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mercoledì 9 aprile 2014

Quando iniziare ad usare il vasino?

Il Piccoletto ha due anni, porta il pannolino e non dorme senza ciuccio se non quando è arrabbiato e ci vuole fare un “dispetto”... la stagione calda si avvicina.. sono consapevole che a settembre, quando avrà alla Scuola dell'infanzia dovrà usare il vasino, ma mi chiedo quale sia il momento giusto per cominciare a insegnargli a fare cacca e pipì senza pannolino... e soprattutto se c'è un modo che renda il tutto più facile...
In passato l'educazione al vasino veniva intrapresa molto precocemente, di solito coincideva con i primi passi del bambino, talvolta anche prima e le mie nonne di sicuro non si facevano tutte le domande che mi sto facendo io.
Oggi indubbiamente c'è più attenzione nei confronti dei bambini e verso queste tappe importanti di crescita, consapevoli che questi elementi avranno riflessi non solo sulla sua salute, ma anche sul suo carattere e sui suoi comportamenti.
Oggi si tende a iniziare l'uso del vasino tra i 18 mesi e i due anni, ossia quando il bambino è in grado di controllare gli sfinteri ed ha un uso del linguaggio e della comprensione più sviluppato. Così è possibile seguire i ritmi spontanei di maturazione che ovviamente non sono uguali per tutti!

Quindi, la domanda su quale sia il momento giusto torna ancora più impellente!

In un libro che avevo comprato con la BimbaGrande, avevo trovato un'idea che mi sembrava geniale: “Un modo per capire se è il momento giusto per il nostro piccoletto è regalargli un vasino, anche molto prima, e usarlo come gioco... finchè non avrà capito spontaneamente a cosa serve e comincerà ad usarlo. In questo modo si rispetterà i suoi ritmi senza rischiare di anticipare troppo oppure aspettare oltre tempo”...
Ci sono addirittura vasino con l'iPad (mia nonna sarebbe inorridita!!).

C'ho provato... ma dopo un anno di “gioco” ancora lei non ne voleva proprio sapere di metterci il suo sederino a “lasciarci le sue cose”... così abbandonai l'idea di assoluta spontaneità molto Montessoriana per ripiegare in una dimensione fai da te di “accompagnamento giocoso” premiando ogni prima gocciolina coraggiosa che si presentava nel deserto del vasino e devo dire che questo è stato un elemento molto più utile di ogni altro tentativo con lei.

Probabilmente integrando i due metodi il risultato è stato più rapido perchè nel giro di una settimana la BimbaGrande ha imparato a usare il vasino e nei mesi successivi capitava di rado che si facesse la pipì addosso.
Ovviamente le andava ricordato di andare in bagno prima di uscire, prima di dormire... e quando gioca, perchè poteva capitare che fosse talmente presa dal gioco che si dimenticasse della pipì... e poi soprattutto quando eravamo fuori casa in cui mancano i piccoli grandi riferimenti di cui “ci si può fidare”.
Inoltre, ci sono tanti libri che possono facilitare l'avvicinamento e la comprensione dell'uso del vasino...


Poter vivere in modo tranquillo e giocoso questo momento, ha importanti ripercussioni sulla strutturazione della personalità e sulle caratteristiche che il bambino manifesterà da adulto, quindi è fondamentale evitare comportamenti ansiosi o rimproveri eccessivi... Freud insegna....
Per poter far questo in tutta pace è utile iniziare quando si ha un po' di tempo da dedicare al bambino e alle lavatrici...

sabato 1 febbraio 2014

Lo stile di attaccamento come predittore del rapporto di coppia negli adulti


Di recente mentre vagavo in una libreria, mi ha molto incuriosito un libro che metteva in relazione l'attacamento, che I bambini istaurano con i loro genitori, e lo stile del rapporto di coppia che questi, da adulti, costruiranno con un partner.
Alla fine ho comprato il libro in cui si evidenzia come, oltre alle esperienze realmente vissute durante l'infanzia, anche le rappresentazioni che gli individui si formano di tali esperienze influenzino le relazioni intime tra adulti. Ossia la personalità del bambino si struttura, non solo su quello che vive e sperimenta, ma anche attraverso le interepretazioni degli eventi e delle relazioni che egli instaura con le figure più importanti per lui, come Bowlby (1988) ha teorizzato già da tempo.
In questa ottica, anche una teoria psicoanalitica sostene che,la relazione tra il figlio e il genitore funge da prototipo delle relazioni affettive che il bambino, diventato adulto, stabilirà nelle fasi successive della sua vita. Addirittura sembra che questi stili di relazione possano influire anche sulla scelta di diventare o meno genitori.
fonte: http://babbibabbi.files.wordpress.com/2008/09/nido.jpg
In realtà, andando ad analizzare meglio la letteratura presente, si scopre che, nonostante questo interesse sull'argomento, per adesso, ancora poco si sa riguardo ai fattori che predispongono l'adulto a instaurare una relazione conflittuale o armoniosa con il proprio partner; infatti, si tratta di ricerche complesse che prevedono di accompagnare gli individui lungo l'arco della loro vita.
Questi elementi a mio avviso, da un lato, quello di psicologa, sono molto interessanti e danno modo di comprendere ed interpretare molti aspetti dei comportamenti e delle scelte degli adulti, dall'altra, come mamma, sento un peso e una responsabilità ancora più grande...anche se, conoscendone l'importanza, possono diventare un'occasione per sapere che il dono più grande che possiamo fare a nostro figlio è quello di dargli un attaccamento sicuro, perchè questo gli permetterà di avere una buona autostima e di poter realizzare relazioni positive e armoniose lungo tutto l'arco della sua vita.

La domanda che sorge allora è: Come si fa per realizzare un attaccamento sicuro? Come si può capire che tipo di attaccamento ha mio figlio?
Anche in questo caso purtroppo, non esistono ricette, ma, per rispondere all'ultima domanda, può essere utile vedere cosa succede nel momento del distacco dalla mamma (per esempio quando li lasciamo all'asilo o a scuola..) se il bambino è in grado di consolarsi o se le persone che si occupano di lui riferiscono un pianto inconsolabile, isolamento, reazioni rabbiose, oppure, all'opposto il bambino va con tutti.
Sta proprio in questi comportamenti la possibilità di capire quale modello hanno interiorizzato:
  • attaccamento sicuro: il bambino esplora l'ambiente e gioca sotto lo sguardo vigile della madre con cui interagisce. Quando la madre esce e rimane con lo sconosciuto il bambino è turbato, ma può essere consolato. Al ritorno della madre si tranquillizza e si lascia consolare.
  • attaccamento "insicuro-evitante": il bambino esplora l'ambiente ignorando la madre, è indifferente alla sua uscita e non si lascia avvicinare al suo ritorno.
  • attaccamento "insicuro-ambivalente": il bambino ha comportamenti contraddittori nei confronti della madre, a tratti la ignora, a tratti cerca il contatto. Quando la madre se ne va e poi ritorna risulta inconsolabile.
  • attaccamento "disorganizzato": il bambino mette in atto dei comportamenti stereotipici, ed è sorpreso/stupefatto quando la madre si allontana.


Fonte: http://www.curvedicrescita.com/2013/09/30/legame-e-attaccamento/
Per approfondire: L. Carli (1995) Attaccamento e rapporto di coppia, Raffaello Cortina Editore, Milano.

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