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giovedì 26 marzo 2020

Gravidanza: forse non sapevi che…


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1.      Le mamme perdono il cervello
Le mamme perdono il cervello e alcuni scienziati lo hanno dimostrato in modo ineludibile. Infatti, anche se il significato di questi cambiamenti non è del tutto chiaro, i ricercatori hanno evidenziato una specializzazione del cervello in preparazione per i compiti della maternità. In particolare, sembra esserci una perdita di materia grigia in alcune aree celebrali, simile a quella che avviene anche nel cervello degli adolescenti, potrebbe essere un modo per affinare le reti neurali specializzate nel riconoscimento dei bisogni del bambino.

2.      Il sapore del liquido amniotico
Mentre l'ecografia è alla base di moltissime conoscenze sul feto e su come" si comporta" nel pancione, per capire che cosa gli arriva del mondo esterno sono stati ideati vari esperimenti.
L'ambiente sonoro dell'utero è stato per esempio studiato introducendo dei microfoni all'interno della pancia al momento della rottura delle acque. Mentre, per capire quanti sapori e odori arrivino al bambino attraverso quello che la mamma mangia, alcune ricerche sono partite facendo assaggiare a volontari il liquido amniotico. Questi hanno riconosciuto la presenza di aglio, vaniglia, menta, carota che la mamma aveva mangiato.
Questo può spiegare come, una volta nato, il bambino sembra gradire di più quello che ha già "assaggiato" durante la gravidanza.

3.      Più papà meno farmaci
Oggi la presenza dei padri in sala parto è considerata normale, ma non era così fino a poco tempo fa. A farli entrare - per così dire - fu un medico americano, Robert Bradley. Erano la fine degli anni Quaranta, e negli Stati Uniti la maggior parte delle donne partoriva in ospedale sotto l'effetto di forti sedativi.
Bradely volle sperimentare che cosa succedeva se mariti o compagni potevano restare accanto alle partorienti. Le istruzioni erano che i padri dovessero dispensare  incoraggiamenti, lodi e rassicurazioni che mancava poco. Secondo uno studio pubblicato da Bradley nel 1962, con la presenza dei padri in sala parto diminuiva radicalmente il ricorso ai farmaci.
Che fosse del tutto vero o no, la porta da allora è stata più o meno aperta.

4.      Nausea termometro del rapporto di coppia
Lo psicologo americano Gordon G. Gallu ha avanzato una teoria decisamente innovativa, ovvero, che le nausee altro non sono che la fisiologica reazione della donna al liquido seminale dell'uomo. Più il partner è recente e meno la donna ha avuto la possibilità di abituarsi a lui e, secondo lui, le donne che hanno un bimbo con un compagno di lunga data, hanno meno probabilità di stare male.

5.      Anche i feti piangono
Nel 2004 uno studio ha dimostrato per la prima volta la prima prova video di un bambino che "piange" nell'utero e ha davvero cambiato il modo in cui i ricercatori hanno pensato al comportamento, all'attività e allo sviluppo del feto.
È interessante notare che uno dei bambini ha effettivamente mostrato il comportamento di pianto subito dopo l'inizio del travaglio nella madre. Questo ha senso quando ci pensi: il bambino stava iniziando la corsa selvaggia nel grembo materno!
I medici sanno che i bambini sviluppano tutti i prerequisiti necessari per piangere entro 20 settimane di gestazione. A questo punto, il feto ha movimenti respiratori coordinati, può aprire la mascella, fremere il mento ed estendere la lingua. Può anche deglutire. E poiché i bambini nascono spesso anche prematuramente, i medici sanno che già dopo 24 settimane, i bambini possono produrre suoni piangenti e rispondere al rumore nel loro ambiente.
Il pianto è un importante traguardo di sviluppo per un bambino e rappresenta uno sforzo coordinato tra molti sistemi del corpo. Un bambino inizia a sviluppare tutti i suoi sensi, dal tatto, all'olfatto, all'udito e alla pratica dei movimenti anche all'interno dell'utero e ha tutte le capacità per imitare il pianto intorno alla gestazione di 20 settimane.
I bambini imparano a conoscere il mondo che abiteranno fuori dal grembo materno dal loro primo mondo dentro, e parte di ciò comporta la reazione a ciò che accade intorno a loro.

giovedì 19 marzo 2020

Bambini e coronavirus


Bambini e adolescenti reagiscono, in parte, a ciò che vedono dagli adulti che li circondano. Quando i genitori e gli operatori sanitari gestiscono il COVID-19 con calma e fiducia, possono fornire il miglior supporto ai loro figli. I genitori possono essere più rassicuranti di tutte le altre figure che li circondano, in particolare i bambini, se sono meglio preparati.
Non tutti i bambini e gli adolescenti rispondono allo stress allo stesso modo. Alcune modifiche comuni da tenere d'occhio includono:


Fonte: https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/ho-disegnato-una-fiabache-spiega-il-virus-ai-bimbi_1344546_11/


  • Pianto o irritazione eccessivi nei bambini più piccoli;
  • Ritornando a comportamenti che hanno superato (ad esempio, incidenti in bagno o bagnare il letto);
  • Troppa preoccupazione o tristezza;
  • Cattive abitudini alimentari o di sonno;
  • Irritabilità e comportamenti "recitazione" negli adolescenti;
  • Scarso rendimento scolastico o evitando la scuola;
  • Difficoltà con attenzione e concentrazione;
  • Evitamento di attività godute in passato;
  • Mal di testa inspiegabile o dolore al corpo;
  • Uso di alcol, tabacco o altre droghe.


Ci sono molte cose che puoi fare per sostenere tuo figlio:


  •  Dedica del tempo a parlare con tuo figlio o tuo figlio dell'epidemia di COVID-19. Rispondi alle domande e condividi i fatti su COVID-19 in modo che tuo figlio o tuo figlio possa capire in base alla sua età (quando si è piccoli anche troppe informazioni possono essere fonte di ansia).
  • Rassicura tuo figlio o tuo figlio che sono al sicuro. Fai sapere loro che va bene se si sentono turbati. Condividi con loro come affrontare il tuo stress in modo che possano imparare a far fronte a te.
  • Limita l'esposizione
    fonte: https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/ho-disegnato-una-fiabache-spiega-il-virus-ai-bimbi_1344546_11/


    della tua famiglia alla copertura delle notizie sull'evento, compresi i social media. I bambini possono fraintendere ciò che sentono e possono essere spaventati da qualcosa che non capiscono.
  • Prova a tenere il passo con le routine regolari. Se le scuole sono chiuse, crea un programma per attività di apprendimento e attività rilassanti o divertenti.
  • Sii un modello. Fai delle pause, dormi molto, fai esercizio e mangia bene. Connettiti con i tuoi amici e familiari.





Fonte: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/prepare/managing-stress-anxiety.html

martedì 6 ottobre 2015

Cosa sognano i bambini?

Fonte: www.pinterest.com

Un giorno di pioggia come tanti in questo periodo, la mia BimbaGrande mi ha chiesto: "Mamma ma come si fa a sognare?!".
Il sogno accompagna costantemente il nostro riposo durante tutta la nostra vita, anche quando non ricordiamo di averne fatto uno. Esso si produce in una fase del sonno (fase R.E.M.) in cui il cervello manifesta un’attività elettrica molto intensa (a contrasto con il rilassamento muscolare generale che interessa, invece, il corpo), durante la quale onde cerebrali disordinate oscillano da stati di eccitazione a stati di quiete in brevissimi intervalli di tempo. Studi sui neonati hanno dimostrato che essi cominciano a sognare non appena ricevono i primi stimoli dal mondo esterno, ed è provato che ciò avviene già durante la gravidanza. All’interno del grembo materno, infatti, vengono percepiti suoni, intonazioni della voce materna, sensazioni tattili, olfattive e gustative legate alla mamma. Si è potuto verificare che l’attività onirica di un neonato che dorme 18 ore è quantificabile in una media di 8 ore.
fonte: www.pinterest.com
Ma cosa sognano i neonati e perchè? Questo quesito è al centro delle attenzioni di molti ricercatori, ma, non potendo i bambini raccontare ciò che sognano, è comprensibile quanto i contenuti dei loro sogni possano sembrare inarrivabili. Ciò che è molto rilevante e che può essere invece osservato e studiato scientificamente è il comportamento che i bimbi assumono durante la fase R.E.M., nonché la loro attività cerebrale. Sulla base di tali osservazioni possono essere impiantate delle ipotesi sui contenuti e sulla funzione dei sogni dei bambini.
Durante la loro attività onirica i neonati  si muovono molto, agitano gli arti, piangono e si lamentano, palesando una condizione che è stata denominata “pavor nocturnus”, stato di paura notturna della quale non presentano tracce al risveglio. Durante il suo sogno, il neonato assume molto spesso comportamenti simili a quelli che ha da sveglio (rossore del viso, sudorazione e simulazione di suzione del seno materno), come se reiterasse schemi istintivi di emozioni (di reazione emotiva) in risposta a reali situazioni di vita.
I ricercatori hanno, allora, ipotizzato che proprio questa reiterazione durante il sogno abbia la funzione di consolidare quelle tracce che gli stimoli esterni e le prime esperienze del bimbo lasciano nel suo cervello. Durante la fase REM, sembra che la sollecitazione di onde elettriche da parte di alcuni nuclei nervosi iperattivi del cervello vada a riproporre, notte dopo notte, delle situazioni realmente vissute dal neonato fino a fissare nel suo cervello immagini durature.
Da questo punto di vista i sogni svolgerebbero, dunque, la funzione di rafforzare la memoria delle esperienze, e delle associazioni tra di esse, che il bambino fa quando è sveglio. L’attività onirica genera così una prima organizzazione della massa caotica delle informazioni che raggiungono il cervello del neonato durante il giorno, assumendo così un importante ruolo biologico e psicologico nel normale sviluppo del bambino stesso.
E’ molto importante sottolineare le ricadute che queste conclusioni possono avere in ambito educativo. Facendo luce sul ruolo che, sin dalle sue prime esperienze, i sogni ricoprono nello sviluppo del neonato, la ricerca scientifica ci permette di comprendere facilmente quanto l’attività onirica influisca sulla memoria, sulle strutture cerebrali e, più in generale, sulla crescita dei bambini anche in età più avanzata.
I sogni infantili sono inizialmente molto chiari, brevi e coerenti, il loro contenuto è di solito trasparente, ma, man mano che i bambini crescono, la loro complessità aumenta sensibilmente fino ad arrivare, nella fascia d’eta 5-11 anni, al sogno simbolico tipico dell’attività onirica degli adulti.
Contemporaneamente, e fortunatamente, i bimbi con il tempo acquisiscono anche la capacità di raccontare i loro sogni.
Conciliare il bambino con i suoi sogni e predisporlo bene al sonno è fondamentale perché le sue prime esperienze vengano elaborate positivamente a livello emozionaleAscoltare al mattino questi racconti e spingere i nostri bimbi a rappresentarli, ad esempio con disegni, è sicuramente un gioco che può essere molto educativo e divertente.
Non so se lo sapete o se lo avete mai sentito dire, ma i sogni sono stati individuati e studiati per la prima volta da Freud, papà della psicologia, che definì l’attività onirica come “la via regia che conduce all’inconscio”, cioè attraverso i sogni il nostro inconscio trova modo di emergere e di affiorare alla nostra coscienza, comunicandoci sempre messaggi importanti sul nostro modo di essere e su come stiamo nella nostra interiorità. Attraverso i sogni possiamo manifestare anche disagi, conflitti e problematiche, non solo che stiamo vivendo attualmente, ma proiettiamo anche ciò che abita nel profondo di noi, fantasmi del passato e cio che accade nella nostra mente di cui spesso non ne siamo neanche consapevoli.
Questo vale anche per i nostri bambini, se pur in maniera differente e cercherò di spiegarvi come e perche.
Premettiamo che tutti i bambini sognanofin da piccolissimi, solo che prima dei tre anni manca la capacità di raccontare ed è dunque difficile indagare sui loro sogni. Subito dopo, i piccoli fanno dei resoconti, ma spesso la fantasia e il sogno reale s’intrecciano in modo inconsapevole. Secondo Freud, i sogni infantili sono molto chiari, brevi e coerenti. Il loro contenuto è di solito trasparente: si tratta dell’adempimento di un desiderio diurno, o la copia fedele di vicende familiari e scolastiche.
E’ solo dalla terza infanzia (5-11 anni) che inizia a formarsi il sogno simbolico, con messaggi mascherati ed enigmatici come quello degli adulti.
Nei primi due anni di vita infatti, è difficile ottenere un resoconto dei sogni, per cui la valutazione del contenuto onirico è limitata. Sicuramente in questa fascia di età, l’attività onirica svolge un importante ruolo biologico e psicologico nel normale sviluppo del bambino stesso.
E’ facile che il bambino, anche piccolissimo, abbia degli incubi, che non sa nemmeno raccontare. A volte si verificano dei sogni ricorrenti, quasi a riflettere un blocco che non riesce a superare. E’ importante che l’adulto accolga le sue associazioni spontanee, cioè tutte le impressioni che aggiunge di sua iniziativa: farlo raccontare, fargli disegnare il racconto, lasciar emergere senza minimizzare il nocciolo dell’angoscia dell’incubo.
Ascoltare al mattino i sogni dei bambini, senza interpretarli, è un gioco utile: aiuta a valorizzare il sogno e il sonno, e a non averne paura.
Un tempo si alimentavano gli incubi con minacce al momento dell’addormentamento.
E’ importante invece cercare di predisporre dei “sogni d’oro”, con ninnananne rassicuranti, visualizzazioni dei colori preferiti, antidoti magici inventati insieme. E se l’incubo si fa vivo lo stesso, la mattina dopo bisogna disegnarlo il meglio possibile e bruciarlo. Con l’unico rischio che il rituale liberatorio si riveli così divertente da indurre nuove incursioni di mostri per poterlo ripetere.
A circa 3 anni i bambini iniziano a riferire sogni occasionali. Questi sogni possono svegliare il bambino, ma hanno uno scarso contenuto emotivo: riguardano, talora, gli animali o possono contenere rappresentazioni dell’uomo (i genitori) sotto forma di animali. Spesso i sogni riguardano necessità proprie come la fame e la sete.
A circa 4 anni si hanno meno episodi di risveglio a causa dei sogni: il riferimento del loro contenuto è più frequente e la descrizione alquanto realistica, arricchita da elementi fantastici. Si verificano spesso sogni in cui i soggetti sono i compagni di gioco.
Tra i 5 e i 7 anni, i sogni e la loro descrizione diventano più lunghi e di durata simile a quella degli adulti. Il soggetto che sogna ha un ruolo maggiore come personaggio principale; compare la capacità di creare scenari semplici ed iniziano ad avere un contenuto affettivo. Frequentemente sono riportati sogni in cui si è inseguiti, minacciati o incapaci di muoversi. Compaiono figure spettrali o soprannaturali: spesso i personaggi dei sogni si identificano con quelli del cinema e della televisione. Vengono, talora, riportate difficoltà o preoccupazioni personali, ma i sogni sono per la maggior parte piacevoli. Esiste una notevole variabilità nella descrizione dei sogni da un bambino all’altro. A molti bambini piace sognare e riferire i propri sogni; a volte non vogliono essere svegliati e tendono ad addormentarsi per “finire il sogno”.
All’età di 8-11 anni, i sogni sono riferiti spontaneamente dai bambini ed aumenta significativamente la loro partecipazione. In questo periodo i sogni sono per la maggior parte piacevoli, ma possono essere influenzati dai personaggi della televisione o del cinema. I bambini riconoscono ciò e spesso dicono “questo mi farà fare un brutto sogno”; gli incubi si verificano in almeno un terzo di tutti i sogni riferiti. Durante questo periodo di sviluppo gli animali diventano un soggetto meno frequente ed è presente una maggiore varietà scenografica, che rispecchia la conoscenza dell’ambiente durante la veglia: eventi scolastici, sportivi, episodi con gli amici ecc..
La cosa importante è che insegnate ai vostri figli a raccontare cio che hanno sognato perche questo lo aiuta a prendere contatto con il loro mondo interiore e a non averne paura!”
Bibliografia:
- Oliverio, A., “Dentro i sogni dei bambini”, in “Mente e Cervello” n° 58, ottobre 2009
- Gadoni, O., Musso, A., "I sogni dei bambini. Come capirli e interpretarli per crescere bene insieme ai tuoi figli", De Vecchi, Milano, 2004

venerdì 7 novembre 2014

I bambini sono come spugne


"I bambini sono come spugne," lo dicono in molti, e lo ha detto anche il co-autore Andrew Meltzoff, co-direttore della University of Washington Institute for Learning & Brain Sciences, a Seattle. "Imparano non solo dalle proprie esperienze dirette, ma anche dalle interazioni sociali tra altre persone."


L'autore si è detto sorpreso da quanto i bambini, anche piccoli, sono emotivamente "sofisticati".

Lo studio che ha condotto, "dimostra che, anche i bambini di 15 mesi, hanno come delle "antenne" emotive capaci quasi di scansionare l'ambiente sociale, comprendendo e prevedendo le reazioni emotive degli altri", ha detto. "I bambini piccoli hanno una specie di radar emozionale sorprendente."

La squadra di Meltzoff ha condotto un esperimento su 150 bambini, tutti di età compresa tra 15 e i 24 mesi che, seduti in braccio ai genitori, guardarono uno sperimentatore che mostrava loro come utilizzare diversi giochi sonori.

Durante questa esposizione, un'altra persona entrava nella stanza, sedendosi e cominciando a lamentarsi per le azioni dello sperimentatore con i giocattoli.

Successivamente i bambini avevano l'opportunità di giocare con quegli stessi giocattoli. Quando la persona che si lamentava era fuori della stanza o aveva la schiena girata, i bambini rapidamente raccoglievano i giocattoli e copiavano le medesime azioni dello sperimentatore.

Mentre, quando il "lamentatore" guardava i bambini con un'espressione neutra o interessato in altre attività, i bambini attendevano una media di quattro secondi prima di andare a prendere un qualsiasi giocattolo. Essi avevano anche meno probabilità di fare le stesse azioni che avevano visto eseguire allo sperimentatore.

"È interessante notare che i bambini trattano questa persona precedentemente arrabbiata come incline alla rabbia - ossia come qualcuno che potrebbe arrabbiarsi anche con loro, pur non mostrando segni in questo momento", ha detto Meltzoff. "I bambini si ricordano la storia emotiva di una persona."

I ricercatori hanno anche cercato di correlare l'impulsività dei bambini sulla base di questionari compilati dai genitori. Evidenziando come i bambini, con valori più elevati di impulsività, avevano più probabilità di fare ciò che lo sperimentatore aveva fatto senza essere influenzati dal "lamentone". Il ricercatore li definisce come "aratro avanti apparentemente incapaci di determinare e controllare il loro desiderio di imitare l'azione interessante".

Questo risultato appare piuttosto importante in quanto l'autocontrollo può prevedere anche la preparazione scolastica, il rendimento scolastico e la competenza sociale in fasi successive della vita.


E ' incredibile che i bambini, già a 15 mesi, abbiano imparato a combinare spunti emozionali con stimoli percettivi visivi anche di un adulto che non conoscono e che siano capaci di utilizzarli per guidare il loro comportamento.


"Questo studio suggerisce come i genitori devono fare molta attenzione a come i loro bambini stanno imparando da ciò che sta accadendo nel mondo sociale che li circonda", ha detto. "Lo studio suggerisce anche, che i bambini, che sembrano essere impulsivi possono avere bisogno di maggiore supporto nell'apprendimento dell' inibizione dei comportamenti di sola osservazione."

Un punto debole che possiamo rilevare dello studio era che i ricercatori non hanno raccolto informazioni sui conflitti che i bambini possono vivere sia in casa sia altrove.

Meltzoff conclude che è naturale che i genitori mostrino una varietà  variegata di emozioni di fronte ai loro figli, ma se un genitore esprime costantemente la rabbia, un bambino può imparare che le persone sono arrabbiate e forse, che il mondo è un posto di persone arrabbiate ed ostili.

"I bambini che crescono circondati da rabbia costante, possono sviluppare la tendenza a prevedere che tutti intorno a loro reagiscano in modo rabbioso ed ostile", ha detto Meltzoff. "Se i ragazzi prevedono il comportamento altrui come ostile, tendono a aumentare i propri comportamenti aggressivi," spingendo un circolo vizioso malsano.

Il suo team ha in programma uno studio di follow-up per verificare se il comportamento dei bambini a 15 mesi di età predice il loro autocontrollo quando sono in età scolare... chissà cosa emergerà!

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FONTI: Andrew Meltzoff, Ph.D., di lavoro e Gertrud Tamaki sedia dotata e co-direttore, Università di Washington Institute for Learning & Brain Sciences, Seattle; Julie Poehlmann-Tynan, Ph.D., professore e presidente, studi sullo sviluppo e famiglia umana e Direttore del Centro per Bambini & Famiglia Benessere, University of Wisconsin-Madison; Ottobre / novembre 2014 per lo sviluppo cognitivo

Read more at http://www.philly.com/philly/health/kidshealth/HealthDay692916_20141031_Study_Shows_How_Toddlers_Adjust_to_Adult_Anger.html#CGL2QBkJ3mFi0sXL.99

venerdì 21 febbraio 2014

Il bullismo ha effetti nocivi duraturi anche sulla salute dei bambini


Il Bullismo ha effetti duraturi anche sulla salute dei bambini
fonte immagine pinterest
All'Università, dopo aver sostenuto tre esami con la prof.ssa Ada Fonzi, grande teorica italiana del Bullismo, al solo sentire pronunciare bulll..... mi veniva l'orticaria! 
Poi, iniziando a lavorare nella scuola e trovandomi a dovermi occupare e gestire episodi di bullismo ho cominciato ad apprezzare gli insegnamenti della prof.ssa ed a far tesoro delle competenze acquisite, tanto da andare a Milano e frequentare un corso specifico e scoprendo che si tratta di una violenza molto più diffusa, sottesa e dilagante di quanto noi adulti ci rendiamo conto. Per questo, quando ho visto un articolo sul tema in cui si parla addirittura di effetti duraturi sulla salute dei bambini vittime mi sono incuriosita.
Una volta un ragazzino che frequentava la terza classe di un istituto superiore, che mi avevano inviato allo sportello d'ascolto,  mi era stato inviato in quanto le insegnanti notavano un comportamento  ritirato e mostrava delle forti difficoltà a livello scolastico. Dopo alcuni incontri mi raccontò piangendo: di un bullo alla scuola media: "un ragazzo della mia altezza con gli occhi abbaglianti marroni e una testa piena di riccioli, confusi come i suoi sguardi. Aveva 12 anni, e le sue prime parole verso di me erano qualcosa come "ti odio e ho voglia di spaccarti la faccia". 
Non lo ha mai fatto, ma durante tutta la scuola media ho avuto paura che lo facesse davvero, facendo del mio meglio evitarlo,  arrivando a dire ai miei genitori abbastanza spesso che volevo andare a vivere in una un'altra città".


Quel ragazzino magro aveva sofferto nel buio per un tempo che a 12 anni appare l'infinito, probabilmente nessuno ha mai conosciuto il motivo, non ho sofferto alcun effetto sulla salute persistenti, molti ragazzi fanno, come dimostra un nuovo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics .
Sono ormai ben conosciuti gli effetti negativi a livello psicologico (scarsa autostima, basso tono dell'umore, depressione e in casi molto gravi anche suicidio), ma meno conosciuti fino ad oggi gli effetti sulla salute fisica.

Ricercatori provenienti da Ospedale Pediatrico di Boston e altrove hanno seguito quasi 4.300 bambini per un periodo di cinque anni dalla quinta elementare attraverso decimo di grado. Hanno trovato che il 30 per cento di loro era stato vittima di bullismo a un certo punto, mentre coloro che hanno sperimentato il bullismo su base settimanale, avevano più probabilità di essere in cattiva salute mentale-depresso, arrabbiato, ansioso, o triste, rispetto a coloro che non sono mai stati vittime di bullismo.
Inoltre, i bambini che hanno avuto subito minacce dai loro coetanei durante l'intero studio erano i peggiori a livello scolastico. Quasi il 45% di questo gruppo ha avuto anche il peggior stato di salute mentale, rispetto al 31% di coloro che sono stati attualmente vittima di bullismo, e il 12 per cento di coloro che erano stati vittime solo nel passato. Solo il 7% di coloro che non avevano mai sperimentato il bullismo avuto cattive condizioni di salute psicologica.
La ricerca mostra chiaramente gli effetti persistenti sulle vittime di bullismo, ma l'effetto peggiore si ha nel momento in cui il bullismo è continuo e ripetuto nel tempo, come ha sostenuto Laura Bogart (psicologa sociale presso l'Ospedale Pediatrico di Boston).
Negli Stati Uniti, un "Boston Public Schools" ha attuato una serie di programmi anti-bullismo di maggior successo: Un servizio gratuito di 8 sessione di programma abilità di costruzione il sabato mattina rivolti a studenti che sono stati vittime di bulli, quelli che sono stati implicati nel bullismo, e peer leader che potrebbero essere in grado di intervenire e fermare la vittimizzazione. (Un bullo e vittima non frequentano le stesse sessioni di consulenza.) "Abbiamo prove aneddotiche da parte degli studenti che riportano che il programma ha provocato un cambiamento positivo nel loro comportamento e come vengono trattati", ha detto Elgee.
Negli ultimi anni la sensibilizzazione crescente al problema sicuramente riduce la frequenza ma episodi si verificano sempre!
Il bullismo ha effetti nocivi duraturi sulla salute dei bambini
fonte immagine pinterest

Dalla letteratura scientifica sono stati evidenziati i predittori che può essere fondamentale conoscere e considerare in quanto per i nostri bambini, sotto i 6 anni, che spesso ancora non hanno subito episodi di vero e proprio bullismo e che quindi sono nella fase della vita in cui gli interventi precoci fanno la differenza, infatti, può essere fondamentale fornire loro tutti gli strumenti affichè non cadano in questa trappola "letale" che potrebbe condizionagli tutta la loro vita ed anche la loro salute. 


martedì 18 febbraio 2014

Mini-guida all'interpretazione dei disegni: prima parte il disegno dell'albero

Ogni disegno è l'espressione della persona che lo realizza, ogni tratto ha una sua connotazione precisa... ognuno è l'artista di se stesso.
Partendo da questa consapevolezza ormai di granlunga condivisa, voglio realizzare una piccola guida per i miei genitori attenti e curiosi che vogliono  comprendere i disegni dei nostri piccoli grandi artisti. Con questa guida che realizzerò in più momenti, vorrei fornire dei suggerimenti per comprendere meglio i disegni dei bambini, consapevole che si tratta di un approccio “leggero” e sicuramente molto approssimativo, infatti i tecnici che riescono a utilizzare lo strumento dell'interpretazione svolgono uno specifico training e valutano la storia del bambino nel suo complesso. Senza questa consapevolezza saremo come un metereologo che guada il cielo da un buco e vede a malapena una nuvola ed a lui si chieda che tempo fa...
Con questo strumento, possiamo solo capire meglio lo stato d'animo che vive nostro figlio, oppure cosa lo sta preoccupando o che caratteristiche sta manifestando...
I disegni dei bambini sono veri e propri test proiettivi, ossia delle rappresentazioni in cui i bambini proiettano, appunto, se stessi ed in cui possono manifestarsi le tematiche inconsce generalmente di natura affettiva. Per questo, grazie alla conoscenza approfondita di queste tecniche si può avere una visione complessiva degli stati emotivi del soggetto, del suo modo di relazionarsi con le persone e con il mondo, dei suoi desideri e delle sue paure. E come tali possano essere espressione di una fase transitoria, come una fotografia che immortala un attimo di una vita e non necessarimante rappresenta l'interezza.. quindi cari genitori buon lavoro!

Ci sono vari test proiettivi di tipo grafico, quelli che in questo blog vorrei approfondire sono:
  1. Disegno di scarabocchi
  2. Disegno della figura umana;
  3. Disegno della famiglia;
  4. Disegno della casa,
  5. Elementi aggiuntivi (sole, animali e figure meccaniche...)
  6. Disegno dell'albero... da cui iniziamo oggi...

DISEGNO DELL'ALBERO

il test dell'albero
L'albero è il simbolo dell'uomo ed è utile per giungere alla descrizione della personalità di ognuno.
Per avere un valore significativo dall'interpretazione del disegno i bambini devono avere almeno 4 anni, ossia in una fase in cui la personalità stessa si è strutturata.
La prima valutazione parte dalla considerazione del disegno nella sua globalità, ossia nel valutare l'impressione che comunica: armonia, equilibrio, fretta... solo successivamente è utile passare all'analisi dei particolari.

Occupazione dello spazio: valutare la posizione dell'albero sul foglio che simboleggia il “sentirsi”, infatti,
  • se grande e riempie tutta la pagina, può significare megalomania, mancanza di limiti, ma anche mancanza di inibizione, entusiasmo, generosità (non legato alle cose, regala facilmente I suoi giocattoli), un bambino che vuole sempre stare in compagnia.
  • se piccolo, può rappresentare un boambino introverso che predilige giocare da solo e non sisceglie amici chiassosi, non disdegna le coccole. Ma va valutata anche la collocazione nella pagina: in alto manifesta una naturas fantasiosa, idealista e sognatrice; se al centro del foglio denota un bambino che ha bisogno di sentirsi ancora al centro dell'attenzione (una caratteristica tipica dei bambini molto piccoli); in basso con tanto spazio sopra invece, è molto frequente nei bambini piccoli e può indicare insicurezza, se permane fino all'adolescenza c'è da domandarsi se il bambino si sente pronto ad affrontare il contesto sociale al di fuori della famiglia, senza rassicurazioni e protezioni.

Poi si passa alla valutazione degli elementi fondamentali:


Radici 
 sono uno degli elementi più significativi da analizzare perchè simboleggiano l'affettività, sono associate alla Terra che nutre, è la parte fondamentale attraverso cui l'albero è sostenuto e ancorato al terreno. Esse ci riconducono al mondo delle emozioni, al legame che si stabilisce tra le radici (la madre) e il tronco (il bambino). Questa zona oscura e nascosta nel terreno gli fornirà il vigore necessario per affontare la vita, può anche indicare il tipo di attaccamento. Se sono grosse o se affondano nel terreno sono un indice di buon adattamento.
Un albero con tante radici è l'espressione di un forte attaccamento del bambino alla madre ed ai familiari dai quali trae sicurezza. Ciò gli permette di avere un buon adattamento e di non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà della vita. Mentre un albero senza radici è un albero che la terra sostiene ma non nustre e può indicare un bambino che vive un'insicurezza emotiva ed a cui basterà una folata di vento per cadere e che per questo vive una sensazione di fragilità: se il bambino non si è sentito rassicurato nei primi anni di vita potrà vivere gli insuccessi scolastici con difficoltà e un senso di inadeguatezza.



Tronco 
 rappresenta l'Io e la percezione che il bambino ha di sè. Un tronco esile denota poca resistenza di fronte alle difficoltà e un bisogno di aiuto e protezione. Un tronco grosso e ben delineato rappresenta un bambino che ha una buona stima delle proprie capacità. Un tronco ben marcato è anche indice di forza fisica.
a) Un fusto disegnato a tratti dritti che poggiano sulla base del foglio è normale in bambini piccoli, ma se permane oltre 12 anni può essere un sintomo di immaturità emotiva.
b) Una base allargata solo a sinistra può essere l'indice di inibizione, e può essere interepretato come attaccamento al passato, rappresenta una persona poco capace di svincolarsi.
c) L'allargamento del fusto a destra può indicare diffidenza e prudenza.
d) Infine il fusto cuneiforme che restringe verso la chioma è normale fino ai 6/7 anni, ma se perdura può essere il segno di un leggero ritardo, ed anche una persona pratica, semplice e concreta.
Un tronco con un contorno diffuso (tanti tratti fini) può essere l'indice di un bambino sensibile, ma anche che vive una sensazione di incertezza e di senso del limite non del tutto definito.


Chioma 
Rappresenta l'integrazone di rami e radici e simboleggia la proiezione che il bambino fa verso l'esterno: i rami si dilatano e si espandono a partire dallo spazio dell'Io. Per questo segnalano l'apertura o la chiusura verso la comunicazione, l'adattabilità e la solidarietà. La chioma rappresenta anche la capacità del bambino di ridimensionare il proprio egocentrismo (rappresentato da un tronco imponente).
La chioma è adatta a rappresentare gli stati d'animo.

Il primo elemento da valutare è l'armonia della coordinazione dei rami:
a) Armonica è sintomo di chiarezza, allegria e tranquillità...troppa tranquillità negli adulti può rappresentare un pensiero rigido, incuranza e conformismo;
b) Disarmonica può rappresentare un bambino irrequieto ma aperto;
c) Apparentemente casuale può denotare distrazione, superficialità e mancanza di controllo (facilmente presente nei disegni dei bambini più piccoli).

Il secondo elemento da valutare è la forma della chioma:
a) Sferica: equilibrio senso delle regole
b) Ad arcate: una chioma rappresentata da tante arcate può essere indice di una persona capacedi delicatezza;
c) Concentrica: può rappresentare un bambino chiuso, poco propenso a volgersi all'esterno;

d) Ricciuta: è indice di movimento, può rappresentare un bambino che ha la tendenza ad essere allegro e socievole, oltre che loquace.
e) A groviglio di linee: questo elemento ricorda lo scarabocchio dei bambini piccoli e può indicare la percezione del bambino di elementi poco stabili.
f) A sacco: può essere presente nei bambini con una forte insicurezza e con poca grinta, poco capaci di sfruttare tutte le loro potenzialità.
g) Appiattita: questa può essere l'espressione di un senso di inferiorità del bambino, ma anche un senso di oppressione e inibizione...forse vive in un contesto con regole troppo rigide.

il test dell'albero


Se nel disegno sono presenti elementi di arricchimento come fiori, foglie e frutti, anche questi hanno un significato che varia in base al genere del bambino che le disegna.
a) Foglie: vengono disegnate a tutte le età, ma sono più frequenti nei disegni femminili e possono indicare un bambino gioioso che osserva I particolari, ma anche che può aver bisogno di riconoscimento.
b) Fiori: anche in questo caso, sono più frequenti nelle femmine e rappresentano un'atmosfera di gioia, di cura per l'esteriorità e voglia di apparire.

c) Frutti: sono il simbolo della sostanza, concretezza e sono molto frequenti nei disegni fino ai 18 anni, con la maturazione tendono a presentarsi con minore frequenza, tanto che negli adulti assumono un significato diverso (desiderio di guadagno e successo, impazienza, eagerazione..).

E poi nel disegno ci sono elementi unici del bambino che disegna, quelli sono la “firma” dell'autore e hanno un significato importante da decodificare. Questi possono essere:
a) Nodi e nidi sul tronco: possono indicare il bisogno di protezione del bambino, ancora molto legato alla madre in cui cerca rassicurazioni per esprimenre le sue potenzialità. Può essere un bambino da “scoprire”, che tende a rimanere nascosto nel suo nido. Predilige giocare in piccoli gruppi e in ambienti sereni e calmi.
b) Il sole rappresenta la figlura paterna, se grande e con I raggi può indicare una figura presente che sostiene e “riscalda”, se posto vicino all'albero può essere la richiesta al padre di essere più presente e di occuparsi più attivamente del “giovane albero”.
c) Funghi, erba e lumachine: esprimono fantasia, sensibilità e dolcezza, possono essere uno degli elementi che si manifestano all'inizio dello sviluppo sessuale del bambino. E allo stesso tempo possono indicare che il bambino ha un rapporto armonioso con la sua famiglia e il suo ambiente. 

Quindi fatemi sapere com'è andata!!

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