collaboro alla realizzazione) da una parte mi entusiasma, dall'altra mi spaventa un po', pensando al fatto che spesso si tratta di bambini piccoli che non capiscono tutta la confusione che li circonda, troppa gente, troppi regali...
Questa riflessione mi è nata quando ho festeggiato i due anni del Piccoletto con un festa dove, avevo perso il controllo delle persone che avevo invitato... e mi sono trovato un numero imprecisato di bambini e genitori nella stanza che avevo fissato, che per fortuna era grande... Guardando quello che ero stata in grado di organizzare, con fatica e impegno, ero soddisfatta: c'era la musica, dolcetti, schiacciatine, tante persone che non rivedevo da qualche tempo che chiacceravano, l'animatrice vestita da clown che costruiva animaletti con i palloncini... ma in quella confusione per un attimo PANICOOO...."dov'è il Piccoletto?!" SPARITO... non riuscivo a trovarlo da nessuna parte... poi qualcuno vedendo spuntare due scarpine n. 21 da sotto un tavolo, sbirciò e lo trovammo nascosto sotto un tavolo a giocare con delle costruzioni che qualcuno gli aveva regalato... tranquillo e da solo...
Un compleanno fai da te www.pinterest.com
Da questo attimo, apparentemente insignificante ma per me emblematico è nata l'idea di questo post: un compleanno fai da te... semplice e soprattutto centrato sui bambini! ... E poi la mia indole di creativa mancata fa il resto!
Quindi prima di iniziare è fondamentale valutare alcuni aspetti, perchè organizzare una festa non è facile e scontato, ma occorrono alcuni accorgimenti e attenzioni:

Valutare bene il numero degli invitati in base allo spazio disponibile: i bambini hanno bisogno di muoversi e non ce la fanno a stare in posti troppo affollati e soprattutto pensate a quanti bambini che piangono e urlano  insieme riuscite a tollerare.

Che età hanno i bambini? Fino a due o tre anni i bambini non hanno grande interesse nel "giocare insieme" (fa parte del periodo della loro crescita), quindi è del tutto inutile pensare di organizzare momenti di gioco insieme, perchè sono più attratti da altre cose. 
Cosa ben diversa dopo i 3 anni o per bambini della scuola primaria.
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Che tipo è il mio bambino? E' indispensabile considerare in che tipo di situazioni si trovano a loro agio, senza volerli forzare e proporre qualcosa che piacerà solo a noi! I miei bimbi hanno un'indole riservata, quindi buttarli in una stanza con tanta gente che fa confusione e che conoscono poco li metterà a disagio e finiscono per rimanere in braccio tutto il tempo, ma se bambini che sono i bambini i primi a buttarsi nella mischia la cosa cambia molto...

Il buffet. Senza impazzire a comprare o preparate chissà quali leccornie che i bambini poi guardano e non mangiano, di solito la buona vecchia schiacciata con la mortadella o la pizza funziona benissimo!!
Ma se siete dei creativi anche in questo, potete sbizzarrirvi con le presentazioni, non bisogna dimenticarsi che anche l'occhio vuole la sua parte e che si tratta di bambini!! Quindi anche cupcake colorati, biscotti con "pippicolorati", ecc. andranno alla grande!
Senza dimenticare i grandi... una ricettina semplice: biscotti pinoli e gorgonzola..


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Preparare una bella tavola: parola d'ordine colore! Anche in questo caso, senza spendere una fortuna in piatti e bicchieri di carta, si può giocare sugli abbinamenti di colore, 


Farsi aiutare!  Se i bimbi sono piccoli e numerosi e se pensate di organizzare un'animazione senza genitori in giro. E' indispensabile l' aiuto di un’altra persona adulta. E' impensabile di riuscire a fare insieme l'animazione, sistemare il buffet, chiaccherare con la mamma di turno, consolare un bambino piangente.... Potete chiedere la collaborazione di un adolescente, di un’altra mamma . In questo modo i bambini saranno sotto controllo e potremmo anche goderci la festa!




L'animazione. Dopo questa esperienza ho deciso che chiamare un animatore specializzato non serve ai miei bambini che sono in grado di divertirsi molto bene anche da soli, ma se si volesse creare delle occasioni per divertirsi ancora di più, ecco alcune idee semplici, ma vi assicuro di successo!!

  • Angolo del disegno dove mettere pennarelli, fogli bianche e con figure da colorare dei loro cartoni animati preferiti. Questo spazio è utile sia per calmare i bambini, sia per quelli più tranquilli che qui possono trovare un angolo per loro. E poi, alla mia BimbaGrande piace tantissimo disegnare e le piace farlo ancora di più con le sue amiche. In una festa la scorsa estate avevo messo in giardino su un pannello molto grande di compensato  (1,5 mt. X 2,5 mt.) un foglio di carta da pacchi bianca e avevo messo a disposizione dei bambini i colori a dita... ovviamente a fine attività lavaggio completo!
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  • Angolo delle costruzioni. dopo il compleanno del Piccoletto, questo spazio non mancherà mai nelle mie feste, ovviamente le costruzioni variano in base all'età dei bambini... non darei mai un pezzettino della Lego per giocare ad un bambino di due anni, ma nemmeno un pezzo gigante ad uno di 7 anni.
  • Piscina gonfiabile: questa possibilità può essere sfruttabile ovviamente solo da chi ha uno spazio esterno sicuro e in estate... ma vi assicuro che i bambini si divertono un mondo...si rinfrescano se fa caldo e brontoleranno quando sarà il momento di uscire!! In questo caso l'unica attenzione ovviamente sta nell'avvertire i genitori prima affinchè portino costume e asciugamano... e soprattutto dal momento che penso che in pochi abbiamo la possibilità di utilizzare una piscina olimpionica, è necessario fare attenzione affinchè il numero dei bambini non sia eccessivo.
  • Angolo delle bolle di sapone.
  • Proposte di gioco senza essere animatori... solo genitori creativi e coinvolgenti: sul web ci sono tanti siti che propongono giochi per tutte le età e per tutti i bambini, ad in cui vi rimando
  • Angolo del trucco. Sia che siano maschi o femmine adoreranno questo spazio, dove se i bimbi sono piccoli è meglio che sia gestito da un adulto... una nonna o una zia si potranno improvvisare truccatori, con polveri colorate, e colori per il viso, disegnando farfalle, ragni, stelle, scritte...
  • Angolo della realizzazione di oggetti di carta (corone di principesse, bruchi, farfalle....) che poi i bambini potranno portare a casa come regalo.
  • "Musica maestro" se la festa vive un momento morto la musica di sicuro la può rivitalizzare, ai bambini spesso piace ballare. Ovviamente la musica deve essere adatta all'età dei bambini.
Ricordatevi che per far tutto questo al meglio occorre partire per tempo nell'organizzazione.

Tra un po' sarà il quinto compleanno della mia BimbaGrande e sto meditando di organizzare qualcosa con questi ingredienti!

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