Visualizzazione post con etichetta infanzia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infanzia. Mostra tutti i post

lunedì 13 luglio 2015

Il dono più grande

Il dono più grande che possa farti?
Regalarti un'infanzia piena di allegria e affetto, 
perchè crescendo, quando la ricorderai 
e ti volterai a guardarla
ti avvolgerà un pensiero di nostalgia,
come un abbraccio intenso e lontano.
Sorriderai felice per averla vissuta,
tracciando la tua strada in avanti.

fonte: www.pinterest.com

venerdì 14 marzo 2014

Un compleanno fai da te

Un compleanno fai da te www.pinterest.com
Da quando sono entrata a far parte del mondo dei "genitori" sono stata proiettata, via via che, soprattutto la BimbaGrande sta crescendo, nel "favoloso mondo dei compleanni", di cui come figlia non avevo nessuna esperienza, se non da adulta o quasi...
Si comincia a festeggiare in modo "grandioso" i compleanni dei bambini già da quando hanno uno o due anni... per poi arrivare a cinque o sei ancora più organizzati e strutturati... chissà quando festeggeranno i fatidici 18 anni cosa si potrà fare!!
Questo favoloso mondo (di cui anch'io collaboro alla realizzazione) da una parte mi entusiasma, dall'altra mi spaventa un po', pensando al fatto che spesso si tratta di bambini piccoli che non capiscono tutta la confusione che li circonda, troppa gente, troppi regali...
Questa riflessione mi è nata quando ho festeggiato i due anni del Piccoletto con un festa dove, avevo perso il controllo delle persone che avevo invitato... e mi sono trovato un numero imprecisato di bambini e genitori nella stanza che avevo fissato, che per fortuna era grande... Guardando quello che ero stata in grado di organizzare, con fatica e impegno, ero soddisfatta: c'era la musica, dolcetti, schiacciatine, tante persone che non rivedevo da qualche tempo che chiacceravano, l'animatrice vestita da clown che costruiva animaletti con i palloncini... ma in quella confusione per un attimo PANICOOO...."dov'è il Piccoletto?!" SPARITO... non riuscivo a trovarlo da nessuna parte... poi qualcuno vedendo spuntare due scarpine n. 21 da sotto un tavolo, sbirciò e lo trovammo nascosto sotto un tavolo a giocare con delle costruzioni che qualcuno gli aveva regalato... tranquillo e da solo...
Un compleanno fai da te www.pinterest.com
Da questo attimo, apparentemente insignificante ma per me emblematico è nata l'idea di questo post: un compleanno fai da te... semplice e soprattutto centrato sui bambini! ... E poi la mia indole di creativa mancata fa il resto!
Quindi prima di iniziare è fondamentale valutare alcuni aspetti, perchè organizzare una festa non è facile e scontato, ma occorrono alcuni accorgimenti e attenzioni:

Valutare bene il numero degli invitati in base allo spazio disponibile: i bambini hanno bisogno di muoversi e non ce la fanno a stare in posti troppo affollati e soprattutto pensate a quanti bambini che piangono e urlano  insieme riuscite a tollerare.

Che età hanno i bambini? Fino a due o tre anni i bambini non hanno grande interesse nel "giocare insieme" (fa parte del periodo della loro crescita), quindi è del tutto inutile pensare di organizzare momenti di gioco insieme, perchè sono più attratti da altre cose. 
Cosa ben diversa dopo i 3 anni o per bambini della scuola primaria.
Un compleanno fai da te www.pinterest.com

Che tipo è il mio bambino? E' indispensabile considerare in che tipo di situazioni si trovano a loro agio, senza volerli forzare e proporre qualcosa che piacerà solo a noi! I miei bimbi hanno un'indole riservata, quindi buttarli in una stanza con tanta gente che fa confusione e che conoscono poco li metterà a disagio e finiscono per rimanere in braccio tutto il tempo, ma se bambini che sono i bambini i primi a buttarsi nella mischia la cosa cambia molto...

Il buffet. Senza impazzire a comprare o preparate chissà quali leccornie che i bambini poi guardano e non mangiano, di solito la buona vecchia schiacciata con la mortadella o la pizza funziona benissimo!!
Ma se siete dei creativi anche in questo, potete sbizzarrirvi con le presentazioni, non bisogna dimenticarsi che anche l'occhio vuole la sua parte e che si tratta di bambini!! Quindi anche cupcake colorati, biscotti con "pippicolorati", ecc. andranno alla grande!
Senza dimenticare i grandi... una ricettina semplice: biscotti pinoli e gorgonzola..


Un compleanno fai da te www.pinterest.com
Preparare una bella tavola: parola d'ordine colore! Anche in questo caso, senza spendere una fortuna in piatti e bicchieri di carta, si può giocare sugli abbinamenti di colore, 


Farsi aiutare!  Se i bimbi sono piccoli e numerosi e se pensate di organizzare un'animazione senza genitori in giro. E' indispensabile l' aiuto di un’altra persona adulta. E' impensabile di riuscire a fare insieme l'animazione, sistemare il buffet, chiaccherare con la mamma di turno, consolare un bambino piangente.... Potete chiedere la collaborazione di un adolescente, di un’altra mamma . In questo modo i bambini saranno sotto controllo e potremmo anche goderci la festa!




L'animazione. Dopo questa esperienza ho deciso che chiamare un animatore specializzato non serve ai miei bambini che sono in grado di divertirsi molto bene anche da soli, ma se si volesse creare delle occasioni per divertirsi ancora di più, ecco alcune idee semplici, ma vi assicuro di successo!!

  • Angolo del disegno dove mettere pennarelli, fogli bianche e con figure da colorare dei loro cartoni animati preferiti. Questo spazio è utile sia per calmare i bambini, sia per quelli più tranquilli che qui possono trovare un angolo per loro. E poi, alla mia BimbaGrande piace tantissimo disegnare e le piace farlo ancora di più con le sue amiche. In una festa la scorsa estate avevo messo in giardino su un pannello molto grande di compensato  (1,5 mt. X 2,5 mt.) un foglio di carta da pacchi bianca e avevo messo a disposizione dei bambini i colori a dita... ovviamente a fine attività lavaggio completo!
Un compleanno fai da te www.pinterest.com
  • Angolo delle costruzioni. dopo il compleanno del Piccoletto, questo spazio non mancherà mai nelle mie feste, ovviamente le costruzioni variano in base all'età dei bambini... non darei mai un pezzettino della Lego per giocare ad un bambino di due anni, ma nemmeno un pezzo gigante ad uno di 7 anni.
  • Piscina gonfiabile: questa possibilità può essere sfruttabile ovviamente solo da chi ha uno spazio esterno sicuro e in estate... ma vi assicuro che i bambini si divertono un mondo...si rinfrescano se fa caldo e brontoleranno quando sarà il momento di uscire!! In questo caso l'unica attenzione ovviamente sta nell'avvertire i genitori prima affinchè portino costume e asciugamano... e soprattutto dal momento che penso che in pochi abbiamo la possibilità di utilizzare una piscina olimpionica, è necessario fare attenzione affinchè il numero dei bambini non sia eccessivo.
  • Angolo delle bolle di sapone.
  • Proposte di gioco senza essere animatori... solo genitori creativi e coinvolgenti: sul web ci sono tanti siti che propongono giochi per tutte le età e per tutti i bambini, ad in cui vi rimando
  • Angolo del trucco. Sia che siano maschi o femmine adoreranno questo spazio, dove se i bimbi sono piccoli è meglio che sia gestito da un adulto... una nonna o una zia si potranno improvvisare truccatori, con polveri colorate, e colori per il viso, disegnando farfalle, ragni, stelle, scritte...
  • Angolo della realizzazione di oggetti di carta (corone di principesse, bruchi, farfalle....) che poi i bambini potranno portare a casa come regalo.
  • "Musica maestro" se la festa vive un momento morto la musica di sicuro la può rivitalizzare, ai bambini spesso piace ballare. Ovviamente la musica deve essere adatta all'età dei bambini.
Ricordatevi che per far tutto questo al meglio occorre partire per tempo nell'organizzazione.

Tra un po' sarà il quinto compleanno della mia BimbaGrande e sto meditando di organizzare qualcosa con questi ingredienti!

sabato 8 marzo 2014

La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti!

pinterest.com: La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti

Quando si scrive delle donne bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle. (Denis Diderot)


Oggi è la festa delle donne... vorrei non ci fosse un giorno per ricordarsi delle donne... ma fino a quel momento sfruttiamo le occasioni per ricordare le tante.. troppe donne che subiscono violenze fisiche, psicologiche, economiche e quanto di più orribile esiste e fa male al cuore!

Le statistiche relative alla frequenza sono impressionanti e fanno riflettere su quanto dolore sommerso e inconfessato esiste intorno a noi... e che soprattutto, se subito da bambina, ogni donna crescendo si porterà dentro e la segnerà per sempre.
Alcuni studi hanno dimostrato che le "ferite psicologiche" di un trauma grave come questo portano a modificazioni celebrali!

Diversi studi hanno dimostrato la correlazione tra un ridotto volume dell'ippocampo (-5%)  nelle donne che sono state vittime di abusi sessuali durante l'infanzia .

La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti!
Gli stessi risultati si sono osservati nei veterani con disturbo post traumatico da stress e suggeriscono che la diminuzione della dimensione dell'ippocampo può essere sia una conseguenza di esposizione al trauma e un fattore di rischio per lo sviluppo di complicanze psichiatriche in seguito all' esposizione al trauma.

Conoscere e parlarne distrugge l'omertà e l'accondiscendenza di cui si nutre questa violenza!

Per questo vorrei rilanciare una  campagna di sensibilizzazione che mi è piaciuta:


domenica 2 marzo 2014

L'esposizione a problemi comuni familiari nell'infanzia e nella prima adolescenza influenza lo sviluppo cerebrale

L'esposizione a problemi comuni familiari nell'infanzia e nella prima adolescenza influenza lo sviluppo cerebrale

foto estratta da pinterest 
Da psicoterapeuta familiare convinta mi hanno molto colpito i risultati di una ricerca che analizzava gli effetti nocivi sullo sviluppo del cervello sui bambini e adolescenti... spesso come genitori non pensiamo che i nostri comportamenti possano influenzare lo svilupo psichico e fisico dei nostri figli, invece, nel bene e nel male abbiamo una grande responsabilità che occorre usare con attenzione.

Una nuova ricerca ha rivelato che l'esposizione a problemi comuni familiari durante l'infanzia e la prima adolescenza influenza lo sviluppo del cervello, che potrebbe portare a problemi di natura psichiatrica nella vita futura...

Di sicuro non sono per tenere sotto una campane di vetro i bambini che comunque vivono in un mondo dove i conflitti esistono, ma sicuramente quando questi bambini sono ancora piccoli, non hanno gli strumenti sufficientemente strutturati di comprensione ed elaborazione, quindi è necessario fare molta attenzione... penso ai genitori separati, che possono esprimere rabbia, tensioni e dolore anche di fonte ai figli, che ne risentono!

Uno studio condotto dal dottor Nicholas Walsh, docente di psicologia dello sviluppo presso l'Università di East Anglia (UEA), utilizzando la tecnologia di imaging cerebrale, per analizzare gli adolescenti di età compresa tra 17-19, ha riscontrato che, coloro che hanno sperimentato difficoltà familiari da lieve a moderato nel periodo compreso tra la nascita e gli 11 anni, avevano sviluppato un cervelletto più piccolo, ossia l'area del cervello associata con l'apprendimento di abilità, regolazione dello stress e del controllo senso-motorio. Inoltre, i ricercatori suggeriscono che un cervelletto piccolo può essere un indicatore di rischio di malattie psichiatriche in età più avanzate.


Questo risultato sembra eclatante e stacca con gli studi precedenti, che si sono concentrati prevalentemente sugli effetti di gravi trascuratezze, abusi e maltrattamenti nell'infanzia sullo sviluppo del cervello.

Mentre questa ricerca ha voluto evidenziare come anche l'esposizione a forme più comuni, ma relativamente croniche, di problemi familiari abbia un effetto decisamente negativo anche su soggetti apparentemente sani.

Nell'indagine si consideravano come "lievi e moderati problemi familiari" la tensione tra i genitori, l'abuso fisico o emotivo, la mancanza di affetto o di comunicazione tra i membri della famiglia, e gli eventi che hanno avuto un impatto concreto sulla vita familiare quotidiana e potrebbero aver portato a problemi di salute o di scuola.

Dr Walsh, dalla Scuola di Psicologia della UEA, ha dichiarato: "Questi risultati sono importanti perché l'esposizione alle avversità nell'infanzia e nell'adolescenza è il maggiore fattore di rischio per la malattia psichiatricache si potrebbe manifestare in periodi successivi. Negli stati Uniti, le malattie psichiatriche sono un problema di salute pubblica enorme e nel mondo sono la principale causa di disabilità, per questo la ricerca assume una grande importanza.

"Abbiamo dimostrato che l'esposizione durante l'infanzia e la prima adolescenza ha anche da lieve a moderata difficoltà familiari e non solo alle gravi forme di abuso, abbandono e maltrattamenti, possono influire sul cervello del bambino e dell'adolescente in via di sviluppo. Abbiamo inoltre evidenziato come un cervelletto più piccolo può essere un indicatore della salute mentale. Di conseguenza, ridurre l'esposizione ad ambienti sociali negative durante primi anni di vita può aumentare sviluppo tipico del cervello e ridurre i conseguenti rischi per la salute mentale in età adulta.

"Questo studio ci aiuta a capire i meccanismi del cervello che l'esposizione a problemi nella prime fasi di vita porta a problemi psichiatrici più tardi", ha detto il dottor Walsh."E 'avanza non solo la nostra comprensione di come l'ambiente psicosociale generale influisce sullo sviluppo del cervello, ma anche suggerisce collegamenti tra regioni specifiche del cervello e dei singoli fattori psicosociali ".


Giornale di riferimento :
  1. . Nicholas D. Walsh, Tim Dalgleish, Michael V. Lombardo, Valerie J. Dunn, Anne-Laura Van Harmelen, Maria Ban, Ian M. Goodyer generali e specifici effetti delle prime fasi di vita avversità psicosociali sul adolescente volume della materia grigia . NeuroImage: Clinica , 2014; 4: 308

martedì 4 febbraio 2014

La psicoanalisi delle fiabe

fonte: www.arteide.it
Alla mia BimbaGrande piace tanto andare in biblioteca e fare la carica di libri, tornare a casa e leggerli insieme...in questi pomeriggi di pioggia mentre il Piccoletto dorme tranquillo e ci lascia un po' di tempo per Noi.
E' da qui che è nata la mia curiosità per le fiabe... mi ricordo che anch'io quando ero piccola adoravo ascoltarle, immergermi nel loro mondo... mi piaceva la sensazione di spavento che facevano vivere... e non sospettavo quanta psicoanalisi vi si potesse nascondere... e se riuscirete a leggere tutto il post scoprire alcuni aspetti molto sorprendenti.
Infatti, quando un autore scrive un racconto o una fiaba parla delle sue emozioni, dei vissute e delle paure sia razionali che soprattutto irrazionali e inconsce, per questo la psicoanalisi può essere uno strumento efficace per comprendere questi racconti.
"Capire qualcosa di sensato e rigoroso sulla fiaba e sul mito è un'impresa ardua, inversamente proporzionale alla gioiosa facilità con la quale ognuno può fruirne"
 Gli elementi inconsci invadono la coscienza senza "filtri" e senza "controlli" e possono essere individuali o legati alla cultura e storia dei popoli (Archetipi). Entrambi questi elementi costituiscono una forza impetuosa e dominante per la psiche umana e possono portare le persone a grandi risultati personali o collettivi.
Nella fiaba, sia che venga scritta da uno specifico autore, o soprattutto, che sia frutto di un sapere popolare che esprime e riporta la tradizione di un popolo su cui vengono proiettati gli elementi dell'inconscio personale e gli archetipi dell' inconscio collettivo.
E proprio nel la fiaba come nel sogno, gli archetipi assumono forma e si manifestano in immagini e in rappresentazioni.
Ma la storia raccontata in una fiaba è ancora qualcosa di più importante: è la storia della psiche che , attraverso una serie di eventi, a volti pieni di rischi e pericoli, raggiunge una meta, un traguardo, un obiettivo. La fiaba diventa la metafora della storia della vita della psiche: narra le vicende, le peripezie, i tormenti, i dolori attraverso i quali la psiche giunge infine alla sua piena maturazione, liberandosi dai complessi che l'avvolgono e la mettono a dura prova, e nutrendosi della forza degli archetipi finiscono con il fortificarla.

Di recente ho letto alcune fiabe antiche dei secoli scorsi (http://www.alaaddin.it/_TESORO_FIABE/FA_1996/FA_Index.html) e questi elementi si trovano molto forti! Sono rimasta molto sorpresa dalla violenza di alcuni racconti che dovrebbero essere rivolti ai bambini di quel tempo...
A livello teorico, nella fiaba gli eventi sì snodano in quattro tempi:
1.Il primo riporta il luogo, il tempo, i personaggi principali, l' inizio dell'azione: 
2. Il secondo tempo è dedicato allo svolgimento dell'azione, con intrecci, avventure, episodi, fatti di ogni genere.
3. Il terzo è quello della crisi, momento culminante in cui il soggetto si trova di fronte ad eventi catastrofici ed apocalittici che possono distruggerlo, 
4.L'ultimo è la ''lisi" durante la quale il protagonista viene fuori dalla vincitore e risanato.

Il bambino che legge la fiaba, o che l'ascolta, partecipa con tutto se stesso alla storia, anche se avverte In modo non chiaro e consapevole questo: in qualche modo ogni storia parla di lui! E' la storia della sua psiche, con tutti i conflitti interni di cui spesso egli è in balia, conflitti che non riesce a razionalizzare, a capire, a comprendere, che coinvolgono il protagonista e gli altri personaggi.

Cosicché attraverso 'L'IDENTIFICAZIONE' con i personaggi della fiaba egli riesce a vivere tutte e situazioni conflittuali, angoscianti, ansiose, e alIa fine, si lìbera da tutti quei sentimenti ed affetti negativi che lo avvolgono come una spirale di nebbia e che vorrebbero trascinarlo verso abissi profondi e sconosciuti. La ripetizione infinita di cui solo i bambini sono capaci (la mia BimbaGrande ha visto circa 30 volte il cartone animato di Cenerentola... credevo di non sopravvivere!) ha esattamente questa funzione.
Un altro elemento che caratterizza le favole è la TRASGRESSIONE: che trascina il protagonista in sventurate vicende.
Da un punto di vista della psicologia del profondo, la trasgressione comporta l'inizio di una specie di immersione prima nell'inconscio personale, durante il quale il soggetto percepisce le forze contrastanti dei propri conflitti interni, mentre appaiono delle figure che sono rappresentazioni di elementi psichici che provocano al nostro protagonista "paura "e "panico".
Successivamente l'immersione va verso gli elementi dell'inconscio collettivo: l'immersione è una regressione verso l'inconscio trans- personale, negli Archetipi del collettivo.
Questo regredire è anche reso concreto, in molte fiabe o in molti racconti, dagli eventi che il soggetto vive... per capire meglio faccio degli esempi: 
Pinocchio passa attraverso varie fasi e il suo discendere verso stadi inconsci è progressivo:prima l'incontro con Mangiafuoco, poi il viaggio nel Paese dei Balocchi, infine l'essere inghiottito il venire incorporato, l'essere immerso nel ventre della balena.
Cappuccetto Rosso sarà ingoiata dal lupo.
L'immersione nell'inconscio personale porta il soggetto verso situazioni d'animo ansiose mentre l'immersione nell'inconscio collettivo lo porta a fasi disperate, angosciose ed a stati depressivi.
Nelle fiabe, infatti, si avverte l'ANSIA vissuta dal protagonista, stato d'animo che non ha origine negli eventuali nemici, ma dalle situazioni che vengono vissute come negative per sé e per il proprio IO.
L'ansia è, d'altronde, la paura senza oggetto, la paura della paura, come viene descritta in psicoanalisi. E' quel sentimento ineffabile e intraducibile che afferra Pinocchio (pieno di strani presentimenti) prima di partire per il paese dei balocchi, o quella che prende il burattino mentre aspetta sotto l'albero il Gatto e la Volpe, o quella che afferra Cenerentola quando sta per scoccare mezzanotte.
Un altro elemento che si può rintracciare nelle fiabe è l' ANGOSCIA: in Pinocchio, dopo l'episodio delle gambe bruciate dal fuoco, e poi, quando egli si accorge della sua progressiva trasformazione in asino.
L'angoscia è uno stato d'animo costante che appare in quasi tutte le fiabe famose. L'angoscia porta a stati di depressione psichica che nella fiaba vengono descritti con molta abilità ed efficacia e che porta un'immersione nel racconto.
Dopo l'immersione, arriva il momento della crisi durante il quale il soggetto sta per soccombere e per essere sopraffatto dalle forze negative inconsce: a questo punto appare l'elemento salvifico che porta fuori il protagonista dalla situazione disperata.
Quest'ultima fase, che è quella della "LISI", è caratterizzata anche dalla TRASFORMAZIONE DEL PROTAGONIDSTA.
La trasformazione avviene come effetto visibile esterno: il brutto anatroccolo che si trasforma in cigno, Pinocchio che si trasforma in bambino, Cenerentola in principessa.
La vera trasformazione, tuttavia, è quella psicologica interna del soggetto che assume consapevolezza di sé e rinasce " a nuova vita".

La fiaba è simile anche alla storia di una cura psicoanalitica, la storia di una nevrosi in cui tutto ciò che è interno al soggetto viene sperimentato attraverso l'immersione nell'inconscio personale e in quello collettivo.
E nei sogni o nelle fantasie, nei ricordi del soggetto prendono corpo gli incontri con le figura archetipiche, alcune distruttive, altre numinose ed inebrianti, benefiche e soccorrevoli.
La soluzione della fiaba è la storia di una guarigione psichica che si attua sino alla rinascita, alla trasformazione del soggetto che può tornare a governare i moti della sua psiche e di conseguenza gli eventi della sua vita, pieno di nuova energia, capace ora di affrontare il mondo con serenità, con forza, con coraggio e determinazione.
Per questo i bambini vedono per molto volte lo stesso cartone animato o vogliono ascoltare la stessa fiaba...la vogliono fino a che non riescono ad arrivare a questa elaborazione!
Gli effetti benefici della fiaba sono incalcolabili. I bambini sono attratti dal racconto e passano da una fase all'altra rivivendo nel protagonista gli eventi psicologici, indistinti ed ancora ignori, ma già costellati dalle situazioni della vita quotidiana che essi vivono spesso in modo drammatico e con grande timore. In tal modo esorcizzano il male, allontanano gli elementi nefasti e pericolosi, ponendo le basi necessarie, per realizzare la maturazione della propria personalità.
Gli effetti catartici e liberatori dovuti alla fiaba costituiscono la più valida forma di psicoterapia infantile.
Quindi buona lettura!
 
Una mia piccola "pagina" scritta da me su questo argomento è qui:
 



 Per approfondire:

  • Propp V., Morfologia della fiaba, Einaudi Torino 1966.
  • Von Franz M.L., Le fiabe interpretate, Boringhieri Torino, 1969.
  • Bettlheim B., Il mondo incantato, Feltrinelli ed. Milano 1978
  • Freud A. , L'io e i meccanismi di difesa, Martiinellio ed. Firenze, 1967.
  • Freud S., L'ingìtroduzione alla psicoanalisi, Boringhieri ed, Torino, 1974.
  • Freud S., Totem e tabù, Borignhieri ed., Torino 1972

Potrebbe interessarti anche....