Visualizzazione post con etichetta psicolgogia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicolgogia. Mostra tutti i post

venerdì 31 marzo 2017

Quello che tuo figlio vorrebbe dirti

Oggi riuscire a essere "buoni genitori" sempre un'impresa molto impegnativa: consumismo che porta ad avere molto più di quello che serve, case strapiene di giocattoli che si rompono dopo due volte e con cui in fondo i bambini giocano pochissimo, il tempo sembra ristretto in una clessidra con un passaggio troppo largo, bimbi impegnati in un milione di attività diverse, genitori che hanno poco tempo per stare con i figli...
www.pinterest.com
E in tutto questo caos quotidiano può succedere che la paura di non farli sentire amati o trascurati porti a mettere da parte l'autorevolezza e le possibilità educative. Oppure può accadere che i messaggi senza parole che ci lanciamo non siano letti in modo utile, per questo quello che segue l'ho interpretato come "sottotitoli" da mettere quando ci sono comportamenti che sfuggono alla comprensione o si ripetono nel peggiore dei modi con capricci, bizze e trepiti... Ricordiamo che anche noi adulti non sempre diciamo quello che veramente vorremo...
E' un po' lungo ma vale la pena!

Non viziarmi
So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova. Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in che cosa sono valido.  
Non usare la forza con me. 
Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato. Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso. Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.  
Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.
www.pinterest.com
 
Non essere troppo turbato quando dico: “Ti odio”. Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.  
Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.  
Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.  
Non fare che le mie “cattive abitudini” mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.  
Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi.  
Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore. È giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.
Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.  
Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.
  Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.  
Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l’ho fatto. Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito, tanto da dire bugie. Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.
Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.
www.pinterst.com
 

  Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.  
Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.
Non rispondere alle domande “sciocche” o senza senso. Desidero solo tenerti occupato di me.
Non pensare assolutamente di apparire ridicolo se ti scusi con me. Una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.  
Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.
Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. È “come” lo passiamo, che conta.  
Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.  
Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?
da “The king’s Business magazine”.

giovedì 28 maggio 2015

Chi è il mio bambino? Prova con un test!

"In ospedale era un angelo, adesso non smette di piangere... perchè?!". Spesso inizia così la storia di mamma: alla ricerca di risposte per situazioni in cui non sempre siamo preparate ad affrontare e di cui la soluzione non è immediata... sarebbe semplice, purtroppo ognuno deve scoprirlo da sè... ma c'è anche un test...


www.pinterest.com

Questa situazione di difficoltà spesso getta le mamme in un baratro di  ansia e turbamento spesso sommate alla stanchezza, al dolore del parto, al nuovo ritmo da prendere, alla mancanza di sonno e altri milioni di motivi giusti,  trasformandosi per una buona parte della donne in "baby blues" e che può perdurare per alcune settimane dopo il parto.
Quando è nata la mia BimbaGrande ho letto tutto quello che potevo, "Fate la nanna" di Estivill che mi aveva consigliato una mia amica come un metodo infallibile, poi "Fate la pappa", poi "Ricette di una neo-mamma" e mi sono arenata nel "Linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg. Ma quando è nato il piccoletto quest'ultimo è stato l'unico che sono tornata a guardare. 
Mi era rimasto in mente il punto in cui specificava che tutti i neonati sono diversi nel modo in cui mangiano, dormono e possono essere calmati. Chiamiamolo carattere o personalità, ma tra il terzo e il quinto giorno di vita, si diceva, che già si può capire che persona sarà.
Certamente non è solo il temperamento con cui nasce il bambino che lo "condanna" ad un comportamento nervoso o tranquillo per il resto della vita; infatti, l'educazione e l'ambiente in cui lo faremo vivere lo influenzerà in modo sempre più crescente (anche se non tutti gli studiosi sono d'accordo). Tuttavia nel primio periodo di vita le carateristiche innate giocano un ruolo dominante.
Secondo il libro della Hogg, che nasce dalla sua esperienza i bambini rientrano in cinque tipologie diverse: Il bambino angelico, quello da manuale, il bambino sensibile, vivace e scontroso.
www.pintest.com

Ma come fare per capire che tipo è nostro figlio? Con un test ovviamente, che l'autrice consiglia di compilare non prima delle due settimane di vita del bambino (altrimenti rischieremo di mettere risposte a caso e soprattutto perchè diversi dei comportamenti riportati nelle domande ancora non saranno comparsi, dico io!) e da entrambi i genitori separatamente, questo perchè spesso i bambini tendono a rispondere in modo diverso in base a chi hanno di fronte e soprattutto perchè nel rispondere spesso proiettiamo parti di noi stessi sugli altri, alterando le risposte del test.
Quindi, una volta che entrambi i genitori hanno risposto a tutte le domande, è utile affinchè si confrontino e definiscano un'unica scelta alle varie domande e solo successivamente calcolino il punteggio e verifichino la descrizione che si adatta al bambino.

www.pinterest.com


Domande per  conoscere il bambino:
Per ognuna delle domande che seguono, sceglilete solo una risposta, quella migliore, ossia quella che meglio descrive il vostro bambino e non quello che vorreste che fosse.



1. Il mio bambino
 A. Piange raramente
 B. Piange solo quando ha fame, è stanco o troppo stimolato
 C. Piange senza motivo apparente
 D. Piange molto forte e se non intervengo subentra un pianto furibondo
 E. Piange molto spesso

2. Quando è ora di dormire, il mio bambino
 A. Se ne sta tranquillo nella sua culla, poi si appisola
 B. Di solito si addormenta facilmente nel giro di venti minuti
 C. Protesta un po', sembra che si addormenti ma poi si risveglia sempre
 D. E' molto agitato e spesso va tenuto in braccio
 E. Piange molto e non ama essere messo giù

3. Quando si sveglia al mattino il mio bambino
  A. Piange raramente: gioca tranquillo nella sua culla
  B. Fa i suoi versetti guardandosi intorno
  C. Chiede attenzione immediata o comincia a piangere
  D. Urla
  E. Piagnucola

4. Il mio bambino sorride
A. A tutto e tutti
B. Se stimolato
C. Se stimolato, ma a volte scoppia a piangere dopo
D. Molto e si fa sentire, producendo i suoni tipici rumorosi dei bambini
E. Solo se le circostanze sono favorevoli

5. Quando porto fuori il mio bambino
A. Si fa portare molto facilmente
B. Va bene purchè non sia un luogo tropop affollato
C. Protesta molto
D. Chiede molto la mia attenzione
E. Non ama essere manipolato troppo

6. Se si trova di fronte un estraneo che lo saluta in modo amichevole, il mio bambino
A. Sorride immediatamente
B. Dopo un po' di solito sorride prontamente
C. Sembra stia per piangere, a meno che la persona non riesca a distrarlo
D. Diventa molto eccitato
E. Non sorride quasi mai

7. Quando c'è molto rumore, ad esempio un cane che abbaia o una porta che sbatte, il mio bambino
A. Non si innervosisce mai
B. Se ne accorge ma non mostra segni di fastidio
C. Si spaventa visibilmente e spesso scoppia a piangere
D. Fa rumore anche lui
E. Scopppia a piangere

8. Al suo primo bagnetto, il mio bambino
A. Sembrava un pesciolino
B. Era un po' sorpreso dalla novità, ma l'ha apprezzata quasi subito
C. Era molto sensibile: tremava un po' e sembrava spaventato
D. Era impazzito: batteva le manine spruzzando l'acqua da tutte le parti
E. Non gli è piaciuto affatto, piangeva

9. Il linguaggio corporeo del mio bambino di solio è
A. Rilassato e attento
B. Perlopiù rilassato
C. Teso e molto reattivo agli stimoli esterni
D. Convulso: braccia e gambe si muovono di continuo
E. Rigido: braccia e gambe sono spesso piuttosto tese

10. Il mio bambino emette suoni rumorosi e aggressivi
A. Ogni tanto
B. Solo quando gioca ed è molto stimolato
C. Quasi mai
D. Spesso
E. Quando è arrabbiato

11. Quando gli cambio il pannolino, gli faccio il bagno o lo vesto, il mio bambino
A. E' sempre tranquillo
B. Va bene se faccio le cose lentamente e gli spiego cosa succede
C. Spesso a i capricci, come se non lo sopportasse
D. Si dimena e cerca di buttare giù tutto dal fasciatorio
E. Lo detesta 

12. Se lo espongo improvvisamente a un luce forte, come quella del sole o quella fluorescente, il mio bambino
A. E' tranquillo
B. A volte è un po' sorpreso
C. Sbatte eccessivamente le palpebre e cerca di distogliere il viso dalla luce
D. Diventa ipereccitato
E. E' infastidito

13. SE SI ALLATTA CON IL BIBERON--> QUANDO GLI DO' IL BIBERON
A. Poppa sempre bene, è attento e di solito mangia in venti minuti
B. E' un po' strano durante i periodi di crescita intensa ma di solito mangia senza problemi
C. Si muove molto e ci mette tanto a finire il biberon
D. Afferra con forza la bottiglia e tende a mangiare troppo
E. E' spesso capriccioso e ci mette tanto a mangiare

13. SE SI ALLATTA AL SENO--> QUANDO ALLATTO IL MIO BAMBINO, LUI
A. Si attacca immediatamente: è stato facile fin da primo giorno
B. Ci sono voluti un giorno o due per attaccarlo in modo giusto, ma ora va tutto bene
C. Ha sempre voglia di succhiare, ma si allontana e si avvicina al seno, come se avesse dimenticato come si fa
D. Mangia bene finchè lo tengo come vuole lui
E. E' infastidito e agitato, come se non avesse abbastanza latte

14. La frase che meglio  descrive la comunicazione tra me e il mio bambino è:
A. Mi fa sempre sapere con esattezza ciò di cui ha bisogno
B. Di solito è facile capire quali sono le sue necessità
C. Mi confonde: a volte piange anche con me
D. Manifesta con molta chiarezza cosa gli piace e cosa no
E. Generalmente  attira la mia attenzione con un pianto forte e rabbioso

15. Quando andiamo a una riunione di famiglia dove tutti vogliono tenerlo in braccio, il mio bambino
A. Si adatta molto facilmente
B. In quanche modo sceglie da chi andare
C. Piange facilmente se viene manipolato da troppe persone
D. Piange e sembra cercare di sottrarsi
E. Rifiuta chiunque tranne mamma e papà

16. Quando torniamo a casa dopo un'uscita, il mio bambino
A. Si riambienta subito e facilmente
B. Ci mette qualche minuto per acclilmatarsi
C. Di solito è molto irritabile
D. Spesso è soveccitato e difficile da calmare
E. Sembra arrabbiato e infelice

17. Il mio bambino
A. E' capace di divertirsi da solo a lungo guardando la prima cosa che capita, perfino le sponde della culla
B. E' capace di giocare da solo per circa 15 minuti
C. Ha difficoltà a divertirsi in un ambiente sconosciuto
D. Ha bisogno di essere molto stimolato per divertirsi 
E. Di solito non si diverte molto facilmente

18.Sembra che il mio bambino
A. Si senta sicuro nel suo lettino
B. Di solito preferisca il suo lettino
C. Si senta insicuro nel suo lettino
D. Si comporti aggressivamente, come se il lettino fosse una prigione
E. Si offenda se si mette nel lettino

19. La frase che descrive meglio il mio bambino è
A. Si sente a malapena che in casa c'è un bambino: è buono come un angelo
B. E' facile da trattare e prevedibile
C. E' un piccino molto delicato
E. Ho paura quando comincerà a gattonare, non lo terremo più
E. la sa lunga: sembra che sia già stato qui!

Per calcolare il punteggio scrivete quante volte avete risposto alle singole lettere, riportando nella tabella e successivamente controllando il profilo corrispondente :

A
B
C
D
E










 

Se le risposte prevalenti sono:
A -- Tipo Angelico
B -- Tipo da Manuale
C -- Tipo Sensibile
D -- Tipo Vivace
E -- Tipo Scontroso

Nelle descrizioni al POST SUCCESSIVO troverete qualcosa di vostro figlio anche in due profili, per questo si consiglia di leggerle tutte e di pensare al tipo di comportamento prevalente, ossia alle caratteristiche che meglio di adattano al bambino.
-----------------------------------------------------------------------------------
Fonte: T. Hogg (2009). Il linguaggio segreto dei neonati. Mondadori

Potrebbe interessarti anche....