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sabato 17 novembre 2018

Parlare della droga

Da alcuni mesi mi occupo di persone con storie difficili in cui la vita ha chiesto molto e sono cadute nella tossicodipendenza. Nel nostro tempo di disinibizioni e liberalizzazioni il limite tra il giusto e lo sbagliato rischia di diventare molto labile soprattutto per i più giovani.
L'età di esordio di molte esperienze si anticipa sempre di più sottoponendo i ragazzi a rischi grandi di cui spesso mancano di consapevolezza e controllo da parte dei genitori.
Di qui l'idea di usare questo cartone animato per spiegare già ai bambini la droga.
 
"Un kiwi assaggia un’affascinante sostanza gialla. Lo fa stare benissimo. Nuggets è un video dello studio Filmbilder che racconta a disegni animati i vari stadi della dipendenza da droghe. All’inizio i cicli di piacere sono lunghi e intensi, “l’atterraggio” è indolore e il resto del mondo sembra normale: il kiwi corre verso gli altri globuli di sostanza gialla. I cicli di piacere si fanno poi sempre più brevi e meno intensi, l’atterraggio diventa doloroso e lascia segni sul corpo, e il resto del mondo diventa grigio e poi nero, la corsa verso la sostanza gialla diventa meno affrettata ma inevitabile".
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=k9RK9l5urv4&fbclid=IwAR3o4CTi0USLX6MrNQ3xGditeoWppC-t9sUpnQqrQ-3TYmnQyhM1LxLKQ-E

venerdì 20 febbraio 2015

La magia di Frozen

Non so voi, ma io Frozen l'ho visto un milione di volte... ho dovuto fingere di aver perso il dvd per mettere in pausa la BimbaGrande, che ha continuato a tormentarmi per rivederlo ancora... 
Ma che cosè che rende questo cartone animato così speciale? E lo è davvero, non solo per mia figlia, ma per moltissimi bambini in tutto il mondo, tanto che dalle ultime stime è il cartone con il record in assoculto di incassi e la sua colonna sonora "Let It go" una delle canzoni nella top del 2014!! Da non credere!



E viene da chiedersi che cosa renda questa storia così speciale.. soprattutto per le bambine di età prescolare.
Per rispondere a questa domanda addirittura la CNN si è scomodata intervistando una psicologa dell'Università della California la quale ha affermato che il tema principale del rapporto tra sorelle crea nelle bimba una forte empatia.. e fin qui niente di strano... ma in questa storia si racconta del legame forte tra due sorelle che continua anche se queste non possono o vogliono stare insieme.
Questo è un messaggio che molti bambini capiscono: è necessario superare le lotte e affrontare le sfide della vita. Ma, ciò che è interessante di bambini in età prescolare, in particolare, è che c'è lealtà che suscita un'inesorabile interesse e che li porta a volerlo rivedere  più e più volte.
Inoltre, la mia bimba di 5 anni, mi ha detto che ha anche apprezzato il fatto che non c'è una strega.
Questo mi ha fatto riflettere... non ci avevo pensato... ma i bambini vivono in un mondo in cui il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è, risulta davvero sfocato, e per questo hanno così vivida immaginazione: nel buoi ci sono mostri e streghe! E l'immagine potenzia ancora di più il racconto sostenuto dalla musica.
L'industria cinematografica ha da sempre usato il conflitto per guidare il dramma. Prendete le fiabe dei fratelli Grimm; ci sono sempre terribili streghe cattive... In Bambi e nel Re Leone si affrontano temi molto forti: la morte dei genitori e la solitudine...si tratta di temi importanti a cui non sempre i bambini sono pronti ad affrontare a 4 o 5 anni.
Infine, un altro aspetto che i bambini vedono in Elsa e Anna è l'impulsività.
I genitori sono concentrati a cercare di insegnare loro come auto-regolare le proprie emozioni, come comportarsi, come sedersi....
Elsa è costantemente impegnata a domare o controllare le sue emozioni - e mentre questo è qualcosa che è saliente a tutti per tutta la loro vita, questo è qualcosa che bambini in età prescolare che fare con tutto il tempo.

Fonte: http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=it&prev=search&rurl=translate.google.it&sl=en&u=http://edition.cnn.com/2015/01/23/health/feat-frozen-let-it-go/index.html&usg=ALkJrhjKQ5tUahEBNOPeNpJPoBmeRDwlLw
Fonte immagine: https://www.pinterest.com/pin/94364554668644509/ 
 

giovedì 24 luglio 2014

Arte terapia









Sin dai tempi più antichi l’arteterapia veniva praticata in tutti i popoli. Spontaneamente esisteva anche una forma di arteterapia per i bambini. L’arteterapia rivolta ai bambini è una terapia che, basandosi su attività plastiche, dinamiche e pittoriche tipiche delle varie forme d’arte (pittura, teatro, scultura, musica) regola l’equilibrio emozionale e contribuisce al benessere pico-fisico del bambino.




A quali bambini si rivolge l’arteterapia?


I bambini, che danno istintivamente libero sfogo alle loro emozioni, vivono l’arte in maniera spontanea e giocosa, senza porsi troppe domande e godendone appieno.


L’arteterapia indubbiamente fa bene a tutti. Sono gli adulti che forse se ne dimenticano. In particolare è soprattutto utile in quei casi di disturbi comportamentali che sono, in forza del loro stesso esistere, un nodo emotivo da sciogliere. Ciò accade, ad esempio, nei bambini autistici, nei bambini che presentano problematiche legate al linguaggio, nei bimbi iperattivi o nei casi di bullismo, nei bambini down, o bimbi che hanno subito dei traumi e che presentano psicosi oppure ossessioni. L’arteterapeuta professionista è colui che ha saputo fare delle sue capacità e sensibilità artistiche ed educative una professione praticamente medica. Egli è quella persona che, usando metodi adeguati, riesce ad essere il regista e, insieme con il piccolo paziente, l’osservatore finale del risultato ottenuto attraverso l’applicazione dell’arteterapia per i bambini.






L’azione dell’arteterapia sui bambini: le fasi



La prima fase del percorso dell'arteterapia per bambini è quella dell’ascolto e dell’osservazione. In questa fase, un bravo arteterapeuta ascolta i genitori e osserva i comportamenti del piccolo, cercando di capire quale può essere il campo di intervento più adeguato, se più o meno statico o in movimento, se con altri strumenti o con il solo uso del proprio corpo. La seconda fase è quella diinterpretazione psicologica del tutto scaturita dai dati avuti, e la raccolta del materiale più adeguato e la preparazione di un approccio ottimale con le varie tecniche di arteterapia scelte per il paziente.

Si osservano, nella terza fase, i risultati ottenuti, analizzando le immagini che ne sono scaturite, in modo fenomenologico e comportamentale, riflettendo sull’eventuale ripetersi di temi ricorrenti, per decodificarli e commentarli insieme con il bambino. Infine diventa importante saper proporre alternative possibili a quelle riscontrate, riflettere e discutere insieme sui progressi e fallimenti. Una regolare supervisione permette di raggiungere un insieme di risultati da valutare, discutere, al fine di proporre interventi ad hoc da realizzare.


Arteterapia su misura per tutti i bambini

l’arteterapia è un'esperienza completa e che coinvolge tutti i sensi. Attraverso l’arteterapia, ibambini riescono a collegare i loro lati emotivi con la logica del pensiero che alla loro età hanno a disposizione. Utilizzando la creatività i terapeuti sono pertanto in grado di incoraggiare i piccoli adesprimere le loro emozioni, racchiudendole nell’espressione artistica che, in ultima analisi, origina un senso di appagamento e di scoperta di sé.

Fonte immagini: Pinterest.com
fonte articolo: http://www.nuoveartiterapie.net/

martedì 20 maggio 2014

Mamma ma te da grande che cosa vuoi fare?

 Una sera ci siamo date la buonanotte... e prima di spengere la luce mi chiama e mi chiede:
- Mamma ma te da grande che cosa vuoi fare? - come fosse la cosa più naturale di questo mondo.
- ...Piccoletta, io sono già grande, ho un lavoro...- le rispondo senza pensarci troppo.
- Mamma no! Da più più grande, che cosa vuoi fare?! - Insiste.
A quel punto mi sono fermata, ho spento la luce e mi sono accovacciata accanto a lei... "ha ragione..." mi sono detta!! E ho cominciato a riflettere..." sono grande ma ho ancora i miei sogni, desideri da inseguire...".
E lei in quel momento mi ha risvegliato da un lungo letargo mentale in cui da quando sono diventata mamma e ho un lavoro mi sono assopita senza accorgermente, presa dalla vorticosa e frenetica quotidianità in cui si parte di mattina per fermarsi stremati solo la sera... ma "io dove sono finita.." ... "cosa posso trasmettere ai miei bambini se divento solo una scatola vuota?!"... mi sono detta.
Spesso sento anche le mie amiche che piano piano rinunciano pezzo per pezzo a se stesse, perdendosi in una vita in cui poi non si riesce a capire a chi appartiene...
Proprio per questo la sera dopo, prima di spengere la luce...le ho detto:
- Io voglio scrivere! - orgogliosa e con il tono che si ha quando si sogna a occhi aperti... dimensione a cui non ero più abituata.

Per questo, dedico a lei, la mia piccola grande bambina questo... perchè è proprio vero quando si dice che i bambini sono piccoli, hanno manine piccole, piedini piccoli, ma idee grandi!


Grazie.

martedì 22 aprile 2014

DI CHE COLORE TI SENTI OGGI?

Queste vacanze mi hanno portato disimpegno... poi riprenderò con i post più impegnati, ma in questi giorni ho voglia di alleggerire... così quando ho trovato questa immagine ho pensato ai disegni dei bambini, ai nostri stati d'animo, alla piccola grande bellezza di questo mondo colorato!
Che i colori suscitino emozioni e a sua volta le rappresentano in modo momentaneo ed immediato non è una novità... 
Voi di che colore vi sentite adesso?





Prossimo Post: la rivalità tra fratelli

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