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venerdì 9 maggio 2014

Interpretazione del disegno della famiglia



Questo è il disegno che preferisco perchè permette di cogliere tanti aspetti sia personali che relazionali fin dai primi “scarabocchi” che acquisiscono l'identità di mamma e babbo per il bambino che disegna. Oltre al fatto che si possono cogliere gli aspetti che influenzano la rescita del bimbo: la nascita di un fratellino, l'influenza di una figura esterna, la paura di essere abbandonato o messo da parte...
Anche in questo caso il linguaggio non verbale del disegno permette di cogliere una varietà di elementi di cui difficilmente I bambini sono consapevoli e tanto meno possono spiegare. Il disegno ci permette di evidenziare informazioni sulla natura emotiva e sul tipo di relazioni che sta vivendo il bambino.... anche in questo caso si tratta di un “momento”, come quando si scatta una foto, anche il disegno rappresenta quell'attimo e non necessariamente è stabile e duraturo. Con la mia BimbaGrande mi diverto a mettere in fila tutti I disegni della famiglia ed è curioso che una volta ci disegna tutti grandi, poi tutti appiccicati in mezza pagina, poi si scorda le braccia al babbo, la volta dopo si mette vicino al fratellino lontano dai genitori...
Nessuno cresce circondato solo da aspetti positivi ed emozioni “leggere”, quindi è peggio nascondersi e fingere che vada tutto bene, ognuno di noi ha avuto I suoi crucci, le angoscie e le paure... ho scoperto che la mia Bimba aveva paura della pioggia e dei temporali dalla quantità di disegni che produceva sull'argomento ed è stato bello quando gogliendo questo aspetto di cui lei non aveva mai parlato, mi ha guardato e mi ha risposto un leggero “Sì” quasi sollevata.

A differenza degli altri disegni in questo caso è molto importante valutare anche gli aspetti di esecuzione, quindi può essere utile cominciare consegnando al bambino un foglio bianco e tanti colori chiedendogli di segnare la famiglia. Inoltre, in questo caso data la varità degli elementi può risultare più complesso colgiere la globalità del messaggio.. ci vuole un po' di tempo per mettere in relazione tutti I vari aspetti.
E' fondamentale anche osservare:
  • Il tempo di eseguzione
  • la collocazione sul foglio dei vari personaggi,
  • la cura o meno dei particolari,
  • le posizioni dei personaggi tra loro,
  • il primo personaggio che viene disegnato e anche l'ultimo,
  • il primo personaggio colorato,
  • I ritocchi e lecancellature,
  • l'omissione di qualche personaggio della famiglia,
  • l'eventuale aggiunta di personaggi immaginari o animali,
  • le somiglianze tra I personaggi,
  • le espressioni dei volti,
  • la posizione delle braccia, delle gambe e delle mani,
  • le proporzioni tra le figure,
  • il loro abbigliamento,
  • gli squilibri tra lo schema corporeo di uno o più personaggi,


Ovviamente anche il disegno della famiglia evolve nel tempo ossia influisce sostanzialmente al'età del bambino che disegna: un bambino di 5 anni avrà un'identificazione con I genitori maggiore che uno di 10 che cercerà anche altri modelli al di fuori della famiglia che potrà vivere in modo maggiormente conflittuale, senza peraltro esserne meno affezionato.
Nel disegno della famiglia il bamino mostra il suo cammino per sgangiarsi dell'egocentrismo primario per avvicinarsi sempre più all'autonomia.

Quindi cominciamo!

Il personaggio disegnato per primo è quello per cui il bambino mostra una maggiore ammirazione, si identifica con lui e lo imita. Se disegna se stesso per primo questo può essere un segno di egocentrismo e un legame molto stretto con la famiglia (del tutto normale con bambini piccoli) ed il bisogno di essere amato.
Dal lato opposto se un bambino si disegna all'ultimo posto può indicare una svalorizzazione di sè ed una scarsa fiducia nelle proprie capacità, spesso può essere associata ad atteggiamenti di timidezza, chiusura e difficoltà nel manifestare la propria affettività. Oppure se il bambino non si disegna e si esclude dal disegno.

Omettere di disegnare qualcuno o cancellarlo ovviamente indica il rifiuto e conflitto... spesso I bambini non disegnano un fratellino e le cause possono essere legate alla gelosia, al timore che possa diventare più importante di lui e perdere così l'affetto dei genitori.

Aggiungere personaggi rispetto a quelli reali può essere il segnale di un momento di solitudine a cui il bambino vuole compensare. Una volta vidi un disegno di un bambino in cui aveva inserito la figura di “Leo” il suo amico immaginario ed era evidente come questo volesse compensare la sua difficoltà di relazionarsi con gli adulti, avendo vissuto a lungo solo con adulti.

Se le dimensioni di un personaggio sono ridotte può voler dire che il babino lo considera un rivale e tenta in questo modo di sminuirlo.

Se un personaggio invece è spoporzionato rispetto agli atri, può essere interpretato come una figura dominante e opprimente alla quale bisogna ubbidire, per questo, può anche essere un segnale di inibizione, oppure, se supportata anche da altri elementi la figura che ha un posto di privilegio nel cuore del bambino.

Omettere mani e braccia può essere un modo per punire un personaggio minaccioso, ma anche di una sessualità ancora non sviluppata.
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prossimo post: Auguri mamma!
 

martedì 25 febbraio 2014

Interpretiamo i disegni: la figura umana



Interpratazione della figura umana nei bambini
Quando un bambino disegna la figura umana inconsciamente rapresenta proprio se stesso e dei suoi desideri, quindi quale occasione migliore per capirlo?!
Se la figura è collocata bene nello spazio, ossia ben proporzionata e strutturata, significa che il bambino ha avviato una crescita armonica, mentre se disegna un omino piccolo rispetto al foglio, o se il tracciato è debole e tremolante, può significare che ha una bassa stima di sè e si sottovaluta con I compagni.
L'assenza o le cancellature di organi e parti del corpo non è mai casuale, soprattutto se ripetuta in più occasioni è un segnale di insicurezza, che se colti adeguatamente non servono certo per fare diagnosi catastrofiche o evidenziare eclatanti psicopatologie, ma solo dare strumenti al bambino per acquisire maggiore fiducia in se stesso, intervenire su situazioni familiari che possono preoccuparlo... come per esempio la gelosia per un fratellino...

Come al solito per fare “bene” questo test è necessario mettere a disposizione del bambino carta, matite, pennarelli, gomma ecc. E chiedergli di disegnare una figura umana.. poi pazienza... vediamo cosa viene fuori senza cercare di influenzarlo o guidarlo, altrimenti si falsano i risultati.

E' importante considerare che ad ogni età ci sono “prodotti” diversi che evidenziano le fasi di sviluppo. Ci sono diversi libri che indicano le varie tappe (Uomo girino a 3 anni, a 4 anni compaiono la testa, gli occhi e la bocca...) ma a mio avviso si rischia di cominciare troppo presto ad etichettare i nostri figli e inculcargli l'ansia da prestazione se non sono aderenti alle aspettative, rischiando anche di fare paragoni solo scomodi ed inutili... senza contare che ogni bambino ha i suoi tempi per ogni cosa! La mia BimbaGrande non ha camminato fino a 18 mesi, mentre con il Piccoletto a nemmeno 12 mesi correva quasi, ma lei quanto chiaccerava a 2 anni!

Quando si osservano i disegni dei bambini è fondamentale fare attenzione a:
  1. Situare il disegno nel giusto contesto, facendosi raccontare dal bambino;
  2. Considerare che il disegno è come una foto, la rappresentazione di uno stato momentaneo e facilmente transitorio;
  3. Osservare il disegno nel suo complesso (armonico, completo...)
  4. Prestare attenzione ai colori utilizzati (i colori sono vivaci? o c'è preponderanza di colori freddi?)
  5. Valutare lo spazio che il disegno occupa
  6. Sono presenti di animali?
  7. Lo stesso disegno o le medesime caratteristiche si possono ripetere in più occasioni?
Poi, valutare il foglio, immaginandolo diviso in tre parti e osservardo dove si colloca il disegno:

Lato della nostalgia (per il passato)

E' “legato” alla figura materna, al desiderio di essere ancora piccolo e coccolato
La parte centrale del foglio è legata alla realtàLato legato alla figura paterna, guarda al futuro

http://www.tecnologieducative.it/index.php?option=com_content&id=1466
Successivamente, considerare alcuni elementi:
  • Sono importanti le proporzioni e le sproporzioni: tra volto, occhi, bocca.

  • La presenza di un cappello sulla testa può indicare “mascheramento”
  • Il collo è il passaggio tra pensiero e istinto, perciò la sua lunghezza è molto significativa
  • Le braccia: più sono grandi (e aperte) più rappresentano la voglia di aprirsi al mondo
  • Le gambe: se molto lunghe indicano un contatto con il “terreno” (realtà) che è vissuto come faticoso. Possono essere indice di scarso equilibrio.
  • L'assenza di braccia, mani, piedi, bocca... indica aggressività repressa: il bambino tende ad eliminare ciò con cui potrebbe essere aggressivo/fare male
  • Osservare se il tratto è curvo e morbido o spigoloso
    interpretazione della figura umana
Poi si passa all'analisi di ogni elemento del corpo della figura umana, sul web ci sono tantissimi spunti, anche ben curati, per cui ho fatto una sintesi:
  • Testa grande: il bambino, probabilmente, mostra un bisogno di scambio, di comunicazione con l'ambiente che lo circonda. 
  • Testa piccola: in alcuni casi è un segnale di esperienze difficili vissute nella prima infanzia legate a problemi, ad esempio, alimentari (intolleranze, scarso appetito, ecc.). 
  • Collo lungo: manifesta il bisogno del bambino di esplorare la realtà che lo circonda, unito ad una grande fantasia che lo porta in un mondo di sogni.  Fino a 8 anni facilmente non viene disegnato.

  • Braccia lunghe: il bambino mostra la necessità di abbracciare, di comunicare, è un segno di grande affettività (a meno che le mani non siano rappresentate con artigli o pugni chiusi, in questo caso potrebbero nascondere atteggiamenti più aggressivi).

  • Braccia corte: insicurezza, timidezza e bisogno di essere continuamente rassicurato.
  • Assenza di braccia:se in bambini con più di 6 anni, indicano ritrazione del soggetto da ambiente frustrante, timidezza, passività, immaturità. E' una  caratteristica rara in bambini di circa 10 anni e più.
  • Braccia fissate al corpo sono il segno di rigidità, passività.
  • Braccia molto estese e incrociate sul petto  o terminanti col pugno chiuso, sono il tipico atteggiamento di chi attende con sospetto ed ostilità.

  • Mani grandi: caratteristica ambivalente, poiché le mani servono ad accarezzare, ma anche a picchiare. In ogni caso è forte il bisogno di scambio.
  • Gambe lunghe: le gambe sono il simbolo del movimento, ma quando sono molto lunghe potrebbero rivelare il desiderio del bambino di crescere in fretta.
  • Gambe corte: segno di stabilità e robustezza. Il bambino è con i piedi per terra.
  • Presenza di denti: i denti hanno la funzione di rosicchiare, il bambino potrebbe nascondere una rabbia per qualcuno che lo fa sentire a disagio.
  • Orecchie disegnate o ben evidenziate: le orecchie sono il simbolo dell'ascoltare, della curiosità. Il bambino è particolarmente attento alla realtà che lo circonda. Tuttavia, quando sono molto grandi esprimono una svalutazione di se stessi, una scarsa autostima.
  • Occhi piccoli: indicano timidezza e, a volte, anche diffidenza verso qualche adulto. Quando sono disegnati chiusi sono segno di civetteria o narcisismo.
  • Occhi grandi: esprimono curiosità e desiderio di dominare la realtà.
  • La bocca: è la via della nutrizione, dunque rappresenta una forza di crescita. Quando è colorata intensamente di rosso denota, generalmente, una forma di aggressività; quando è disegnata come una linea sottile (normale prima dei 7 anni) è sintomo di insoddisfazione o disappunto; quando non viene disegnata rivela una carenza di affetto.
  • Presenza del cappello: il bambino si sente continuamente sotto l'osservazione degli adulti, i quali probabilmente lo sottopongono a numerosi divieti.
     
  • Gesto curvo nel tratto grafico: il bambino manifesta una grande capacità di adattamento. E' estroverso e socializza facilmente con i coetanei.
  • Gesto angoloso nel tratto grafico: la presenza nel tratto di figure spigolose o geometriche, è solitamente espressione di un bambino tenace, di grande volontà ed è dovuto, in alcuni casi, ad un'educazione abbastanza rigida.
  • Tratto leggero nel disegno: è un bambino generalmente molto sensibile che accoglie ogni stimolo come sollecitazione e crescita.
  • Tratto pesante nel disegno: è un bambino con molta grinta e determinazione che, a volte, agisce in modo impulsivo.
  • Tratto fluido: manifesta, di solito, disponibilità e sicurezza nei rapporti affettivi. Bambino affettuoso e socievole.
  • Forza alternata e/o con chiaro-scuri: il bambino risente di lunghi sforzi ed è facilmente portato alla distrazione. Ha bisogno di essere continuamente rassicurato.
  • Figura colorata con tinte pastello: sono segno di affettività e sensibilità, e, a volte, timidezza.
  • Figura colorata con tinte forti: esprimono sentimenti molto intensi, tra i quali potrebbe esserci anche aggressività e rabbia. 
  •  Realismo usato nei colori: è importante osservare se il bambino ha colorato in modo poco realistico qualche parte della figura umana.
  http://www.blogantropo.it/forum/viewtopic.php?f=142&t=3036 

Successivamente è importante v alutare la presenza di altri "elementi tipici":

ORGANI SESSUALI – sono rari nei bambini, più indicati negli adolescenti.I bambini per diversificare i sessi disegnano piuttosto una capigliatura più abbondante e curata nella donna, i simboli fallici come bastone, fucile, pistola, sigaretta, pipa e cravatta per l’uomo. Oppure possono differenziare i sessi attraverso le caricature, attraverso un personaggio dei cartoni animati, o un pagliaccio, specie i soggetti egocentrici con difficoltà nei rapporti sociali
VESTITI – sono usati in modo limitato dai bambini e servono per nascondere o accentuare alcune parti del corpo. Se nascondono, indicano conflitto relativamente all’area che occultano (di solito la zona genitale), se accentuano indicano narcisismo, apparenza. Il NUDO è disegnato spesso dagli adolescenti che rifiutano la convenzionalità apparente, cercano l’essenzialità autentica nei rapporti umani, sono in opposizione verso tutto ciò che gli adulti gli hanno messo addosso nell’infanzia
TRASPARENZA – è la più tipica forma di espressione del conflitto. La rappresentazione di organi interni è normale nell’infanzia, in soggetti con meno di 7 anni, ed accettabile fino ai 10 anni, anche se in quest’ultimo caso può indicare un disturbo nell’area cognitiva dovuto ad una grossa patologia di natura psicotica. Se la trasparenza è limitata ad una parte, negli adulti, significa povertà di giudizio rispetto a quella parte funzionale. Se invece interessa l’intero disegno, possono esserci profondi disturbi del giudizio che, se non è in relazione con il Q.I. e l’ambiente culturale del soggetto.

Infine, se siete arrivati a decifrare alcuni elementi del disegno di vostro figlio, un aiutino... su ALCUNI TRATTI DEL CARATTERE:
L’emotività si riconosce da:
  • tracciato leggero, esitante, ripreso, a volte tremolante
  • cancellazioni, ritorno su certi tratti e soppressione di altri
  • figura molto piccola o molto grande, con le membra inferiori accorciate ed i piedi piccoli che segnano difficoltà di contatto sociale e sentimenti di inferiorità
  • disegno non centrato, situato verso i bordi del foglio
  • colori dolci, timidi con delle sfumature a volte con del grigio e del nero se la tonalità affettiva è depressa.

La tranquillità e la non emotività si riconosce da:
  • disegni dal tracciato regolare, sicuro, senza interruzioni insolite o tremanti
  • figura disposta al centro del foglio, con proporzioni normali, colori e tonalità media
La dolcezza si riconosce da:
  • tracciato dai segni arrotondati
  • colori dolci, gai, con prevalenza del blu e dell’arancione
  • tratti rivolti verso l’esterno, dolcemente, con spazi per entrarci
  • figura piccola, modesta, e ambiente presente
  • personaggio effeminato e narcisistico
La violenza e l’aggressività si vede da:
  • tracciato angoloso, sicuro, impulsivo o improvviso, spesso coperto di punte
  • il viso esprime collera, con occhio feroce, narici dilatate, labbra spesse, denti presenti o unghie presenti, anche dei piedi
  • spalle larghe e pugni stretti
  • simboli fallici e virili, presenza di armi o gesti minacciosi
  • colori vivi, con prevalenza del rosso e del verde, o il nero ( senso di colpa e sadismo).
Nella gioia è presente:
  • presenza del movimento
  • colori chiari, multipli, vivi e gai
  • braccia normalmente staccate dal corpo, a volte elevate (esuberanza)
  • viso espressivo, con sguardo vivo, fisionomia sorridente
  • simboli felici presenti (sole, fiori…)
La tristezza e l’ansietà si riconoscono da:
  • linee vaghe e decrescenti
  • colorazione ridotta o assente con sfumature o zone annerite
  • lavoro eseguito con lentezza e tendenza a cancellare molto
  • il disegnatore verbalizza su quanto va facendo, esprime riflessioni, si disprezza o si giustifica o si incoraggia
  • figura piccola e talvolta non al centro
  • presenza di più personaggi anziché di uno solo
  • figura spesso più o meno menomata, con tronco e base del corpo assenti, o arti superiori assenti o stretti al corpo, gambe piccole, male appoggiate, bocca lineare, storta a volte in un ghigno, occhi accentuati o assenti
  • preoccupazione di simmetria eccessiva, come in cerca di un precario equilibrio, a volte manifestato dall’inclinazione della figura nella pagina
  • colori freddi, scuri, con il nero che domina con il rosso
  • ambiente spesso assente, esprime solitudine.

L’inibizione si può vedere da:
  • grafismo molle ed esitante, filiforme, tratteggiato
  • colori freddi, tristi o tono pastello
  • disegni piccoli, rudimentali o ossessivi nei dettagli
  • arti stretti al corpo, uomo fisso senza movimenti.

Il soggetto franco ritocca poco il suo disegno e impiega colori netti, chiari.
Invece la tendenza alla dissimulazione, all’ambivalenza, si esprime con:
  • sovraccarico dei colori, in genere scuri e numerose cancellature
  • personaggio avvolto in un mantello con cappuccio, nasconde gli occhi tra i capelli, rappresentato spesso di profilo e a volte di spalle
  • occhi vuoti e bocca nascosta

Il narcisismo si nota da:
  • testa grossa e tratti del viso molto dettagliati, specie gli occhi
  • mediocre rappresentazione delle gambe, specie se di sesso opposto a quella del disegnatore
  • eleganza delle forme, l’interesse per il corpo, il vestiario, i gioielli, gli ornamenti.
    Se il narcisismo riguarda il corpo = tipo introverso, assorto in se stesso
    Se il narcisismo riguarda il vestiario = tipo estroverso, con bisogno estremo di approvazione
Instabilità psicolmotoria
  • figura eseguita molto in fretta, tipo scarabocchio informe
  • tracciato maldestro, asimmetrico e di colore impreciso che oltrepassa i contorni
  • figura raramente completa, con l’aria di gesticolare
  • alberi agitati, fumo a spirale, camini multipli ( paesaggio contaminato dai gesti)
  • colori violenti
Il sentimento di abbandono
Si manifesta con:
  • disegni piccoli, infantili, con incertezza dei piedi, spesso irregolari, assenti, mal posti sulla base
  • schema corporeo mediocre, con viso accentuato nelle proporzioni, braccia tendenti all’orizzonte o in aria, e assenza o debole curvatura delle braccia, assenza di mani
Il sentimento di inferiorità
  • tratto leggero, esitante o appoggiato ma ripreso, raddoppiato, cancellato
  • figura molto piccola o ipertrofica per compensazione
  • andatura della persona goffa, tesa
  • cappello molto ornato, per desiderio di valorizzazione sociale

I sensi di colpa
  • ombre e annerimento delle zone sessuali
  • colori scuri
  • bassa impaginazione
  • mani tagliate e così le braccia
  • piedi anneriti o soppressi
parte tratta da www.opsonline.it

venerdì 7 febbraio 2014

C'è un modo diverso di coccolare I figli e di esperimere la tenerezza se sono maschi o femmine?


Con un Piccoletto e una BimbaGrande in casa, mi sono comunciata a chiedere se ci fossero differenze nella costruzione del nostro rapporto solo per il fatto di essere maschi e fammine, oppure se fossero legate all'età o ad altri fattori.
Ho pensato di affrontare questo argomento, perchè spesso sono le differenze nel rapporto con I figli sono le Innominate, ma, inutile nascondersi ma ci sono.
Questo non vuol dire che le differenze siano nella “quantità” di affetto o attenzioni, ma a livello qualitativo.
www.pinterest.com
Prima ancora di diventare mamma, ho sempre pensato che avrei voluto costruire con I miei bambini un rapporto Autentico, fatto di vicinanza emotiva, supporto, gioco, condivisione di esperienze... questi erano I fiocchini e cuoricini che pensavo prima... ossia quando “Ero una brava mamma prima di avere figli”, e quando I marmocchietti sono arrivati, ho dovuto rivedere un po' le vere possibilità di un rapporto che si costruisce a due, anche se i bambini sono piccoli.
Guidata da questa “visione idilliaca”, ho cercato soprattutto con la mia BimbaGrande, soprattutto da quando ha cominciato a parlare, di entrare di più nel suo mondo e farla partecipe del mio...
Ho cominciato ovviamente per caso, in un periodo che sembrava difficile per lei: le era appena nato suo fratello, non voleva andare all'asilo... mi chiedevo che cosa le passasse per la testa e nell'impossibilità di farmelo dire direttamente, mi è venuta l'idea di un gioco... ovviamente.
Così da qualche tempo, la sera prima di dormire, dopo la favola spengiamo la luce e in un clima di intimità le chiedo “Che cosa ti è piaciuto o non ti è piaciuto oggi”. All'inizio le risposte erano una caramella, il mare, il gelato... poi via via che sta crescendo, sta cominciando a sorprendermi con I suoi 4 anni, dicendomi: stare con te oggi, non mi è piaciuto che mi hai brontolato... e poi lei ha cominciato a chiedere anche a me cosa mi è piaciuto oggi... Per me questa è un'occasione per farla entrare nelle mie giornate in cui non siamo insieme...
Da alcuni studi sembra emergere che la madre, con una bambina, di solito stabilisce un legame più intimo e intenso a cominciare dall'allattamento. Ed anche quando gioca con lei e la coccola sembra crearsi un contatto più ravvicinato, rispetto a quanto non avvenga con il figlio maschio. Con lui stabilisce un legame “speciale”, molto coinvolgente ma più attento alla “separatezza” già fin da quando è molto piccolo.
Sembra che tra madre e figlio si crea una barriera invisibile che impedisce contatti troppo prolungati e intensi. La spiegazione di questo sembra risiedere nel fatto che, a livello inconscio, baci e carezze evochino più facilmente la ripetizione di gesti che appartengano alla sessualità adulta, mentre con la figlia questo non accade.
Inoltre, le coccole fanno parte di uno stile di comunicazione e tendono non solo a cambiare in base al sesso del figlio, ma anche in base all'età. Infatti, man mano che il bambino cresce ed aumenta la distanza tra genitore e figlio, cambia il modo di esprimersi affetto. Il modo di scambiarsi tenerezza è diverso con un neonato e un bambino di 3 o 5 anni.
Nei testi si scrive che nei maschi il “pudore dei sentimenti” diventa più forte dopo I tre anni, ossia nella fase in cui cercano di differenziarsi dalla madre atteggiandosi a “ometti”. Di qui il rifiuto alle manifestazioni d'affetto in pubblico e ai coetanei.
Nelle bambine di solito le manifestazioni di affetto non imbarazzano , al contrario sembrano far parte della “natura femminile” di esperimere più tenerezza.

Chissà se anche con il piccoletto riuscirò a creare queste occasioni di complicità... a prescindere dalle teorie psicologiche credo che molto dipenda dall'indole di mamma "chioccia"...
E voi che ne pensate? Ci sono delle differenze nel rappoto con I vostri figli?

martedì 28 gennaio 2014

“E ora perchè piange?!”

fonte:http://www.nanna.blogmamma.it/
Appena nato il bambino piange, è il suo grido di vita, ma poi la domanda sorge spontanea: “E adesso perchè piange?!”.
Purtroppo i bambini non nascono insieme al loro libretto delle istruzioni e questo spesso li rende mondi sconosciuti a cui spesso non siamo preparati, abituati all'edulcorazione che la nostra società ci propina sulla maternità e l'infanzia, da arrivare al momento di diventare genitori con una visione distorta della realtà ci ci troviamo a vivere! Spesso se dei genitori si trovano a vivere in un isolamento sociale questo evento sono portati a pensare  che questo succede solo a loro, mentre se potessero confrontarsi con altre persone che vivono la medesima situazione le cose cambierebbero molto e riuscirebbero a alleggerire il loro fardello, che il pianto inconsolabile di un bambino riesce a creare!
Per capire meglio il pianto e decifrare un linguaggio sconosciuto è fondamentale differenziare alcuni elementi: l'età del bambino e le condizioni di salute.
Talvolta mi capita di sentire parenti di neonati di pochi mesi che dicono alla povera neo mamma che “se prende in braccio il suo bambino tutte le volte che piange lo vizzierà!”...ma è importante sapere che nei primi mesi di vita del bambino egli non ha ancora una percezione di sè come persona distinta dagli altri, quindi non può fare i capricci! Se piange c'è sempre una ragione, il difficile è capire che cosa vuole.
Purtroppo la cosa difficile è che non esiste una risposta univoca a questa domanda, nè una soluzione universale, per questo fondamentale è l'empatia che una mamma o papà può riuscire a stabilire con il suo bambino, fondamentale per capire che cosa sta chiedendo...
Paradossalmente, a mio avviso non occorre un intervento immediato, ma può essere più utile mettersi in osservazione del bambino (cosa sta facendo, si irrigidisce, ha una forte agitazione psicomotoria...) e soprattutto che tipo di pianto è (ritmico, stizzoso, arrabbiato...). Solo riuscendo a decodificare questo linguaggio senza parole ma universale si avrà maggiori possibilità di rispondere ai reali bisogni dei bambini.
Inoltre, ricordiamo che se pur I bambini non parlano (e anche quando parlano) non riescono a comprendere il nostro linguaggio verbale, ma sono molto competenti a riconoscere il linguaggio non verbale (il tono della voce, la postura...) e anche la coerenza del nostro comportamento rispondendo a quello che vedono e capiscono. Quindi non illudiamoci di porter loro nascondere il nostro vissuto: se il loro pianto che sta facendo arrabbiare perchè sono le 4 di notte e lui non ne vuole sapere di dormire, lo capirà e magari reagirà con rabbia anche lui. I bambini si adeguano ai comportamenti materni, li interiorizzano e li fanno propri.
Infine, vorrei sottolineare come ogni mamma ha il suo linguaggio affettivo che nasce dal passato (quello che ha sperimentato con piacere nella sua infanzia oppure che gli è stato negato) e dal suo futuro (le credenze sull'educazione, le aspettative sul bambino “buono”).
C'è la mamma “nutritiva”che tenderà a calmare il bambino con qualcosa di caldo, offrendo cibo; c'è la mamma “termica” che copre fino agli occhi il bambino  e quella “motoria” che  cerca di calmarlo camminando per tutta la casa e cullandolo al ritmo del suo passo.
E' curioso notare  come le prime risposte materne tendano a conformare i modi con i quali il bambino, più tardi, cercerà di gestire le frustrazioni.
Non esiste un metodo che funziona meglio di un altro, sicuramente ogni mamma ha il suo e non le si può imporre un'altra modalità e funzionerebbe meglio se ci fosse la convergenza di più linguaggi: se la mamma accompagna I suoi atti con parole dolci, vezzeggiativi, espressioni ripetute, perchè la parola carica di affetto può essere un farmaco molto potente.


fonte: mamma.pourfemme.it


Per approfondire: Vegetti Finzi S., Battistin A. (2010) A piccoli passi, Oscar Mondadori, Milano

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